<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872</id><updated>2011-12-22T16:45:37.802+01:00</updated><category term='Amman'/><category term='Parigi'/><category term='New York'/><category term='Jeddah'/><category term='Napa Valley'/><category term='Istanbul'/><category term='Beirut'/><category term='Beijing'/><category term='BVI'/><category term='Cile'/><category term='Sud-est asiatico'/><category term='Nigeria'/><category term='Venezia'/><category term='Egitto'/><category term='Cina'/><category term='Giappone'/><category term='Cuba'/><category term='Milano'/><category term='Santa Margherita Ligure'/><category term='Seattle'/><category term='Viaggi nel tempo'/><category term='Colonne Sonore'/><category term='Seoul'/><category term='Oman'/><category term='S. Francisco'/><category term='Canada'/><category term='Citazioni'/><category term='Londra'/><category term='Sardegna'/><category term='Shanghai'/><category term='Svizzera'/><category term='Dubai'/><title type='text'>solobagaglioamano v2.0</title><subtitle type='html'>scrivendo di un piccolo luogo per raccontarne la sua universalità</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>228</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-624568225133481724</id><published>2011-12-22T16:45:00.004+01:00</published><updated>2011-12-22T16:45:37.809+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Seoul'/><title type='text'>Big fish</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7qOfemJGfDI/TvNQdITM-SI/AAAAAAAAAsM/_iWYA2c2dx4/s1600/Seoul+-+Bongeunsa+Temple+-+May+2001+5.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-7qOfemJGfDI/TvNQdITM-SI/AAAAAAAAAsM/_iWYA2c2dx4/s320/Seoul+-+Bongeunsa+Temple+-+May+2001+5.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono all’incirca milleduecento anni che il tempio di Bongeunsa sta in Samseong-dong, nel quartirere di Gagnam-gu, a Seoul. E stato costruito in un epoca in cui il governo supportava il confucianesimo e opprimeva il buddhismo, i grandi maestri Seosan e Samyeong ci hanno insegnato la pratica del Seon, il Buddhismo Zen coreano. Qui sono conservati gli ottantuno volumi dell’Avatamsaka Sutra, qui il grande maestro Joenghee Kim ha sviluppato il suo stile unico di calligrafia e alcune sue tavolette sono ancora custodite tra le 4238 che stanno negli archivi della Stanza dei Sutra.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono passato dalla Jinyeo-mun, la Porta dell’Essenza. Jinyeo significa essenza, essenzialità, sostanza semplice delle cose come sono, realtà ultima oltre tutte le parole e le distinzioni. Alla soglia del tempio quattro spiriti sovrani proteggono gli insegnamenti del Buddha ovunque esso si trovi, ognuno volto a un punto cardinale - nord, est, sud, ovest –custodiscono il padiglione del Buddha, signore del dharma, maestro della disciplina. Oltre questa porta inizia il viaggio verso la verità.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Yeongsan-jeon è la rappresentazione del Picco degli Avvoltoi, in India, dove Sakyamuni Buddha predicò ai suoi discepoli prediletti. Intorno a me, negli stagni e per le aiuole, stuatue di personaggi, uomini e animali, lentamente si illuminano mentre sia vvicina la sera. I monaci si applicano alle pratiche del canto, dei pasti monastici, dei lavori comuni e della meditazione, Bongeunsa è un paradiso di pratica e compassione. Ora siamo in quel preciso istante in cui il giorno lascia il posto alla sera, quando non c’è più luce ma si possono ancora distinguere le ombre. Il sole ha terminato la sua fatica quotidiana e adesso lascia che la temperatura cambi, le masse d’aria si muovano invisibili e sollevino un vento tiepido che avvolge e accarezza e fa oscillare le lanterne di carta con i fioretti appesi sotto. Un suono di mille campanelli inizia piano a vibrare verso l’infinito e davanti a me contorni della grande statua di Maitreya, il Buddha del Futuro, colui che scenderà in terra per salvare tutti gli esseri senzienti, lentamente scompaiono. Di fronte a questo grande Dio di pietra mi sento piccolissimo, come un bambino, un neonato, come un fiore o un topo, una particella insignificante eppure parte felice e integrante dell’universo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La statua di Maitreya è alta 23 ventitré metri e viene dalla provincia di Jeolla dove tutti lo adorano. A un certo punto, come fosse la cosa più naturale del mondo, si abbassa chinandosi verso di me. Intorno tutto ciò che si muove è fermo e tutto ciò che è fermo si muove, e il Buddha incomincia a parlare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella è Jijang-jeon, la casa di Kshtigharbha il Re dei Morti che vive nel mondo sottoterra e si prende cura degli spiriti, il Bodishattwa che ha fatto il grande voto e non entrerà nel suo stato di Buddha fino a che non avrà salvato l’ultimo degli esseri che soffrono sulla terra.&amp;nbsp;E quello che vedi lontano che vola e sale fino alle stelle invece è il dragone, protegge il padiglione del Buddha della Medicina.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lui mi racconta e camminiamo insieme - il gigante e il bambino - nel tempio ormai chiuso e deserto. Mi mostra Haesu Gwaneum-sang, il Buddha della Compassione, che vive sull’isola di un lago ed è in grado di sentire la voce degli esseri che non possono emettere suoni. Ha una bottiglia di nettare nelle mani e li solleverà da tutte le loro sofferenze. Camminando e parlando arriviamo fino a un piccolo padiglione aperto, sotto una tettoia stanno quattro strumenti: una campana, un tamburo, un gong e un grande pesce di legno. Vanno suonati al tramonto e la sera, per salvare tutti gli esseri dell’universo. La campana salva gli spiriti dei morti, il tamburo gli animali della terra, il gong a forma di nuvola salva gli uccelli e tutte le anime che vagano per l’aria su fino al paradiso e il suono del grande pesce è per tutte le creature dei mari e degli abissi. Impugno i bastoni e per una sera salvo il mondo. Solo per una volta ma sento che questo è il mio giorno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando termina l’ultima l’eco dell’ultimo suono quell’unico attimo è passato, il crepuscolo è finito, Maitreya è sparito. Intorno è buio e ormai si è fatta sera. Esco e al semaforo le luci delle auto e le insegne dei palazzi riverberano da ogni parte sull’asfalto bagnato dalla pioggia. E’ successo davvero o è stata solo suggestione? Perché non sono fradicio? Perché dentro Bongeunsa non pioveva? Attraverso la strada, passo il padiglione del COEX, il centro commerciale Hyundai e mi infilo nelle porte girevoli dell’Intercontinental.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-624568225133481724?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/624568225133481724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/12/big-fish.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/624568225133481724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/624568225133481724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/12/big-fish.html' title='Big fish'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-7qOfemJGfDI/TvNQdITM-SI/AAAAAAAAAsM/_iWYA2c2dx4/s72-c/Seoul+-+Bongeunsa+Temple+-+May+2001+5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-4120201981758255599</id><published>2011-12-03T18:18:00.001+01:00</published><updated>2011-12-03T18:27:09.823+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Obaid</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LFgVgTl_QGk/TtpbEYtHpdI/AAAAAAAAAsA/yEARYzHHPDk/s1600/East+Coast+Trip+Oct+2011+11.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-LFgVgTl_QGk/TtpbEYtHpdI/AAAAAAAAAsA/yEARYzHHPDk/s320/East+Coast+Trip+Oct+2011+11.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;L’altra sera tornando verso casa osservavo il deserto al tramonto: dune, cespugli, pochi alberi secchi e sabbia. A perdita d’occhio tutto intorno i colori della terra e del sole, un paesaggio spirituale immobile solo da contemplare. Non è un caso caso se alcune delle più grandi religioni del mondo sono nate quaggiù, dove anche senza essere credenti quel confine sottile tra fede e filosofia attira come un abisso. Una terra vaga che appare e scompare tra misticismo e spiritualità, culto e pietà, saggezza e umiltà, bellezza e trascendenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obaid viveva a Khutwah e fummo buoni amici per molti anni. Un giorno andammo a trovarlo insieme ad Abadilah che parlava Arabo e lui ci portò fin su in fondo al Wadi Shimal. Passammo per piste tra le montagne che per lunghi tratti erano state trascinate via dalle inondazioni di torrenti che passano la maggior parte dell’anno asciutti, che ci possono andare tranquillamente i bambini a giocare al pallone il venerdì pomeriggio. Poi per pochi giorni della nostra vita (che non contano nulla nel loro tempo infinito) decidono di scendere improvvisamente dai monti Hajar, violenti come mille eserciti vendicatori mandati da qualche Dio del cielo in collera con quegli uomini per chissà quale motivo. E si portano via uomini, cose e animali, votati alla distruzione e allo sterminio. E’ la sorte toccata un giorno di tanto tempo fa al vecchio villaggio di Obaid, si è salvato solo il cimitero sulla collina, lassù dove cresce l’aloe e le tombe sono ovali di pietre appena percettibile e non diverse dalle altre migliaia che gli stanno intorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obaid adesso sta lassù, in quell’umile cimitero musulmano, fatto di tombe semplici. L’Islam è una religione profondamente spirituale che non da particolare valore alle spoglie mortali, non recano significati particolari e non c’è alcun bisogno di monumenti commemorativi. Nel deserto tutto scorre, tutto si trasforma tra la sabbia e il vento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti anni prima Obaid scendeva dalla sua valle, fino ad Al Fara per le corse dei cammelli. Arrivava il venerdì mattina e gli piaceva fermarsi nel cortile della baita per trovare di Sheikh Sulail per fumare un po’ di quel tabacco che coltivavano sulle terrazze strappate ai sassi e irrigate goccia a goccia dalla poca acqua dei falaj, vero tesoro di quelle montagne. Acqua che passava sulla terra leggera, scivolando dai bacini di raccolta, serpeggiando in piccoli canali prima scavati nella roccia poi modellati nell’argilla e infine tracciati nella terra giù fino alle radici delle piante di tabacco. E la sera, quando il sole ardente che batteva il villaggio e asciugava i mazzi di foglie stese a essiccare andava a finire dietro le creste dei monti Hajar, Obaid discendeva sempre gli stessi sentieri e ritornava sempre attraverso gli stessi i passi che ogni volta lo riportavano fedeli a casa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel giorno Obaid ci fece promettere che quando sarebbe morto ci saremmo presi cura del suo corpo assicurandogli una degna sepoltura. Abadilah fu molto sopreso perchè normalmente un musulmano non chiederebbe mai una cosa simile a un cristiano ma Obaid era molto preoccupato: non aveva più famiglia, viveva con una sorella ancora più anziana e il suo villaggio ormai era popolato solo da stranieri, Indiani, Pakistani, lavoratori arrivati dallo Sri Lanka, dal Nepal e da ogni altro angolo del subcontinente indiano. Il vecchio temeva che nessuno si sarebbe preoccupato di lui una volta morto e voleva essere certo di venire sepolto secondo le usanze della sua religione. Si trattava di un tema molto importante perché se il corpo non fosse stato trattato propriamente Obaid avrebbe corso il rischio di vedersi negata la possibilità di ascendere al cielo quando verrà il giorno in cui tutti ritorneremo ad Allah. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando venne suo il momento Obaid pronunciò con un filo di voce le ultime parole di un buon musulmano: “Sono testimone che non c’è altro dio all’infuori di Allah". Poi gli chiusero gli occhi, lo coprirono con un lenzuolo pulito e iniziarono i preparativi per la sepoltura. Nessuno gridò, non si strapparono I capelli, lo piansero sommessamente perché come dice il Corano quando un figlio muore gli occhi piangono e i cuori soffrono ma non faremo mai nulla che non sia gradito al Signore. Lo lavarono tre volte, nel modo in cui ci si lava prima delle preghiere; la prima fu con acqua, la seconda con foglie di loto profumato e la terza, l’abluzione finale, con la canfora. Gli unirono le mani nel segno di supplica, lo avvolsero in tre sudari di tessuto bianco, buono ma non troppo costoso e lo legarono come d’usanza sopra la testa, ai piedi e due volte attorno al corpo. Poi aspettarono che il sole passasse mezzogiorno per rendergli le ultime orazioni di rito. Poche parole recitate in silenzio, senza prostrarsi e gli uomini del villaggio lo accompagnarono alla collina delle sepolture. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obaid ci guidava attraverso le vallate, vagavamo apparentemente alla cieca andando dietro a mucchi di sassi uguali a tutti gli altri intorno, seguivamo segnali di quelle montagne che solamente lui riusciva a decifrare. Fino a quando trovammo la pista abbandonata tra le colline vicino a Showkah. “Ah, si, la pista di atterraggio. Quando la trovai per la prima volta in mezzo alle montagne pensai fosse solo una traccia e che non fosse mai stata completata”. Pensammo che gli inglesi della compagnia l’avessero abbandonata perché non c’è petrolio qui tra i monti Hajar, anche se pure loro in un tempo molto lontano sono stati fondo del mare. Ma un inverno ritornammo con due piloti che avevano volato sopra queste montagne e loro regalarono a Obaid delle vecchie fotografie di un aereo proprio su quella pista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlava con voce bassa il vecchio Obaid. Gli piaceva scendere alle sorgenti d’acqua dolce di Masafi ed era sempre benvenuto nella dimora dello sceicco. Gli anziani raccontano ancora di quella volta in cui da giovane molti anni fa gli avesse rivelato il segreto delle morti dei bambini che colpivano tutti i villaggi a ovest dei monti Hajar, e di come curarle. “E’ solo una storia del passato, che passando di voce in voce diventa leggenda”. Eravamo uno di fronte all’altro: due uomini, due culture, nati così lontano in paesi diversi e in tempi diversi eppure in quel momento così vicini. Obaid stava seduto in terra con le gambe magre e secche incrociate sotto il suo pesante vestito marrone, un kandura impolverato dal colore della terra di queste montagne a un passo dal deserto. Mi guardava dal basso verso l’alto, con il suo berretto bianco in testa, gli occhi come fessure, le guance magre di rughe e la sua rada barba bianca. Poi chiuse gli occhi e iniziò a mormorare con una voce araba monotòna, sembrava quasi che cantasse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obaid non lascio figli ne’ figlie, fratelli ne’ sorelle, non lasciò nessuno dietro di sé, solo la sua conoscenza di cui la gente continuerà a beneficiare per sempre. Lo deposero nella tomba come si conviene a un buon musulmano: nudo e senza cassa, avvolto in tre sudari di tela bianca a buon mercato, disteso sul fianco destro a guardare per sempre in direzione della Mecca. Sciolsero i lacci e lo coprirono con assi e pietre perché la terra non ne sporcasse il sudario poi richiusero la fossa versandoci sabbia. Lasciarono solo una pietra, uguale a tutte le altre intorno, giusto appena più grande. Non eressero lapidi, non piantarono fiori. Possa Allah avere pieta di lui: da Lui veniamo e a Lui tutti torneremo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-4120201981758255599?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/4120201981758255599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/12/obaid.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4120201981758255599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4120201981758255599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/12/obaid.html' title='Obaid'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LFgVgTl_QGk/TtpbEYtHpdI/AAAAAAAAAsA/yEARYzHHPDk/s72-c/East+Coast+Trip+Oct+2011+11.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-6450703270344369561</id><published>2011-09-30T20:50:00.001+02:00</published><updated>2011-09-30T20:50:29.319+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sud-est asiatico'/><title type='text'>Storie di tassisti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qqjs9u40h9E/ToYPIRRarmI/AAAAAAAAAr8/DM807Fp-FTM/s1600/111983087_e1a5d97757_o.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://4.bp.blogspot.com/-qqjs9u40h9E/ToYPIRRarmI/AAAAAAAAAr8/DM807Fp-FTM/s320/111983087_e1a5d97757_o.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;Tuan ha 46 anni, guida il suo scooter da quindici e lo trovi sempre all’angolo di &lt;i&gt;Truong Dinh&lt;/i&gt;. Racconta che un giorno un giovane in un bel abito elegante arrivò trafelato dicendo che doveva correre a casa perché gli avevano appena rubato il cane. Lo portò fino a casa e quello cercò di pagare una corsa da 20,000 &lt;i&gt;dong&lt;/i&gt; con un biglietto da 200,000. Tuan si mise a cercare qualcuno che la cambiasse ma quando si girò il tizio stava cercando di fregargli il motorino. Tuan lo riprese di corsa urlando e lui cerò di cavarsela minimizzando. Finirono la serata bevendoci sopra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;Lì di fianco Thu ascoltava e disse: una volta portai un tizio a un indirizzo dove sosteneva abitassero degli amici che avrebbero pagato la corsa per lui. Una volta arrivati prese il cellulare per chiamare ma la batteria era scarica quindi mi chiese se poteva usare il mio. Chiamò i suoi amici e entrò nel palazzo, dici minuti dopo capii che mi aveva fregato il cellulare e non sarebbe mai tornato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;Tam era più giovane, avrà avuto meno di trent’anni e ci raccontò di quando portò in giro due stranieri per tutta la notte e al mattino quando li lasciò quelli scapparono via. Con un respiro Tam gonfiò il petto, si interruppe un attimo per guardarsi attorno, poi dichiarò solennemente che se li avessi inseguiti li avrebbe senz’altro ammazzati perché durante il giorno di lavoro fa il maestro di kung-fu.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;Vu arrivò di gran carriera da dietro l’angolo con il suo &lt;i&gt;XeOm&lt;/i&gt; e si fermo con una profonda frenata. Una volta aveva portato un tizio giù giù fino sottopassaggio di &lt;i&gt;Cu Chi&lt;/i&gt; e si era accordato per tornare a riprenderlo due ore dopo ma questo non si fece vedere. Vu aspettò a lungo poi girò il motorino e tornò a casa. Il giorno dopo il tizio arrivò qui all’angolo incazzato con Vu per averlo lasciato al tunnel: rra caduto in una buca profonda e non era riuscito a farsi tirare fuori che dopo quattro ore. Vu gli disse di stare più attento la prossima volta.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: xx-small;"&gt;(foto di Hanoi Mark)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6450703270344369561?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6450703270344369561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/09/storie-di-tassisti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6450703270344369561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6450703270344369561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/09/storie-di-tassisti.html' title='Storie di tassisti'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qqjs9u40h9E/ToYPIRRarmI/AAAAAAAAAr8/DM807Fp-FTM/s72-c/111983087_e1a5d97757_o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-5065768291820025473</id><published>2011-09-24T13:06:00.000+02:00</published><updated>2011-09-24T13:06:02.541+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Arabi ieri e oggi, la crisi e Barack Al-Obama</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-MjJ_O_7U1dI/Tn24Je7tusI/AAAAAAAAAr4/8f3342a-xzI/s1600/Infinity+Tower+7+-+Gen+2011+D.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-MjJ_O_7U1dI/Tn24Je7tusI/AAAAAAAAAr4/8f3342a-xzI/s320/Infinity+Tower+7+-+Gen+2011+D.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi pomeriggio nuvole dense cariche di pioggia incombevano sopra Business Bay mentre dalle sei corsie di Sheikh Zayed Road il taxi sembrava correre in fondo a un canyon di torri e grattacieli. La più grande lavasoldi del mondo è diventata l’occhio del ciclone, la foresta semovente di gru da costruzione si è trasformata nella città dei cantieri fantasma. In Europa hanno scoperto che Dubai è in crisi: ben svegliati! Qui invece dicono che tutto va bene ma si sa che qui certe cose vanno così.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre la crisi finanziaria stava mettendo in ginocchio il mondo qui il direttore di una delle più grandi immobiliari locali annunciava il lancio del loro ultimo megaprogetto: un intero quartiere che avrebbe avuto come icona un grattacielo lungo più di un chilometro che sarebbe diventata l’edificio più alto del mondo. In effetti Burj Dubai è una torre meravigliosa, peraltro è anche quasi pronta, sarà inaugurata tra poco, e anche il quartiere intorno con una meravigliosa gigantesca fontana è praticamente terminato, per quanto non so proprio chi ci andrà ad abitare. Quello che doveva preoccupare non era tanto la grandiosità del progetto ma la sicumera con cui si diceva: “Sicuramente qualcuno di voi domanderà se non sia una pazzia lanciare questo progetto (magari sarebbe stato meglio se lo fosse domandato anche lui) ma i fondamentali del mercato di Dubai sono troppo forti e qui non ci sarà nessun crollo”. Dopo questa storica affermazione i prezzi degli immobili a Dubai sono crollati del cinquanta per cento, le società immobiliari hanno bloccato la maggior parte dei progetti in corso, migliaia di operai sono stati licenziati e più di trecentomila persone hanno lasciato la città. A Napoli lo passerebbero nella pece e lo ricoprirebbero di piume per quanto porta sfiga. Personalmente a questo signore non darei da gestire nemmeno la mancetta che papà mi dava da bambino la domenica per comprare le figurine.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;David Jackson, ex assistente agli acquisti di Saks Fifth Avenue, veniva da Lehman Brothers, calò dall’America per diventare direttore delle private equities di Dubai World, la holding che gestisce gran parte dei progetti immobiliari, marittimi e infrastrutturali per il Governo di Dubai. Un piccolo inciso: se state cercando un dirigente da mettere a capo del vostro fondo d'investimento il nome Lehman Brothers non dovrebbe suggerivi qualcosa? Sta di fatto che anche lui comincia a mettersi in grande evidenza comprando in serie hotel di lusso, il Mandarin Oriental di Manhattan, il Fountain a Miami (dove è stato girato 007 Goldfinger) poi continua facendosi il Cirque du Soleil, quei guitti canadesi che saltano da un trapezio all’altro senza rete fino a che uno non cade e si sfracella (a dimostrazione di quanto pure Jackson non sia propriamente un portafortuna), infine decide di piazzare il colpo comprando dalla corona britannica nientepopodimenochè il piroscafo reale Queen Elizabeth con il progetto di ormeggiarlo a Palm Jumeirah e farne un albergo per americani oversize e i russi arricchiti non si sa bene come con i loro fastidiosissimi mocciosi schiamazzanti (insomma, un po’ di rispetto per la Regina!). Quando scoppiò la crisi dichiarò: “il problema dei subprimes può avere creato delle ansietà alle vostre normali società di investimento ma non certo a noi. Grazie a voi - leggi “grazie a voi coglioni” - il prezzo del petrolio salirà oltre gli ottanta dollari al barile e io non mi preoccupo proprio di dove troverò i soldi per il mio prossimo affare”. What goes around comes around: nelle scorse settimane Dubai World ha chiesto di rinegoziare debiti per oltre venti miliardi di dollari “cogliendo di sorpresa” i mercati immobiliari occidentali. Se c’è una crisi che sta togliendo anche la pelle a ogni abitante di questo povero pianeta e contemporaneamente questi si mettono a costruire delle piste da sci nel deserto, un analista finanziario puoi dirsi sorpreso se dopo qualche mese va tutto a catafascio? Forse sono troppo naif e dovrei tornare a vendere forme di parmigiano ma tutta questa sorpresa sorprende.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Barack Obama in una conferenza al Cairo qualche mese fa aveva affermato che "Dubai è un esempio di come lo sviluppo economico possa fronteggiare la crisi". Anche lui è meglio che finito il mandato non punti troppo sull’andare in tivù al gioco dei pacchi. Fino a oggi Obama nella penisola arabica è giudicato un po’ deludente, qui si sono visti pochi progressi verso il promesso e tanto atteso new deal della questione araba. Le aree critiche qui nel Golfo – il ritiro dall’Irak, la questione nucleare Iraniana, le missioni antiterrorismo in Pakistan e Afghanistan – restano ancora largamente sabbiose. Soprattutto il processo di pace tra Israele e Palestina sembra ristagni a un punto morto, i portavoce americani in medio oriente non hanno preso posizione sugli ultimi insediamenti israeliani in terra palestinese e così facendo hanno avvallato il sospetto che l’America non abbia poi tutta questa gran voglia di rimettere in moto il processo come aveva invece promesso. Gli arabi si stanno chiedendo se Obama vorrà continuare a occuparsi di questioni medio-orientali come puro esercizio di retorica oppure inizierà a darsi concretamente da fare. Si rendono conto che la chiave di volta per cambiare davvero in questa complicatissima zona del mondo è il coinvolgimento personale del Kennedy nero. Intanto l’Europa fa la solita figura della fetta di salame nel panino. Incapace o disinteressata a recitare qualsiasi ruolo e a intraprendere qualsiasi iniziativa. Nessun capo di stato europeo ha visitato un paese del Golfo nell’ultimo anno e il nuovo ministro degli Esteri della CEE, Lady Ashton, ha pensato bene di inaugurare il suo mandato facendosi un giro in Israele e nei territori occupati, mossa che ovviamente non è stata apprezzatissima dai paesi arabi moderati. E mentre l’accordo economico di libero scambio tra Paesi del Golfo e Unione Europea langue su qualche tavolino a Bruxelles gli arabi sviluppano proficue relazioni commerciali con le tigri asiatiche (Giappone, Cina, India, Corea), i leoni africani (Sudafrica, Kenia, Angola) e persino con i puma sudamericani (Brasile, Argentina, Cile).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dubai nasce una decina d’anni fa dal sogno di Sheikh Mohammed di fondare tra deserto e mare una metropoli moderna, cosmopolita, liberale, aperta al mondo, alle sue numerose fedi e anche ad alcuni suoi eccessi. Cosa che non ha certo riempito di gioia i suoi vicini, primi tra tutti quelli di Abu Dhabi che stavano facendosi una tranquilla nuotatina nel petrolio prima di riprendere il cammello per tornare alla loro tenda e che improvvisamente si sono sentiti una massa di beduini bigotti e retrogradi. Il che ci porta facilmente a concludere che nei prossimi mesi - visto che la piscina di gasolio e la valigetta con le mazzette ad Abu Dhabi ce li hanno ancora - a loro cugino gliela faranno pagare: la scorsa settimana il Governo Federale degli Emirati Arabi Uniti, sede e presidenza Abu Dhabi, ha dichiarato che con il crack di Dubai non ha niente a che vedere. Il che è come dire ai creditori “mia moglie ha abusato della carta di credito, mi dispiace ma io poverino non ne sapevo niente, comunque siamo in regime di separazione dei beni quindi non c’entro, arrivederci”.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il boom di Dubai è stato alimentato da credito facile, speculazioni immobiliari, un mercato a dir poco scarsamente regolamentato e un governo che ha fatto ricorso a ogni forma di prostituzione, metaforica e reale, per attirare capitali a diversi gradi di liceità. Ingegneri, architetti, imprenditori e intermediari immobiliari sono calati a branchi dall’Europa per partecipare a progetti che più erano abnormi più erano redditizi per loro. Quando nel 2002 lo sceicco ha aperto la proprietà immobiliare agli stranieri un’ondata di gonzi si è precipitata a comprare con in mano giusto un foglio con un progetto e qualche volantino patinato. Nel 2006 una serie di società paragovernative sono state consolidate nella holding Dubai World la cui gestione è stata affidandata a Sultan Ahmed bin Sulayem, un volpone che a sua volta ha chiamato come direttore generale quel Chris O’Donnel che all’epoca mandava avanti un fondo d’investimento immobiliare di notevole successo nella sua Australia natìa. Nel 2007 O’Donnel decide di emettere dei bond e gli investitori si precipitano a comprarglieli tanto che deve raddoppiare l’emissione. Poi si mette in vendita un complesso di ville su Jumeirah Beach Road e va tutto esaurito in un giorno. Le banche concedono mutui al 97% del valore dell’immobile senza indagare granchè sul reddito di chi chiede. Poi a un certo punto, improvvisamente il mondo - o il resto del mondo, come ancora adesso sostengono qui a Dubai - piomba nella recessione. I soldi smettono di fluire e questi einstein della speculazione immobiliare si rendono dolorosamente conto che forse così furbi non erano, probabilmente erano solo più avidi e la pena del contrappasso li pone a subire la stessa legislazione dubaiota che non avendo mai regolamentato troppo il mercato ora non li tutelerà particolarmente dai fallimenti immobiliari che si fanno di giorno in giorno sempre più probabili.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto di fronte a casa, dall’altro lato del Marina, la Infinity Tower che sarà un altissimo grattacielo a spirale dal panorama mozzafiato mare da una parte e Marina dall’altra per consegna prevista giugno 2010 continua rumorosamente a crescere notte e giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ozQR_Lyghn4/Tn221RzZDNI/AAAAAAAAArg/zgk3UW-imfA/s1600/Infinity+Tower+1+-+Oct+2009.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://1.bp.blogspot.com/-ozQR_Lyghn4/Tn221RzZDNI/AAAAAAAAArg/zgk3UW-imfA/s200/Infinity+Tower+1+-+Oct+2009.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Ottobre 2009&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-jU0AVrZHANc/Tn228YYjFqI/AAAAAAAAArk/SKnIRZ-uhdo/s1600/Infinity+Tower+2+-Nov+2009.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-jU0AVrZHANc/Tn228YYjFqI/AAAAAAAAArk/SKnIRZ-uhdo/s200/Infinity+Tower+2+-Nov+2009.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Dicembre 2009&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PJ8VDa5MMn8/Tn23DAwWUXI/AAAAAAAAAro/FGRM0tmAijw/s1600/Infinity+Tower+4+-+Apr+2010+C.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-PJ8VDa5MMn8/Tn23DAwWUXI/AAAAAAAAAro/FGRM0tmAijw/s200/Infinity+Tower+4+-+Apr+2010+C.JPG" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Aprile 2010&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cTvaFN6aypQ/Tn23LFGPouI/AAAAAAAAArs/tpf2ktxr5AM/s1600/Infinity+Tower+6+-+Oct+2010+A.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-cTvaFN6aypQ/Tn23LFGPouI/AAAAAAAAArs/tpf2ktxr5AM/s200/Infinity+Tower+6+-+Oct+2010+A.JPG" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Dicembre 2010&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-hDXAIibhg0k/Tn23XLQbGlI/AAAAAAAAArw/cuC6Iw5JUXU/s1600/Infinity+Tower+7+-+Gen+2011+A.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-hDXAIibhg0k/Tn23XLQbGlI/AAAAAAAAArw/cuC6Iw5JUXU/s320/Infinity+Tower+7+-+Gen+2011+A.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Gennaio 2011&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-5065768291820025473?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/5065768291820025473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/09/arabi-ieri-e-oggi-la-crisi-e-barack-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5065768291820025473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5065768291820025473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/09/arabi-ieri-e-oggi-la-crisi-e-barack-al.html' title='Arabi ieri e oggi, la crisi e Barack Al-Obama'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-MjJ_O_7U1dI/Tn24Je7tusI/AAAAAAAAAr4/8f3342a-xzI/s72-c/Infinity+Tower+7+-+Gen+2011+D.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-6287954947521121032</id><published>2011-09-09T09:56:00.000+02:00</published><updated>2011-09-09T09:56:47.729+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nigeria'/><title type='text'>Bonaventura Goodluck (english version)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hIOBqN3rjFE/TmnGmTWTR7I/AAAAAAAAArY/BMei3PZq_bc/s1600/Lagos+-+May+2011+4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-hIOBqN3rjFE/TmnGmTWTR7I/AAAAAAAAArY/BMei3PZq_bc/s320/Lagos+-+May+2011+4.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jonathan&amp;nbsp;Goodluck is on the walls all across Lagos, he is a middle-aged black man with a large nose like a big white ball, an infectious smile and always wearing a brimmed hat on his head. There in the villa next to our guesthouse, young politicians behind walls of barbed wire celebrate the success at yesterday's elections. African music will raise, played live throughout the day and all night long. They know that now&amp;nbsp;now it's up to them,&amp;nbsp;they will be rich in a country where 72% of the population lives on less than a dollar a day. This is a&amp;nbsp;rich&amp;nbsp;land to poor people, Mr. Bonaventure.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Earlier this morning&amp;nbsp;they took Bin Laden, I got to know it in a wooden office in a shed, Emmanuel seems happy for that.&amp;nbsp;The electricity is continously cut in these dilapidated houses. Rusty metal shacks and roads made of holes, open dumps where dirty white egrets are grazing along with goats and herds of cows with long horns. Piles are piling under the bridge over the lagoon of city a city that in a parallel universe could have been Venice, people invent works as the sand fishermen. They leave home in the morning never knowing if and when they will be back in the evening or if this will be the day when death will find them on the way. Diying of an accident in Nigeria is not something uncommon, it's daily in this life, Mr. Bonaventure.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Lagos - squeezed between the sea and the lagoon - there is no more space, so they built Abuja, the new capital that arises from the delta oil money in the middle of&amp;nbsp;the jungle&amp;nbsp;nowhere in the center of the country. On the way to Abuja a few huts, villages are scattered beside the highway following the moving works in progress. The first block of the development was completed some time ago and is already crumbling, the second is now starting:&amp;nbsp;&amp;nbsp;here&amp;nbsp;there is as much space as you want. Abuja has already become a city of five million inhabitants ... maybe. Because how many human beings are living in this site no one knows&amp;nbsp;exactly, Mr. Bonaventure.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;It's black all around in the sky,&amp;nbsp;storms are raging and&amp;nbsp;the rainy season is about to begin. In a few days, the floods will block the country, will dig holes in the streets and will rot all the houses's walls. The same showers that make this jungle so lush also make this life so difficult. For us it is time to leave&amp;nbsp;now, goodluck Mr. Bonaventure.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(To JRdP - Lagos, May 2011)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6287954947521121032?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6287954947521121032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/09/bonaventura-goodluck-english-version.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6287954947521121032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6287954947521121032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/09/bonaventura-goodluck-english-version.html' title='Bonaventura Goodluck (english version)'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-hIOBqN3rjFE/TmnGmTWTR7I/AAAAAAAAArY/BMei3PZq_bc/s72-c/Lagos+-+May+2011+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-1698893935251781119</id><published>2011-09-09T09:29:00.000+02:00</published><updated>2011-09-09T09:29:09.920+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nigeria'/><title type='text'>Bonaventura Goodluck</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-blBKaXqSoGA/Tmm7_Ft8wDI/AAAAAAAAArU/XZ133iGPVO8/s1600/Lagos+-+May+2011+1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-blBKaXqSoGA/Tmm7_Ft8wDI/AAAAAAAAArU/XZ133iGPVO8/s320/Lagos+-+May+2011+1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jonathan Goodluck sta sui muri di tutta Lagos, è un nero di mezza età con un grosso naso bianco a palla, un sorriso contagioso e il cappello a tesa sempre in testa.&amp;nbsp;Nella villa qui di fianco alla &lt;i&gt;guesthouse&lt;/i&gt;&amp;nbsp;giovani politici&amp;nbsp;festeggiano dietro muri di filo spinato&amp;nbsp;il successo alle elezioni. La musica afro suonata dal vivo andrà in crescendo per tutto il giorno e tutta la notte. Festeggiano perchè sanno che ora diventeranno ricchi;&amp;nbsp;adesso tocca a loro,&amp;nbsp;in un paese dove il 72% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.&amp;nbsp;Questa è una terra ricca per gente povera, signor Bonaventura.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Hanno preso Bin Laden stamattina, l'ho saputo in questoufficio di legno e formica in un capannone, Emmanuel sembra contento.&amp;nbsp;Case fatiscenti,&amp;nbsp;baracche di lamiere arrugginite,&amp;nbsp;l'elettricità che salta,&amp;nbsp;strade fatte a buche, discariche a cielo aperto dove sudici aironi bianchi pascolano l'immondizia insieme alle capre e a mandrie di mucche dalle lunghe corna. Le palafitte si ammassano sotto il ponte sulla laguna di una città che potrebbe anche essere Venezia, la gente che si inventa lavori come &amp;nbsp;i pescatori di sabbia. Sono persone che escono di casa la&amp;nbsp;mattina e non sanno mai se la sera ritorneranno o se sarà&amp;nbsp;quello&amp;nbsp;il giorno in cui troveranno la morte sulla loro strada. Morire di un incidente&amp;nbsp;in Nigeria&amp;nbsp;non è cosa infrequente, è eventualità quotidiana in questa vita, signor Bonaventura.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A&amp;nbsp;Lagos, stretta tra la laguna e il mare,&amp;nbsp;non c'è più spazio quindi hanno costruito &lt;i&gt;Abuja&lt;/i&gt;, la nuova capitale che sorge dai soldi del petrolio del delta al nulla della giungla al centro del paese.&amp;nbsp;Sulla strada per&amp;nbsp;&lt;i&gt;Abuja&lt;/i&gt;&amp;nbsp;c'è qualche capanna, sono villaggi sparsi ai bordi della carreggiata che si spostano seguendo i lavori in corso.&amp;nbsp;Il primo blocco di sviluppo è stato terminato&amp;nbsp;qualche tempo fa ed è già fatiscente, ora&amp;nbsp;sta per partire il secondo: di spazio qui ce n'è finchè ne vuoi. &lt;i&gt;Abuja&lt;/i&gt; è già diventata una città da cinque milioni di abitanti... forse. Perchè quanti esseri umani vivano esattamente in questo cantiere nessuno lo sa, signor Bonaventura.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fa nero tutto intorno, in un cielo di temporali&amp;nbsp;furiosi&amp;nbsp;la stagione delle pioggie sta per cominciare. Tra pochi giorni i diluvi bloccheranno il paese, lo inonderanno, scaveranno buche nelle strade, marciranno i muri delle case. Gli stessi scrosci che fanno questa giungla così rigogliosa fanno anche queste vite così difficili e per noi ormai è venuto il tempo di partire, signor Bonaventura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(Lagos, Maggio 2011)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-1698893935251781119?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/1698893935251781119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/09/bonaventura-goodluck.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1698893935251781119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1698893935251781119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/09/bonaventura-goodluck.html' title='Bonaventura Goodluck'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-blBKaXqSoGA/Tmm7_Ft8wDI/AAAAAAAAArU/XZ133iGPVO8/s72-c/Lagos+-+May+2011+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-7321733486605274913</id><published>2011-08-06T13:26:00.197+02:00</published><updated>2011-09-06T22:05:00.510+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Canada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Scrivere breve: Moby Dick</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-TM6qzEI3fm4/Tj2WEk-CroI/AAAAAAAAAq0/j-SgIw80peA/s1600/Personaggi+del+Crow%2527s+Nest+II.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-TM6qzEI3fm4/Tj2WEk-CroI/AAAAAAAAAq0/j-SgIw80peA/s320/Personaggi+del+Crow%2527s+Nest+II.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiamatemi Ismaele...&amp;nbsp;Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punto denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m'accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in strada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*****&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JfPJ4IxD7sg/Tj2WJ9wTLqI/AAAAAAAAAq4/dTMKBBP2xU0/s1600/Bonavista+-+Peschereccio.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-JfPJ4IxD7sg/Tj2WJ9wTLqI/AAAAAAAAAq4/dTMKBBP2xU0/s320/Bonavista+-+Peschereccio.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi fummo tanto al largo che non ci fu più bisogno dei piloti. Nave e barca si scostarono. La brezza notturna, umida e fredda, soffiò di mezzo, un gabbiano passò stridendo, i due scafi rollarono paurosamente. Lanciammo tre urrà col cuore pesante e ci tuffammo alla cieca, come il destino, in&amp;nbsp;quell'Atlantico selvaggio.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*****&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-qb8VYFZyVQY/Tj2U0xfvjLI/AAAAAAAAAqo/eJCMlWtQA6Y/s1600/Le+balene+di+Bay+Bulls+II.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-qb8VYFZyVQY/Tj2U0xfvjLI/AAAAAAAAAqo/eJCMlWtQA6Y/s320/Le+balene+di+Bay+Bulls+II.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Capitano Achab,"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;disse Tashtego,&amp;nbsp;&lt;i&gt;"questa balena bianca dev’essere quella che certuni chiamano Moby Dick"&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;i&gt;"Moby Dick?"&lt;/i&gt; gridò Achab.&amp;nbsp;&lt;i&gt;"Allora conosci la balena bianca, Tash?".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;"Capitano, sbatte la coda in modo un po’ curioso prima di tuffarsi?"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;domandò il Capo Allegro come&amp;nbsp;riflettendo.&amp;nbsp;&lt;i&gt;"E ha pure uno sfiato curioso,"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;disse Daggoo, &lt;i&gt;"molto denso anche per un capodoglio e violentissimo, capitano?"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Allora Queequeg gridò in modo sconnesso:&amp;nbsp;&lt;i&gt;"E ha uno, due, tre, ah, molti ferri nella pelle pure, capitano? Tutti torti storciuti come un… come un…"&lt;/i&gt; E balbettava forte cercando la parola, e avvitava una mano in aria come a stappare un fiasco &lt;i&gt;"Come un… come un…".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;"Come un cavatappi!"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;gridò Achab.&amp;nbsp;&lt;i&gt;"Ma sicuro, Queequeg, ce l’ha dentro tutti storti e piegati, i ramponi; Daggoo, hai ragione, ha una sfiatata come un covone di frumento, e bianca come un mucchio della nostra lana a Nantucket dopo la tosatura; ed è vero, Tashtego, che sbatte la coda come un fiocco strappato dalla burrasca. Morte e demoni! È Moby Dick che avete visto, ragazzi! Moby Dick, proprio Moby Dick!"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;*****&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-f4dIkGmd1d4/TkK9zhsC3HI/AAAAAAAAArA/LJrqy_jqT6s/s1600/I+gabbiani+di+Farewell+I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-f4dIkGmd1d4/TkK9zhsC3HI/AAAAAAAAArA/LJrqy_jqT6s/s320/I+gabbiani+di+Farewell+I.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Vendetta su di uno stupido bruto&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;che ti colpì spinto solo dal più cieco istinto! Che pazzia! Mi pare un'empietà, capitano Achab, accanirsi contro un essere bruto."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;*****&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Mc2J2CE3IMQ/Tj2XX2jtttI/AAAAAAAAAq8/Kms9VooKvoQ/s1600/Brimstone+Head+I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-Mc2J2CE3IMQ/Tj2XX2jtttI/AAAAAAAAAq8/Kms9VooKvoQ/s320/Brimstone+Head+I.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Poggia! Raddrizzala per il giro del mondo!"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Il giro del mondo! Se questo mondo fosse un piano infinito e navigando verso est potessimo raggiungere sempre posti più distanti&amp;nbsp;e scoprire cose più dolci e strane di tutte le Cicladi o le Isole del Re Salomone, allora ci sarebbe senso nel viaggio. Ma&amp;nbsp;quando inseguiamo quei misteri lontani che sogniamo, o diamo tormentosamente la caccia a quel fantasma demoniaco&amp;nbsp;che prima o poi nuota davanti a tutti i cuori umani, quando così ci buttiamo alla caccia intorno a questo globo, quelle&amp;nbsp;cose ci portano dentro sterili labirinti, o ci lasciano a mezza strada, sul fondo.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*****&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-DRQBq6IhWB4/TkPkPAV5ohI/AAAAAAAAArM/iK_6gNWOmAs/s1600/Bonavista+-+Platforms.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-DRQBq6IhWB4/TkPkPAV5ohI/AAAAAAAAArM/iK_6gNWOmAs/s320/Bonavista+-+Platforms.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Qualche nave salpa dal porto e poi è perduta per sempre, qualcuno muore col riflusso, qualcuno con la bassa marea e altri quando è alta... &amp;nbsp;ora mi sento come&amp;nbsp;un'ondata che è tutta un pettine di schiuma, Starbuck."&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;"Cala!" &lt;/i&gt;urlò Achab scostando il braccio dell'altro, &lt;i&gt;"Prenditi cura dell'equipaggio!".&lt;/i&gt; E un&amp;nbsp;attimo dopo la lancia virava sotto poppa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*****&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-JiujO5wzwCE/TkPbOAXxOsI/AAAAAAAAArI/s1kRcQOHhMc/s1600/Un+amico+a+Elliston.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-JiujO5wzwCE/TkPbOAXxOsI/AAAAAAAAArI/s1kRcQOHhMc/s1600/Un+amico+a+Elliston.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il rampone fu scagliato; la balena ferita balzò avanti; la lenza corse bruciante nella scanalatura: s'imbrogliò.&amp;nbsp;Quello si chinò a districarla, ci riuscì ma il cappio volante lo prese al collo e senza gridare&amp;nbsp;Achab saltò dalla barca prima che gli altri vedessero che era sparito. L'attimo dopo la&amp;nbsp;pesante gassa impiombata in cima al cavo volò via dalla tinozza vuota, abbatté un rematore e frustando il mare sparì nei&amp;nbsp;gorghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="" style="clear: both; font-style: normal; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;*****&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="" style="clear: both; font-style: normal; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bYVqPANqPOs/TkPr9PKvpFI/AAAAAAAAArQ/GU3FgjAKUoE/s1600/L%2527uomo+di+Dunfield.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-bYVqPANqPOs/TkPr9PKvpFI/AAAAAAAAArQ/GU3FgjAKUoE/s320/L%2527uomo+di+Dunfield.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="" style="clear: both;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="" style="clear: both;"&gt;&lt;i&gt;"La nave, gran Dio, dov'è la nave?"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Attraverso veli d'acqua confusi ne videro il fantasma che svaniva,&amp;nbsp;obliquo, le vette degli alberi fuori dell'acqua e inchiodati ai posatoi i ramponieri che affondavano scrutando il mare. Cerchi concentrici afferrarono quegli uomini e ogni remo galleggiante e ogni palo di lancia e torcendo in un solo&amp;nbsp;vortice ogni cosa trascinarono a fondo anche il più piccolo avanzo del Pequod.&amp;nbsp;Piccoli uccelli volarono stridendo sul vortice ancora aperto, un tetro frangente biancastro urtò contro i suoi&amp;nbsp;bordi ripidi poi tutto crollò, e il gran sudario d'acqua tornò a mareggiare come aveva fatto cinquemila anni fa.&lt;/div&gt;&lt;div class="" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="" style="clear: both; text-align: left;"&gt;E sono scampato solo io per informartene.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-7321733486605274913?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/7321733486605274913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/08/esercizio-di-scrittura-breve-moby-dick_06.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7321733486605274913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7321733486605274913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/08/esercizio-di-scrittura-breve-moby-dick_06.html' title='Scrivere breve: Moby Dick'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-TM6qzEI3fm4/Tj2WEk-CroI/AAAAAAAAAq0/j-SgIw80peA/s72-c/Personaggi+del+Crow%2527s+Nest+II.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-7914330337380825737</id><published>2011-08-02T17:47:00.000+02:00</published><updated>2011-08-02T17:47:16.164+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Ramadan kareem</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-dpWCeZIVUiM/TftrS69-KtI/AAAAAAAAAps/TrGyJjSS0HE/s1600/01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://1.bp.blogspot.com/-dpWCeZIVUiM/TftrS69-KtI/AAAAAAAAAps/TrGyJjSS0HE/s320/01.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad &lt;i&gt;Abu Dhabi&lt;/i&gt; si dice ci sia un'isola interamente popolata da indiani. Gli arabi locali se lo raccontano tristi, con la consapevolezza che qualcosa che valeva la pena conservare sta andando perso irrimediabilmente. E in un certo senso è vero: ci sono troppi immigrati qui, espatriati che non hanno alcun legame con questo deserto, uccelli di passaggio come i rapaci &amp;nbsp;migratori al cambio di stagione, una guerra o una crisi e faranno le loro valigie - &lt;i&gt;Louis Vuitton&lt;/i&gt; o di cartone - e se ne andranno.&amp;nbsp;Se ne andranno da questo ex villaggio di pescatori dove i più vecchi ricordano ancora gli anni e le carestie, quando si vedevano i beduini uscire dal deserto e ridursi a contendere ai loro cammelli i pesci morti sulla spiaggia, si ricordano quando &lt;i&gt;Sheikh Zayed&lt;/i&gt; comprò quella convertibile e tutti lo seguivamo coi cavalli e coi cammelli. Da allora sono successe cose che quei vecchi non avrebbero mai potuto immaginare, si sono viste più persone,&amp;nbsp;costruite più case, aperti e chiusi più commerci negli ultimi trent'anni che in tutto il resto della storia&amp;nbsp;di questo piccolo avanposto beduino sulla costa. Se ne andranno via da questo paese fatto di deserto e di sei o sette città principali tutte a non più di un'ora una dall'altra, un unico agglomerato urbano cresciuto con la forza di un'esplosione il cui vuoto d'aria ha risucchiato tutti&amp;nbsp;tutti i manager occidentali,&amp;nbsp;i costruttori Cinesi,&amp;nbsp;gli affaristi Iraniani,&amp;nbsp;i negozianti Indiani,&amp;nbsp;i lavoratori Pachistani, le domestiche Filippine e le puttane di tutte le Repubbliche dell'ex Unione Sovietica.&amp;nbsp;Da qui sono passati tutti, arrivati&amp;nbsp;con la febbre dell'oro, ripartiti con la polvere del deserto che si è ripresa le loro macchine e adesso tocca a noi.&amp;nbsp;Un giorno anche noi spariremo e allora lasceremo gli arabi in&lt;i&gt; dishsasha&lt;/i&gt;&amp;nbsp;soli con le grida dei &lt;i&gt;muhezzin&lt;/i&gt;, con un dattero e un bicchier d'acqua a spezzare il &lt;i&gt;Ramadan&lt;/i&gt;, con i cammelli sulle dune contro il sole al tramonto, finalmente di nuovo soli con il loro deserto.&amp;nbsp;Buona estate, buon Ramadan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(Alcune parti sono liberamente tratte da&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Hallo Dubai &lt;/i&gt;di&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;Joe Bennet, edizioni Simon and Schuster)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-7914330337380825737?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/7914330337380825737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/08/ramadan-kareem.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7914330337380825737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7914330337380825737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/08/ramadan-kareem.html' title='Ramadan kareem'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-dpWCeZIVUiM/TftrS69-KtI/AAAAAAAAAps/TrGyJjSS0HE/s72-c/01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-5159392629743898353</id><published>2011-07-23T09:40:00.001+02:00</published><updated>2011-07-23T09:46:07.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sud-est asiatico'/><title type='text'>A spasso con zio Ho</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-E3ajg0S2yNQ/Tip6qR2OWiI/AAAAAAAAAp8/4N7VglZT5L0/s1600/HoChiMinh+City+May+2011+7.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-E3ajg0S2yNQ/Tip6qR2OWiI/AAAAAAAAAp8/4N7VglZT5L0/s320/HoChiMinh+City+May+2011+7.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Zio Ho è un uomo carismatico, un vecchio semplice e modesto nelle sue abitudini che non ha mai preso moglie perché a suo dire aveva già tanti nipotini, tutto il suo popolo. Zio Ho ha liberato il suo paese prima dai francesi e poi dai giapponesi ma non è vissuto abbastanza per vedere la fine della guerra civile. I vietnamiti lo amavano e tutt’ora lo amano moltissimo, se poi Ho Chi Minh fosse in realtà una carogna francamente non ci è dato saperlo. Certo però ha creato, guidato e in un certo senso continua a guidare una fiera nazione di ottantadue milioni di persone.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;L’alba vietnamita è una striscia infuocata dietro gli alberghi, sopra alberi del parco, in fondo dopo il fiume e le periferie. All’inizio del secondo millennio Ho Chi Minh City, la vecchia Saigon, era ancora un girone infernale di caldo umido, frastuono e folla. Pochi parlavano inglese e quelli che sapevano farlo lo facevano male e solo quando conveniva a loro. Traffico caotico e marciapiedi coperti di ambulanti aiutavano a perdere completamente l’orientamento. Oggi HCMC è pulita, sicura, uffici e hotel sono spuntati come eleganti funghi. Stamattina Zio Ho mi ha portato a spasso all’ombra dei grandi viali alberati: la prossima settimana ci sono le elezioni e le sue immagini sono ancora dappertutto eppure l’altro giorno alle Poste Centrali non lo hanno riconosciuto, lo zio Ho. Peccato, perché così non siamo riusciti a far passare quei libri che lo interessavano tanto: non erano editi in Vietnam e il suo Ministero per la Cultura Popolare non li aveva mai letti ne’ approvati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;Siamo passati nella hall del nuovo Intercontinental poi dal Sofitel. &amp;nbsp;“La vedi quella receptionist?” - mi chiede zio Ho - “Le cose sono cambiate molto in questi cinque anni e per me ritornare a Saigon è come un ritorno al futuro”. Questa citta’ ora è Falce e Martello e Emporio Armani, comunismo si ma fino a un certo punto. Le bandiere rosse, i murales costruttivisti, gli slogan sui muri, le bandiere alle finestre e i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;grand’hotel, &lt;/i&gt;i ristoranti &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fine dining&lt;/i&gt;, le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;consolle&lt;/i&gt; dei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;dj&lt;/i&gt;, i negozi di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;griffes&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;In periferia file di capannoni degni della miglior pianura padano-veneta e bufali che fanno il bagno negli scavi delle zone industriali, in campagna le antenne ripetitrici dei segnali cellulari segnano il territorio onnipresenti tanto quanto le tombe di famiglia. Diamo un colpo ti telefono a casa Zio Ho? Sentiamo papà? Twittiamo a Parigi? Il mondo ormai è qui a due passi, chiamate intercontinentali in riva al vecchio fiume, il &amp;nbsp;Sai Gon assediato di pescatori che pescano e di bambini che fanno il bagno. Esattamente come è sempre stato, il vecchio fiume che passa indifferente e porta il suo fango giallo verso il mare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;Lo zoo la domenica pomeriggio è pieno di giovani coppie, li vedi i loro sorrisi, zio Ho? Cosa stanno immaginando? chissà se ti stanno ancora pensando, tu che a quell’età sorridevi esattamente come loro ma che non hai mai preso moglie perché dovevi già badare a tutti quei nipotini. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;Laggiù in fondo ci sono sette coppie di italiani: hanno appena adottato sette bimbi vietnamiti. Anni passati a sbrigare pratiche, torchiati in interrogatori che scoraggerebbero chiunque eppure oggi pomeriggio i loro larghi sorrisi testimoniano gioia. Ti guardo e sei felice oggi al parco, vecchio zio che ritorna bambino.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Si fa sera, passiamo veloci davanti al &lt;i&gt;Sango&lt;/i&gt; e ai suoi acquari illuminati, risaliamo &lt;i&gt;Hai Ba Trung street&lt;/i&gt;, ceniamo insieme allo &lt;i&gt;Xu&lt;/i&gt;. Lo chiamano &lt;i&gt;finger food&lt;/i&gt;, si mangia con le mani in un piatto da condividere. &lt;i&gt;Involtini Primavera di Carpaccio Appena Scottato, Bruschette di Maionese al Wasabi&lt;/i&gt;, ai tuoi tempi non c’era bisogno di nomi in inglese, si mangiava e basta. Sembri divertirti, zio Ho. Ti diverti un po’ meno quando passiamo davanti a una specie di &lt;i&gt;night club&lt;/i&gt;, si spalancano le porte ed esplode di ragazzine tutte ammassate, scattano in piedi, salutano in inglese, la più vestita e’ in &lt;i&gt;bikini&lt;/i&gt;. Ma dove stanno andando a finire i tuoi nipotini,  zio Ho?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-5159392629743898353?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/5159392629743898353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/spasso-con-zio-ho.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5159392629743898353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5159392629743898353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/spasso-con-zio-ho.html' title='A spasso con zio Ho'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-E3ajg0S2yNQ/Tip6qR2OWiI/AAAAAAAAAp8/4N7VglZT5L0/s72-c/HoChiMinh+City+May+2011+7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-6183827417002160077</id><published>2011-07-21T18:28:00.002+02:00</published><updated>2011-07-21T18:30:56.698+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Titoli di coda</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA GRANDE TOURNE' SUDAMERICANA DEL CIRCO PARADISO&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;PERSONAGGI E INTERPRETI&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: xx-small;"&gt;IN ORDINE DI APPARIZIONE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Ale&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Fausto&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il Circo Paradiso&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(personaggi principali)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;il Direttore&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;il Bravo Presentatore&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div&gt;Buffalo Bill&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Mangiafuoco&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Sonniboi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Culobasso&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;la trapezista&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div&gt;il maestro Canello&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Skizzo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;il Gran Tenore&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il negro Bulabula&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;l'Orangutan&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;la Donna Barbuta&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;la Donna Cannone&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Carlito Paoa&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Padre Pablo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pancho il pescatore&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;don Ramon Molina&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Anita e Sonia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;gli Inti Illimani&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DI&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Isabel Allende&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Gabriela Mistral&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Luis Sepulveda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Francisco Coloane&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pablo Neruda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;CAMMEO DI&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Luis Jara&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div&gt;E PER LA PRIMA VOLTA SU QUESTI SCHERMI&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Derek K. Miller&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;ALTRI PERSONAGGI E INTERPRETI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(Altri personaggi del Circo Paradiso)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'Uomo della Giostra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'Uomo col Cammello&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'Ammaestratore di Elefanti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il Pagliaccio Dalla Bocca Larga&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Toni e l'Augusto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Ciapessone&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'Orco Cattivo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il Mago e la sua assistente&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i Gemelli Houdini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'Uomo Proiettile&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il Fenomeno da Baraccone&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'Uomo Calamita&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;la contorsionista del Conte Mascetti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i camerieri italiani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'orchestra del maestro Canello&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il mimo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i giocolieri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;gli acrobati&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;la receptionist del Gotham City&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il cameriere del Nacional&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i mariachi di Donde Augusto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il santone che fa la cacca&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Don Cangrejo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Abelardo Norchis&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i gestori disonesti dell'Hotel Manavai&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;la coppietta clandestina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;gli hippy a cavallo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;la biglia di Gimondi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'enorme Rapanui tatuato col fisico alla All-Blacks&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;quelli insabbiati con la jeep&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il commissario venuto da Valparaiso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il grande archeologo norvegese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;gli abitanti di Hanga Roa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'infermiera india di un certo peso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i gestori del ristorante sul porto a Angelmò&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il comandante del traghetto per Chiloè&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Octavio Palafitos&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il Trauco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;la Pincoya&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i marinai del Caleuche&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Tentenvilu e Caucauvilu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i mapuche&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;la receptionist dell'Hotel Balai&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;la receptionist dell'Hotel Aldea&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i musicanti andini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'autista del pulmino per il geyser del Tatio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;gli italiani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;la coppietta a Valparaiso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;l'autista del bus di Valparaiso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il tassista di Valparaiso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;E CON&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;gli elefanti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il cammello&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il gallo dell'Hotel Manavai&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il cane Arturo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i pinguini e i leoni di mare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i cigni dal collo nero&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;le bandurrie dell'Unicorno Azul&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;i due leoni marini che salutano a Chonchi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;il lama&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;MUSICHE DI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Albano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Peppino Gagliardi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Peppino di Capri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Nicola di Bari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Jesus di Vinales&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Inti Illimani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(C) solobagaglioamano 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6183827417002160077?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6183827417002160077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/titoli-di-coda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6183827417002160077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6183827417002160077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/titoli-di-coda.html' title='Titoli di coda'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-8434303533748459431</id><published>2011-07-18T07:24:00.000+02:00</published><updated>2011-07-18T07:24:08.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Appendice - Dizionario dei Piatti della Cordigliera Andina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&amp;nbsp;(a cura di Buffalo Bill)&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FjWzOCuzwWI/Th9Lro3E7rI/AAAAAAAAAp4/m_pP6FvFdv4/s1600/Cile14.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240px" src="http://2.bp.blogspot.com/-FjWzOCuzwWI/Th9Lro3E7rI/AAAAAAAAAp4/m_pP6FvFdv4/s320/Cile14.JPG" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Di ritorno dalla Grande Tournée Sudamericana, Buffalo Bill abbandonò il Circo Paradiso, si ritirò in montagna e decise di dedicarsi alla scrittura. La sua opera più riuscita fu un&amp;nbsp;&lt;i&gt;Dizionario dei Piatti della Cordillera Andina&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(Harper Collins 2005, 25 dollari la versione con copertina rigida,&amp;nbsp;9.90 in&lt;i&gt;&amp;nbsp;paperback&lt;/i&gt;) che venne tradotto in varie lingue tra cui lo Swahili, l'Islandese, l'Arabo Classico e il Serbocroato e di cui qui pubblichiamo brevi estratti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Corvina Inglès &lt;/b&gt;[corbinaiglès]&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;sf&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(Spigola con contorno gustoso, molto abbondante e a un prezzo sempre estremamente contenuto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;b&gt;Corvina alla plancha&lt;/b&gt;&amp;nbsp;[corbina-alaplància]&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;sf &lt;/i&gt;(Ottima spigola alla piastra al ristorante di Casa Neruda a Isla Negra).&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Arriba&lt;/b&gt;&amp;nbsp;[arrrrrìba]&amp;nbsp;&lt;i&gt;prep, avv, agg.inv., sm.inv. &lt;/i&gt;(Su per gli ascensores dei cerros a Valparaiso).&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Piso&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;[pìszo]&amp;nbsp;&lt;i&gt;sm&lt;/i&gt; (Il cameriere del&amp;nbsp;&lt;i&gt;Nacional 1&lt;/i&gt;&amp;nbsp;sul&amp;nbsp;&lt;i&gt;paseo pedonal&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di Santiago non vuole farci vedere i genitali ma semplicemente portarci al piano superiore, una buona&amp;nbsp;&lt;i&gt;hamburgesa casera&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e facciamo pace).&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cazeula de Ave&amp;nbsp;&lt;/b&gt;[cassòeula-déave] &lt;i&gt;sf &lt;/i&gt;(abbondante battuto di pollo in brodo&amp;nbsp;che mangi il pollo e lasci il brodo. Si trova generalmente al&amp;nbsp;&lt;i&gt;Galindo&lt;/i&gt;&amp;nbsp;in&amp;nbsp;&lt;i&gt;barrio Bellavista&lt;/i&gt;, posto umile ma onesto dicesi frequentato dal sommo poeta Neftali Reyes Basoalto).&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Chascona&amp;nbsp;&lt;/b&gt;[ciascòna] &lt;i&gt;agg &lt;/i&gt;(scannatoio di &amp;nbsp;Neruda // Casa o barca - non si capisce bene - bassa curva e divertente fatta a forma del suo padrone e del suo particolare modo di intendere la vita).&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;b&gt;Mariscos e mariachi&amp;nbsp;&lt;/b&gt;[marìscos-emarìaci] &lt;i&gt;smp&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(frutti di mare freschi e musicanti&amp;nbsp;&lt;i&gt;oversize&amp;nbsp;&lt;/i&gt;il cui problema principale non è tanto cantare intonati quanto riuscire a far passare la loro stazza tra i tavoli&amp;nbsp;da&amp;nbsp;&lt;i&gt;Donde Augusto&lt;/i&gt;&amp;nbsp;al&amp;nbsp;&lt;i&gt;Mercado Central&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Centollas&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;[sentòijas]&amp;nbsp;&lt;i&gt;smp &lt;/i&gt;(granchi giganteschi&amp;nbsp;da&amp;nbsp;&lt;i&gt;Aqui Esta Coco&lt;/i&gt;, lussuoso e salato ristorante tra i preferiti da Pinochet, da frequentare per&amp;nbsp;&lt;i&gt;par condicio&lt;/i&gt;&amp;nbsp;dopo quello di sinistra della sera prima // Corollario: Pinochet mangiava certamente meglio di Neruda).&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;b&gt;Dulce de Leche&lt;/b&gt;&amp;nbsp;[dùlsedelèce]&amp;nbsp;&lt;i&gt;sm &lt;/i&gt;(tipico caramello sudamericano realizzato facendo cuocere il latte circa due milioni di volte, un tempo lo si faceva in casa e ci volevano giorni ora si trova pronto al supermercato // Portato a casa e liquidato da papà con un&amp;nbsp;“E’ come la caramella mou, ma più tanto”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Palta&lt;/b&gt;&amp;nbsp;[pàlta]&amp;nbsp;&lt;i&gt;sm&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(avocado, però solo in Sudamerica perché negli altri paesi di lingua spagnola si chiama &lt;i&gt;aguacate&lt;/i&gt;. // La terza legge della termodinamica stabilische che una&amp;nbsp;&lt;i&gt;Ensalada con palta sin palta&lt;/i&gt; chiesta&amp;nbsp;tra le miriadi di turisti a San Pedro di Atacama arriverà dopo un sacco di tempo e invariabilmente con l’avocado dentro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;b&gt;Quesadilla&lt;/b&gt;&amp;nbsp;[chezadìja]&amp;nbsp;&lt;i&gt;sm&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(variante andina della piada al formaggio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi stupirà apprendere che Buffalo Bill morì dimenticato e tra gli stenti cercando di sopravvivere con i proventi dei diritti d'autore. La sua &lt;i&gt;opera omnia&lt;/i&gt; - oltre al &lt;i&gt;Dizionario&lt;/i&gt; scrisse un'ottantina di romanzi lunghi e un numero imprecisato di manuali - fu donata alla &lt;i&gt;Fondazione&amp;nbsp;William Frederick Cody per Scrittori Dilettanti Incompresi&lt;/i&gt;. Alla famiglia restò un lascito notevole in termini di copie invendute tuttora giacenti nei magazzini di svariate case editrici di dubbia reputazione.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-8434303533748459431?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/8434303533748459431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/appendice-dizionario-dei-piatti-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8434303533748459431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8434303533748459431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/appendice-dizionario-dei-piatti-della.html' title='Appendice - Dizionario dei Piatti della Cordigliera Andina'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FjWzOCuzwWI/Th9Lro3E7rI/AAAAAAAAAp4/m_pP6FvFdv4/s72-c/Cile14.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-8894466602844178766</id><published>2011-07-17T14:25:00.004+02:00</published><updated>2011-07-17T14:31:56.105+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Inti!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxkfpavtGI/AAAAAAAAAoo/GszVxhLW3s4/s1600/Cile195.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" src="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxkfpavtGI/AAAAAAAAAoo/GszVxhLW3s4/s320/Cile195.JPG" width="240px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Iniziò la musica e non fu difficile lasciarsi andare.&amp;nbsp;Gli &lt;i&gt;Inti&lt;/i&gt; erano tornati in Cile, quella sera al &lt;i&gt;Teatro Municipal&lt;/i&gt; di Valparaiso c'erano un paio di componenti storici e una serie di giovani sostituti.&amp;nbsp;Il teatro era un minestrone di giovani di sinistra e supporter della prima ora.&amp;nbsp;Dopo tre settimane in Cile i loro pezzi avevano un sapore speciale. Laggiù&amp;nbsp;agli antipodi ci commuovemmo con &lt;i&gt;"Il Mercato del Testaccio"&lt;/i&gt; e&amp;nbsp;&lt;i&gt;“Buonanotte fiorellino”&lt;/i&gt;&amp;nbsp;regalati all’Italia che li aveva ospitati negli anni dell’esilio e al loro amico Francesco De Gregori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E con questa buonanotte italiana dall'altra parte del mondo finì in pratica anche la nostra tournee. Il resto furono solo trentasei ore di &lt;i&gt;ascensores&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;minibus&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;tourbus&lt;/i&gt;, voli intercontinentali, scali, &lt;i&gt;lufthanse&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;malpense express&lt;/i&gt; e taxi che ci riportarono sulla terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ecco, è tutto, ho finito. Ci sono voluti sette anni per riuscire a riscrivere di un viaggio&amp;nbsp;che segnò un'epoca. Avrei potuto scrivere dieci volte tanto per raccontare tutto quello che abbiamo visto e vissuto ma oggi è giusto finire così e&amp;nbsp;lasciare che&amp;nbsp;rimanga solo nei nostri ricordi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;(Cile 2004,&amp;nbsp;con la collaborazione di&amp;nbsp;- e dedicato a - Ale)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-8894466602844178766?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/8894466602844178766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/inti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8894466602844178766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8894466602844178766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/inti.html' title='Inti!'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxkfpavtGI/AAAAAAAAAoo/GszVxhLW3s4/s72-c/Cile195.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-8253292439419007918</id><published>2011-07-16T10:18:00.002+02:00</published><updated>2011-07-16T10:24:16.951+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Valpo e Vina</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxkSHf3GdI/AAAAAAAAAok/1iiar3iPDMI/s1600/Cile154.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxkSHf3GdI/AAAAAAAAAok/1iiar3iPDMI/s320/Cile154.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il Circo arrivò a Valpo nel tardo pomeriggio, da Calama a Santiago si portarono dietro Luis Jara che a in Cile è una star. Dall’aeroporto di Santiago un paio d’ore tutti comodi in autobus, gli animali sul carrello.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;i&gt;Valparaiso&lt;/i&gt; è patrimonio dell’umanità, Sonniboi li aspettava al &lt;i&gt;bed and breakfast&lt;/i&gt; di Anita,&amp;nbsp;tra le villette dell’800 che dal Cerro Alegre si affacciano sulla baia del porto. Anita e la sua governante Sonia erano due gioviali signore che servivano la colazione con un eleganza di tempi andati.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Valpo sembrava Napoli: bellissima e pericolosa, tutto il circo in fila indiana - elefanti compresi - si infilò su e giù per gli &lt;i&gt;ascensores&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;pranzò al &lt;i&gt;Bar Inglès&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;poi fece il bis al &lt;i&gt;Lavanderia&lt;/i&gt;&amp;nbsp;che aveva un cestello di lavatrice come&amp;nbsp;insegna&amp;nbsp;e poi ancora al &lt;i&gt;Bar Vinilo&lt;/i&gt;, quello coi &lt;i&gt;33 giri&lt;/i&gt; di Raffaella Carrà dove cercarono di piazzare il Maestro Canello come provetto cuoco italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pomeriggio passeggiarono felici su per il &lt;i&gt;Cerro Alegre&lt;/i&gt; e poi sul &lt;i&gt;Cerro Conception.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Si fermarono a chiaccherare con la gente tanto che un'anziana signora&amp;nbsp;del posto&amp;nbsp;ancora oggi racconta di quando mentre stava scopando se li ritrovò davanti casa e si lamentò delle cartacce che lasciavano i giovani e i turisti&amp;nbsp;&lt;i&gt;quando c’era lui&lt;/i&gt; (ndr: Pinochet)&lt;i&gt; allora si che le cose andavano come dovevano andare&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pomeriggio si spostarono armi e bagagli a &lt;i&gt;Vina del Mar&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;la città-giardino, anche se ai camerieri italiani sembrò di essere a &lt;i&gt;Gatteo a Mare&lt;/i&gt;. Presero&amp;nbsp;bus, minibus,&amp;nbsp;taxi e&lt;i&gt; collectivos&lt;/i&gt;&amp;nbsp;scassati&amp;nbsp;guidati da &lt;i&gt;indios&lt;/i&gt;&amp;nbsp;a capofitto nel caotico traffico sudamericano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi venne la processione a&amp;nbsp;&lt;i&gt;Isla Negra&lt;/i&gt;. Sonniboi che era comunista e non si faceva certo riguardo nel tirar giù &lt;i&gt;santi e madonne&lt;/i&gt;&amp;nbsp;ebbe un paio di cosette da chiarire riguardo al sommo poeta e le sue tre case, il Domatore e la Donna Barbuta si misero a psicanalizzare la sua mania del collezionamento - polene, conchiglie, &amp;nbsp;maschere, insetti, navi in bottiglia, foto di scrittori, eccetera, eccetera, eccetera -, Buffalo Bill se la prese con la faccenda del marinaio di terra che non fu mai marinaio davvero e Urangutan esaltato da tutte quelle grida chiese a gran voce che le case fossero case e le barche barche.&amp;nbsp;Anch'io mi associai, un po’ per &lt;i&gt;pèppia&lt;/i&gt; e un po' per gelosia: &lt;i&gt;don Pablo &lt;/i&gt;era un personaggio affascinante e le sue poesie bellissime ma dopo le celebrazioni di quel pomeriggio non potei trattenermi. Magari non era nemmeno colpa sua... magari erano gli altri che lo disegnavano così.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-8253292439419007918?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/8253292439419007918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/vina-e-valpo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8253292439419007918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8253292439419007918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/vina-e-valpo.html' title='Valpo e Vina'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxkSHf3GdI/AAAAAAAAAok/1iiar3iPDMI/s72-c/Cile154.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-6978628663123768205</id><published>2011-07-14T20:44:00.001+02:00</published><updated>2011-07-14T20:51:15.050+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Sonniboi nella Valle della Luna</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-sIRJStigUfo/TY2XxfcgrGI/AAAAAAAAApE/wnsqk642QjQ/s1600/Cile145.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="https://lh3.googleusercontent.com/-sIRJStigUfo/TY2XxfcgrGI/AAAAAAAAApE/wnsqk642QjQ/s320/Cile145.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Fu di sabato mattina che a Sonniboi venne nostalgia del mare.&amp;nbsp;Erano arrivati fin lassù per cercare il caldo dopo le infinite pioggie patagoniche dell'isola di &lt;i&gt;Chiloè&lt;/i&gt; ma di sole e caldo nemmeno l'ombra. Il cielo sopra le dune era sempre coperto e venti forti sollevavano un deserto di polvere finissima che correva dappertutto. &lt;i&gt;Atacama&lt;/i&gt;, un altopiano deserto a duemilacinquecento metri nel Cile settentrionale. Dall'aereo un nulla di centinaia di chilometri di rocce e sabbie rosse, da terra un cielo di un azzurro chiaro entusiasmante che la notte si faceva fitto fitto di stelle.&amp;nbsp;&lt;i&gt;San Pedro&lt;/i&gt;, un piccolo villaggio dentro un oasi con una strada principale, qualche ostello, un museo antropologico e l'&lt;i&gt;iglesia&lt;/i&gt;, la chiesa. Una volta un posto tranquillo come un &lt;i&gt;pueblo&lt;/i&gt; messicano in un film &lt;i&gt;western,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;ora un'attrazione dove non gli riusciva di &amp;nbsp;pranzare senza che un gruppetto di finti musicanti andini li prendesse&amp;nbsp;di sopresa&amp;nbsp;alle spalle.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Rimase senza soldi al lussuoso &lt;i&gt;Hotel Aldea&lt;/i&gt;. speravano in uno sconto ma non riuscì a procurarsi il denaro contante, quindi fu costretto a raggiungerci all’&lt;i&gt;Hostal Chiloè&lt;/i&gt;:&amp;nbsp;quattro stanze nel cortile sterrato di un carrozziere.&amp;nbsp;Tra una e l'altro una stalla con dei lama addomesticati,&amp;nbsp;Sonniboi ci teneva tanto a vederli da vicino, la&amp;nbsp;stalla era calda e quegli animali erano belli come dei maglioni bianchi di lana a collo alto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Quel tramonto nella Valle della Luna fu coperto, ventoso e di umore cattivo. Sonniboi manifestò in rigoroso ordine cronologico: difficoltà di deambulazione all'uscita del paese, respirazione affannosa nella Valle della Morte, claustrofobia alle Grotte del Sale e vertigini al tramonto sulla Grande Duna.&amp;nbsp;Con quel tempo c’era poco da fare, non aveva sonno, non&amp;nbsp;aveva&amp;nbsp;fame, non&amp;nbsp;aveva&amp;nbsp;voglia, non&amp;nbsp;aveva&amp;nbsp;niente. Era solo un bambino capriccioso, noioso e molesto come una mosca nei giorni di pioggia. Per sopportarlo si sarebbe dovuti essere sua madre, o la Vergine Maria. Ma sua madre non c'era più e, se per questo, nemmeno la Vergine Maria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli altri partirono con il torpedone turistico&amp;nbsp;delle tre nella notte, quello&amp;nbsp;che arriva lassù all'alba, ai quattromila metri dei &lt;i&gt;geyser&lt;/i&gt; del &lt;i&gt;Tatio&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;Dentro erano tutti italiani, che Dio li maledica. Dopo un'oretta di pulmino scassato su sentiero scassato cominciò a nevicare, sempre più forte tanto che all’alba erano ancora ben lontani dal &lt;i&gt;Tatio &lt;/i&gt;e&amp;nbsp;la strada era completamente coperta di neve. Quando l'autista piagnucolò&amp;nbsp;&lt;i&gt;"quiero mi mamita"&lt;/i&gt; capirono che avrebbero dovuto rinunciare.&amp;nbsp;Così tornarono, a forza di pulmini che andavano via di culo e si bloccavano nella neve, che Magiafuoco e l'Uomo Proiettile li dovevano far ripartire tutti a spinta.&amp;nbsp;Visto che ormai se l'erano portata, le guide andine decisero di imporre la colazione: &amp;nbsp;schifosissimi panini al formaggio, acqua calda &lt;i&gt;Nescafè&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e biscottini alla fragola che li sputò pure il lama, anzi il cammello.&amp;nbsp;L'animale non beveva, non mangiava, guardava solo fuori dal finestrino e pensava semplicemente che quella neve nel deserto era uno spettacolo davvero unico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rientrarono a San Pedro&amp;nbsp;sotto la pioggia&amp;nbsp;verso le otto e mezza del mattino. Dalla sua stanza&amp;nbsp;Sonniboi alzò lo sguardo, dischiuse un'occhio, li vide arrivare,&amp;nbsp;decise che tanto valeva rimettersi&amp;nbsp;a dormire e si spense in camera. Furono giornate di vento e polvere. Quando decisero di anticipare la partenza al mattino dopo il deserto di Atacama li salutò con una bella giornata di sole. Pensarono tutti che sono cose che possono&amp;nbsp;capitare.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6978628663123768205?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6978628663123768205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/sonniboi-nella-valle-della-luna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6978628663123768205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6978628663123768205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/07/sonniboi-nella-valle-della-luna.html' title='Sonniboi nella Valle della Luna'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-sIRJStigUfo/TY2XxfcgrGI/AAAAAAAAApE/wnsqk642QjQ/s72-c/Cile145.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-7457314984513382619</id><published>2011-06-18T18:05:00.005+02:00</published><updated>2011-06-18T18:47:06.667+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>I cigni di Caulìn</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-t8jZ0v697I8/TftoRjQY5dI/AAAAAAAAApo/yXTq-vrzfdU/s1600/DSC01827.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-t8jZ0v697I8/TftoRjQY5dI/AAAAAAAAApo/yXTq-vrzfdU/s320/DSC01827.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;i&gt;Cau-cau&lt;/i&gt;&amp;nbsp;in dialetto&lt;i&gt; mapuche&lt;/i&gt;&amp;nbsp;era il nome onomatopeico di un grosso gabbiano,&amp;nbsp;&lt;i&gt;lin&lt;/i&gt;&amp;nbsp;invece significava c&lt;i&gt;ollina&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;I&amp;nbsp;&lt;i&gt;mapuche&lt;/i&gt;&amp;nbsp;erano gli abitanti originari del Cile prima dell’arrivo degli europei e noi quel giorno di un agosto ormai lontano arrivammo alla &lt;i&gt;collina dei grossi gabbiani&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Partendo da Castro e salendo verso nord&amp;nbsp;percorremmo un lungo tratto di strada sterrata e attraversammo una grande spiaggia scoperta da una bassa marea eccezionale che proprio in quei giorni fu di oltre un metro. Così arrivammo nel villaggio incantato di &lt;i&gt;Caulìn&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;un piccolo paese quasi completamente dimenticato da Dio e completamente dimenticato dagli uomini dove vivevano i cigni dal collo nero e i pochi abitanti erano laggù da sempre, a pescare ostriche e bere birra che sgorgava delle sorgenti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Su un bel viale lungomare completamente deserto e perfettamente conservato come doveva essere un lungomare dieci, cinquanta o cento anni fa sorgeva l’allevamento di ostriche &lt;i&gt;Ostras Caulin.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Un cartello dipinto a mano davanti al ristorante sulla spiaggia recitava&amp;nbsp;&lt;i&gt;“abierto todo el dias del ano en horario de luz diurna”&lt;/i&gt;. Di notte per magia il ristorante e l'allevamento scomparivano, gli abitanti tornavano a dormire nelle loro tombe e tutto il paese -&amp;nbsp;come un grosso nido -&amp;nbsp;rimaneva popolato solo dai maestosi cigni dal collo nero.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Ma noi arrivammo di giorno. E pranzammo meravigliosamente con delle splendide ostriche fresche che ci vennero cucinate come antipasto, primo, secondo e anche come dolce. Il proprietario, &lt;i&gt;don Ramon Molina&lt;/i&gt;, era un anziano e distinto signore alto, pallido e allampanato la cui principale caratteristica fisica erano due orecchie grandi quanto le mie mani che gli bordavano praticamente tutto il viso. Era chiaramente un gentiluomo d'altri tempi,&amp;nbsp;gioviale e loquace&amp;nbsp;e si venne a sedere al tavolo con noi. Mentre parlava non potevo fare a meno di notare come i lobi delle sue orecchie sembravano consumati e, per quanto quel mattino si fosse sfrorzato di nasconderlo con della cipria o del cerone, il suo viso&amp;nbsp;sembrava un pochino putrefatto.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;A fine pranzo don Ramon portò a tavola un enorme libro incrostato e polveroso e quando lo aprì ne uscirono improvvisamente, chiassose e colorate come dei vecchi fuochi d'artificio, tutte le leggende di &lt;i&gt;Chiloè&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così incontrammo il &lt;i&gt;Trauco,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;una sorta di gnomo cattivo che si trombava tutte le donne che incontrava in giro da sole nei boschi dell'isola, tanto che si diceva che l'intera Chiloè fosse popolata da parecchi &lt;i&gt;figli del Trauco&lt;/i&gt;. Per quanto ai più razionali tra noi rimase il dubbio che fosse più che altro un elaborato diversivo per coprire le scappatelle extra coniugali andate un po' oltre il limite dobbiamo ammettere che il &lt;i&gt;Trauco&lt;/i&gt; effettivamente sprizzava energia da tutti i pori e tenerlo fermo ci creò non poche difficoltà. Non fosse stato per Mangiafuoco e l'Orangutan non potrei garantire che la contorsionista e pure la Donna Barbuta e la Donna Cannone se ne sarebbero uscite indenni dalla sala quel pomeriggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi &lt;i&gt;don Ramòn &lt;/i&gt;ci presentò la &lt;i&gt;Pincoya&lt;/i&gt;, una dea che viveva tra le onde e propiziava la pesca. Era una bella signora ormai un po' attempata, con la pelle raggrinzita da soggiorni troppo lunghi nell'acqua e uno strano abito che in origine doveva esser stato bianco e che oggi era grigioverde e parecchio strappato.&lt;br /&gt;Dalla finestra potemmo osservare tutti il &lt;i&gt;Caleuche&lt;/i&gt;&amp;nbsp;con le sue vele strappate e le ombre dei marinai fatti di nebbia. Ma nessuno si azzardò a uscire che don Ramon ci aveva spiegato bene che quel vascello fantasma&amp;nbsp;rendeva pazzi quelli che cercavano di raggiungerlo.&lt;br /&gt;Ci parve persino di vedere - ma qui può darsi fosse veramente solo un disegno dai colori sbiaditi su una vecchia pagina - &lt;i&gt;Tentenvilu&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Caucauvilu:&lt;/i&gt;&amp;nbsp;i due giganteschi serpenti del bene e del male che diedero vita al mondo e che pare stiano ancora lottando in qualche remoto angolo dell'oceano e lotteranno per l'eternità.&lt;br /&gt;Piano piano, uno per volta, nella sala da pranzo di quel ristorante alla fine del mondo vennero a trovarci tutti i mille fantastici personaggi della mitologia di Chiloè.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;E don Ramon ci rivelò che lui laggiù rappresentava tutto il genere umano: i&amp;nbsp;&lt;i&gt;Molina&lt;/i&gt;, i &lt;i&gt;Molinari&lt;/i&gt;, i &lt;i&gt;Molnar&lt;/i&gt;, i &lt;i&gt;Miller&lt;/i&gt;, i &lt;i&gt;Mueller&lt;/i&gt; e i milioni di mugnai che sono esistiti, esistono ed esisteranno fino alla fine della civiltà. Ci&amp;nbsp;raccontò&amp;nbsp;&amp;nbsp;che &lt;i&gt;Chiloè &lt;/i&gt;derivava da &lt;i&gt;chille&lt;/i&gt;&amp;nbsp;- gabbiano - e &lt;i&gt;hué&lt;/i&gt;, desinenza che indicava un luogo, quindi era&amp;nbsp;&lt;i&gt;il Posto dei Gabbiani&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;Che quando gli spagnoli la conquistarono la vollero ribattezzare &lt;i&gt;Nueva Galizia&lt;/i&gt; ma gli abitanti dell'isola - quelli in carne e ossa e quelli in carta e leggenda - erano troppo orgogliosi e indipendenti e mantennero la loro lingua e i loro nomi. Che la parola &lt;i&gt;mapuche&lt;/i&gt; che designava le tribù degli indios patagonici significava&amp;nbsp;&lt;i&gt;mapu&lt;/i&gt; (terra) e &lt;i&gt;che&lt;/i&gt; (persona), e che quindi erano le &lt;i&gt;Persone della Terra&lt;/i&gt;. E infine che non era un caso se questo lembo lungo e stretto schiacciato tra le nevi delle Ande e le onde dell'Oceano Pacifico laggiù&amp;nbsp;in fondo all'America Latina&amp;nbsp;aveva dato vita ai più grandi poeti e scrittori del nostro secolo: da &lt;i&gt;Pablo Neruda&lt;/i&gt; a &lt;i&gt;Isabel Allende&lt;/i&gt;, da &lt;i&gt;Gabriela Mistràl&lt;/i&gt; a &lt;i&gt;Luis Sepulveda&lt;/i&gt; e - sopra tutti - a&amp;nbsp;&lt;i&gt;don Francisco Coloane,&lt;/i&gt; di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Quemchi&lt;/i&gt;, sull'&lt;i&gt;Isla Grande&lt;/i&gt; di &lt;i&gt;Chiloè&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Purtroppo dovemmo fuggire da &lt;i&gt;Caulin&lt;/i&gt; prima che venisse sera e la marea coprisse di nuovo la spiaggia segreta e nascondesse chissà per quanti anni ancora quel paese incantato al resto del mondo. Continuammo verso nord diretti ad &lt;i&gt;Ancud&lt;/i&gt; dove arrivammo nel tardo pomeriggio e ci sistemammo all’&lt;i&gt;Hotel Balai&lt;/i&gt;, un posto &lt;i&gt;niente di che&lt;/i&gt; ma con un grande giardino per gli animali sul retro. Piantammo il nostro tendone nella piazza principale del paese poi ci concedemmo giusto un pisolino per riprenderci dalle emozioni di Caulin (e anche dalle &lt;i&gt;bandurrie&lt;/i&gt; dell’&lt;i&gt;Unicorno Azul&lt;/i&gt; dei giorni precedenti). Ci rimettemmo tutti in piedi giusto per cena, dove come al solito eravamo gli&lt;i&gt; unici&lt;/i&gt; clienti e prendemmo l'&lt;i&gt;unico&lt;/i&gt; piatto che offriva l'&lt;i&gt;unico&lt;/i&gt; menù dell'&lt;i&gt;unico&lt;/i&gt; ristorante aperto fuori stagione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Quella notte piovve a dirotto e ci venne da pensare a don Ramon e agli altri abitanti di &lt;i&gt;Caulìn&lt;/i&gt; che dormivano all'aperto sotto terra vicino alla chiesetta diroccata. Ci sembrò persino&amp;nbsp;di sentire tutto quel freddo e l'umido e la pioggia intorno a noi. Fino a che ci svegliammo e ci accorgemmo che in effetti stava piovendo in camera. Alla reception non parvero farsene un grande problema: salirono, diedero un'occhiata alla situazione poi spostano i letti, piazzarono per terra una collezione di vasi, catini, vecchi stracci e asciugamani e scesero senza proferire parola.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il mattino dopo, alle nove le due grosse casse acustiche piazzate all'ingresso del tendone del Circo nel giardino del &lt;i&gt;Centro Cultural Municipal&lt;/i&gt;&amp;nbsp;spararono a tutto volume &lt;i&gt;“Vagabundo”&lt;/i&gt; e altri pezzi di Nicola di Bari in versione spagnola annunciando un doppio spettacolo: mattutino e pomeridiano. Facemmo buoni affari e il giorno dopo ci dispiacque dover smontare tutto ma ormai il volo era prenotato. Quindi caricammo baracca e burattini, pagliacci orchestrali, elefanti e cammello su auto e camioncino &amp;nbsp;e ci preparammo a lasciare &lt;i&gt;Chiloè&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al porto c'erano tutti: contadini e pescatori, commissari e sagrestani. I pinguini e i leoni marini vennero a salutare il cammello e gli elefanti e alla fine ci volle parecchio tempo, manovre e lacrime prima che il traghetto riuscisse a staccarsi lentamente dal porto. L’unica città che non riuscimmo a toccare nella nostra tournèe sull'isola fu proprio &lt;i&gt;Quemchi&lt;/i&gt;, il paese natale di &lt;i&gt;Francisco Coloane.&lt;/i&gt; Ma non importa, quei cinque giorni a &lt;i&gt;Chiloè&lt;/i&gt; furono magici lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-7457314984513382619?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/7457314984513382619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/06/i-cigni-di-caulin.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7457314984513382619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7457314984513382619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/06/i-cigni-di-caulin.html' title='I cigni di Caulìn'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-t8jZ0v697I8/TftoRjQY5dI/AAAAAAAAApo/yXTq-vrzfdU/s72-c/DSC01827.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-1730107434437475582</id><published>2011-06-17T20:04:00.001+02:00</published><updated>2011-06-17T20:11:14.077+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Pancho e le bandurrie</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VvSZiMCnjcQ/Tftny20RoZI/AAAAAAAAApk/rrNPKSE12ow/s1600/Cile110.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-VvSZiMCnjcQ/Tftny20RoZI/AAAAAAAAApk/rrNPKSE12ow/s320/Cile110.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Parte I&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Patagonia here we comes&lt;/i&gt;: il volo Isla de Pasqua – Santiago era in perfetto orario, non ci controllarono nemmeno i passaporti (forse perchè non avevamo con noi gli animali) e di gran carriera ci infilammo sul volo del pomeriggio per Puerto Montt, la porta per la Patagonia cilena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mezzi che noleggiammo per la tappa patagonica della&amp;nbsp;nostra Grande Tournèe Sudamericana furono i meno cari possibile: una flottiglia aziendale di Renault Clio Sedan blu e un camion Dodge che aveva un gran bisogno di farsi una passeggiata in dima. Comunque nessuno - cammello, elefante o essere vagamente umano - ritenne necessario lamentarsi presso il sindacato dei lavoratori circensi.&amp;nbsp;L’Hostal Pacifico era chiaramente di livello medio basso anche per l’unità di misura patagonica cilena e probabilmente venne scelto scelto per lo stesso motivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Puerto Montt: un misto tra il Parco Nazionale dello Stelvio, il Far West e un porto peschereccio. Catapecchie di legno, tanto verde e palafitte.&amp;nbsp;Montammo il tendone&amp;nbsp;e facemmo scarsi affari&amp;nbsp;ad Angelmò, &amp;nbsp;un malfamato sobborgo di barchini, sgabuzzini e piccoli ristoranti dove anche se stavi attento comunque riuscivano a fregarti lo stesso.&amp;nbsp;Ci rifilarono ripetutamente&amp;nbsp;&lt;i&gt;Caldillo de Congrio,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;una zuppa di pesce con un gran pezzo di anguillone che Mangiafuoco trovò molto saporito. &lt;i&gt;'Muy sabroso'&lt;/i&gt;&amp;nbsp;gli faceva eco ironicamente Buffalo Bill calcando sulla &lt;i&gt;erre &lt;/i&gt;mentre io lo lasciavo&amp;nbsp;nel piatto. La zuppa comunque era calda e onesta ed eravamo tutti molto felici di essere arrivati laggiù, al sud.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Da Puerto Montt salpammo per&amp;nbsp;Chiloè, la Isla Grande. Terra di spiaggie e fiordi, di miti e tradizioni,&amp;nbsp;patria di Don Francisco Coloane che raccontò al mondo di Terre del Fuoco e Capi Horn, di conquistatori dell'Antartico e tante altre belle favole delle fredde terre perdute là in fondo al Cile meridionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comandante prese la banchina piuttosto allegramente, in effetti avevo già notato come il suo traghetto fosse pieno&amp;nbsp;di bozzi, si vede che laggiù usava così.&amp;nbsp;A Chiloè tutte le case erano di legno o di lamiera, la gente era povera e viveva di pesca e allevamento. Nel 1960 un terremoto gli aveva tirato giù tutto, molti di loro scapparono in mare per mettersi in salvo sulle barche e fu così che vennero travolti da onde anomale che distrussero la costa e resero al mare una ventina di metri di litorale.&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Ci facemmo parecchi chilometri di sterrato -&amp;nbsp;uomini, donne e animali -&amp;nbsp;per arrivare alla &lt;i&gt;Pinguinera Puñihuil&lt;/i&gt;, una riserva finanziata da una fondazione tedesca per salvare pinguini, leoni marini e altri animali antartici. I nostri elefanti ne furono particolarmente colpiti e anche il cammello, per quanto si sforzasse di non darlo a vedere, era chiaramente entusiasta: era una spiaggia enorme e&amp;nbsp;bellissima, dritta sull’oceano e praticamente deserta.&amp;nbsp;Da una baracca ci venne incontro la controfigura del &lt;i&gt;sergente Garcia&lt;/i&gt;&amp;nbsp;ma senza baffi e con una berretta di Chiloè in testa. Lo chiamavano Pancho e non poteva avere altro nome. Buffalo Bill si fece coraggio: &lt;i&gt;“Desculpe... esta todo cerrado”&lt;/i&gt;? e Pancho &lt;i&gt;"Pescadores siempre abiertos”&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;Dopo una rapida&amp;nbsp;contrattazione con il maestro Canello che, alzando ad arte la voce per farsi ben sentire da tutti, affermò con finta nonchalance&amp;nbsp;&lt;i&gt;"Oggi offro io"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Pancho ci caricò tutti&amp;nbsp;a turno&amp;nbsp;sulle spalle - elefanti e orchestrali compresi - e ci piazzò nella sua barca per un giro della riserva. Gli ammaestratori trovarono i leoni di mare adorabili, i pinguini erano pochi e delusero un po' i pagliacci che li pensavano più simpatici. Quando alla fine Pancho chiese gentilmente di saldare i diecimila pesos convenuti il Maestro Canello si rivolse al suo primo violino o gli disse più &amp;nbsp;o meno &lt;i&gt;"Fai tu, Puccettone, che poi ci mettiamo a posto"&lt;/i&gt; poi senza attendere risposta si allontanò con la contorsionista.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fL1Kny4gDu4/TfuAkLv_uRI/AAAAAAAAAp0/Vp82m2W-gaU/s1600/Cile83.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-fL1Kny4gDu4/TfuAkLv_uRI/AAAAAAAAAp0/Vp82m2W-gaU/s320/Cile83.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Parte II&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Castro&lt;/i&gt; era la capitale dell'isola, un paesino piuttosto piccolo e molto caratteristico con le case sulla costa costruite su palafitte dove con l'alta marea approdavano le barche. Al bar &lt;i&gt;Ano Luz&lt;/i&gt;, dove il bancone era una barca e la &lt;i&gt;tarte tatin&lt;/i&gt; molto buona, girammo un breve video promozionale con la videocamera di Culobasso in cui ognuno salutava e invitava la popolazione locale a venire a diertirsi al circo. Mentro la ripredevo osservavo la contorsionista: aveva una grande bocca e i suoi occhi marroni erano bellissimi quando sorrideva.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;I paesini della costa si raggiungevano con un traghettino ancora più piccolo e scassato di quello tra &lt;i&gt;Puerto Montt&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Chiloè&lt;/i&gt;. Tenemmo uno spettacolo pomeridiano sull'&lt;i&gt;Isla Quinchao&lt;/i&gt; dove c'erano solo due paesi: &lt;i&gt;Curaco de Vélez&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Chacao&lt;/i&gt;. A &lt;i&gt;Curaco de Vélez&lt;/i&gt; non c'era in giro anima viva quindi ce ne andammo subito, a &lt;i&gt;Chacao&lt;/i&gt; invece ci esibimmo nel parcheggio del porticciolo per i contadini che erano scesi in paese nel giorno di mercato.&amp;nbsp;Facemmo tappa anche a &lt;i&gt;Chonchi&lt;/i&gt; dove con la bassa marea in porto le barche rimanevano in secca e i pescatori ne approfittavano per dare una pulita agli scafi. Due leoni marini giocavano sottocosta attirati da una chiatta che stava caricando delle casse di salmoni. Erano bellissimi (i leoni marini, non i salmoni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei giorni cenavamo da &lt;i&gt;Octavio Palafitos,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;proprio di fronte all’hotel, con del buon &lt;i&gt;Curanto de Mariscos&lt;/i&gt;. Il curanto era un po' il piatto nazionale Cileno, a Santiago aveva altri ingredienti, all’isola di Pasqua era cotto in modo diverso ma in generale era sempre un&lt;i&gt; gran-misto-di-un-po'-di-tutto&lt;/i&gt; cucinato ogni volta come gli pareva. Gli unici punti fermi consistevano in un abbondante&amp;nbsp;assortimento&amp;nbsp;di cose all’incirca commestibili e il fatto di mangiarselo preferibilmente in compagnia. Quello di Chiloè era una impepata di cozze con tante conchiglie diverse che solo il Bravo Presentatore poteva ricordarsene tutti i nomi poi sul fondo un pezzo di pollo bollito, del maiale affumicato e delle pagnottelle di farina di patate. Descritto così potrebbe sembrare una schifezza ma tutto il Circo Paradiso vi può garantire che, pagnottelle a parte, era gustosissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'&lt;i&gt;Hostal Unicorno Azul&lt;/i&gt;&amp;nbsp;a Castro era una costruzione di legno rosa con la sala della televisione, delle belle camere (peraltro anche riscaldate) e un meraviglioso&amp;nbsp;grande cedro sul quale ogni sera si venivano a posavano per dormire un gran numero di quelle che nel crepuscolo potevano sembrare delle anitre selvatiche. Tutti noi del circo adoriamo gli animali e lo interpretammo come un segno della buona sorte che&amp;nbsp;finalmente&amp;nbsp;ci mandava il cielo. Così andammo tutti a letto felici per tutte quelle belle giornate dopo le tensioni dell'Isola di Pasqua.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ExcgbwASNX0/TftnZiJAZKI/AAAAAAAAApg/RWv1fWSs7Vc/s1600/Cile97.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-ExcgbwASNX0/TftnZiJAZKI/AAAAAAAAApg/RWv1fWSs7Vc/s320/Cile97.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Parte III&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sapete cos’è la &lt;i&gt;bandurria&lt;/i&gt;? E’ una specie di &lt;i&gt;ibis&lt;/i&gt;, un uccello con la testa gialla che al buio può sembrare un anitra selvatica ma che in realtà non lo è. Segni particolari: dorme in branchi di svariate centinaia sui cedri di fianco agli &lt;i&gt;hotel unicorno azul&lt;/i&gt; e si sveglia alle quattro di mattina iniziando a chiamarsi reciprocamente. Il verso è un &lt;i&gt;quack&lt;/i&gt;&amp;nbsp;molesto ed effettivamente molto simile quello delle anatre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo, alle 4 eravamo già svegli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-1730107434437475582?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/1730107434437475582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/06/pancho-e-le-bandurrie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1730107434437475582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1730107434437475582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/06/pancho-e-le-bandurrie.html' title='Pancho e le bandurrie'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-VvSZiMCnjcQ/Tftny20RoZI/AAAAAAAAApk/rrNPKSE12ow/s72-c/Cile110.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-4785047848220577145</id><published>2011-05-28T19:48:00.000+02:00</published><updated>2011-05-28T19:48:45.742+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Padre Pablo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-d7gWo8rKTTg/TcbVJFFVBYI/AAAAAAAAApY/C62n8BLekaI/s1600/Cile26.JPG"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-d7gWo8rKTTg/TcbVJFFVBYI/AAAAAAAAApY/C62n8BLekaI/s320/Cile26.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo era domenica e andammo alla messa. Quando non sai che cosa fare non ti resta che pregare e quello ci restava per sperare di ritrovare la nostra trapezista. Così andammo a una messa cattolica cantata in&lt;i&gt; Rapanui&lt;/i&gt;, andammo a chiedere la grazia a &lt;i&gt;Padre Pio&lt;/i&gt; e all’&lt;i&gt;Hombre Pajaro&lt;/i&gt;, ci andammo tutti insieme una domenica mattina mentre la pioggia batteva incessantemente tutta l'isola. E non servì a niente, salvo forse a Buffalo Bill che arricchì il suo vocabolario spagnolo con &lt;i&gt;onnipotente&lt;/i&gt; ("todo poderoso") e &lt;i&gt;cosa buona e giusta&lt;/i&gt; ("cosa justa y necesaria"), due locuzioni che a onor del vero nella vita di tutti i giorni gli sarebbero servite a poco.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Padre Pablo emigrò in Cile da un paesino in provincia di Brescia, lo fece trent'anni fa e partì come missionario della &lt;i&gt;Compagnia di Gesù&lt;/i&gt; in Uruguay, dove i contadini andavano a messa solo perchè lui che aveva studiato alla &lt;i&gt;Scuola Radioelettra di Torino&lt;/i&gt;&amp;nbsp;aggiustava tutte le televisioni del paese. In Perù invece alla gente non fregava niente di niente, men che meno Gesù Cristo. Portò in processione&amp;nbsp;le reliquie di Sant'Antonio da Padova&amp;nbsp;per 30.000 chilometri in tutta l'Argentina e infine approdò a&lt;i&gt; Coyhaique&lt;/i&gt;, nel cuore della Patagonia cilena, un posto dove gli uomini lavoravano come pescatori per tre giorni al mese e nei restanti ventisette si bevevano lo stipendio. A&lt;i&gt; Rapanui&lt;/i&gt; ci veniva solo d'inverno, quando il parroco titolare tornava in continente lasciandogli la casa e il cane Arturo. Padre Pablo&amp;nbsp;conosceva l'isola palmo a palmo, la percorreva tutta ogni giorno. A&amp;nbsp;&lt;i&gt;Hanga Roa&lt;/i&gt; la sua auto veniva fermata ogni due metri: &lt;i&gt;"Ciao, come stai, come sta tua moglie, a casa tutto bene, tante care cose, ciao ciao ciao"&lt;/i&gt;. Padre Pablo aveva nostalgia solo dei cotechini con la polenta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Partimmo verso mezzogiorno, aspettando che la pioggia si facesse almeno&amp;nbsp;&lt;i&gt;sottile sottile&lt;/i&gt;, pur facendoci capire che &amp;nbsp;non aveva nessuna intenzione di smettere. Eravamo in cinque - noi due, l'Uomo Calamita, padre Pablo e il cane Arturo - su un camioncino che quando toglievi le chiavi si spegneva solo dopo dieci minuti. Ci giocammo le nostre ultime disperate risorse: un miracolo ecclesiastico, il fiuto del cane o il campo magnetico del fenomeno da baraccone. Padre Pablo ci portò in posti segreti che solo lui conosceva, nell'eraba alta tra resti perduti di antichi villaggi, nelle grotte dove i &lt;i&gt;Rapanui&lt;/i&gt;&amp;nbsp;sfuggivano ai mercanti di schiavi o lungo sentieri ripidi a picco sul mare.&amp;nbsp;Alle tre del pomeriggio, mentre ascendevamo al &lt;i&gt;Rano Kau&lt;/i&gt; il vento cessò improvvisamente, la pioggia si fece sottilissima, diritta come una tendina. In cielo&amp;nbsp;tra le nuvole&amp;nbsp;si aprì un breve squarcio da cui scese un piccolo raggio di sole. Davanti a noi Padre Pablo mormorava, il cane uggiolava  e l'Uomo Calamita iniziò ad accusare strani malori, tanto che fummo obbligati a riportarlo all’hotel.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ritornammo al &lt;i&gt;Rano Kau &lt;/i&gt;solo in tre: il cane Arturo, padre Pablo ed io. Salimmo a &lt;i&gt;Orongo&lt;/i&gt;, il villaggio cerimoniale dove in un tempo ormai perduto i &lt;i&gt;Rapanui&lt;/i&gt; tenevano l’incoronazione dell’Uomo-Uccello, re di un'isola.&amp;nbsp;Dopo essersi decimati a vicenda e una volta distrutti tutti i &lt;i&gt;moai&lt;/i&gt;, le tribù si inventarono un nuovo gioco per risolvere più paficicamente le loro beghe di condominio. A primavera si saliva al &lt;i&gt;Rano Kau&lt;/i&gt;&amp;nbsp;da cui i giovani si gettavano nell'oceano, nuotavano fino a uno scoglio al largo e ci restavano giorno e notte fino a quando i gabbiani migratori -&amp;nbsp;&lt;i&gt;sterne,&lt;/i&gt; per la precisione - arrivavano a deporre le uova. Il primo che riusciva a riportare un ovetto fresco al suo capo tribù lo faceva diventare l’&lt;i&gt;Hombre Pajaro&lt;/i&gt;:&amp;nbsp;l'Uomo-Uccello, Re dell’Isola di Pasqua per un anno. Poi di solito il re uscente si rifiutava di abdicare e tutto si risolveva con una bella guerra come ai cari vecchi tempi dei&lt;i&gt; moai&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ritornati in hotel trovammo l'Uomo Calamita ancora in preda a mal di testa devastanti. Quella sera cenammo in tredici in un'unica tavolata e per una volta noi stavamo in mezzo. Il Direttore e il Bravo Presentatore stavano in fondo al tavolo, rabbuiati e silenziosi. Discutevamo tutti a voce bassa, a gruppetti o due a due. Mangiafuoco bisbigliava a Sonniboi,&amp;nbsp;Culobasso equivocava i discorsi del Maestro Canello,&amp;nbsp;Bulabula parlava fitto con l'Orangutan e i Gemelli Houdini si capivano anche senza parlare. I pagliacci facevano capannello, i giocolieri &lt;i&gt;giocolavano&lt;/i&gt; e gli acrobati... Beh gli acrobati guardavano fissi nel vuoto davanti a loro, non gli andava di fare o dire niente senza la trapezista.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I camerieri italiani distribuirono il pane e decidemmo di aprire anche un paio di bottiglie di vino. Lo avevamo appena stappato quando arrivò Padre Pablo che ci chiese di andare con lui all'ospedale.&amp;nbsp;La trapezista era là, un'infermiera &lt;i&gt;india &lt;/i&gt;di mezza età e di un certo peso scostò le tende azzurre che nascondevano il suo letto poi tornò a occuparsi della paziente di fianco, un'italiana a cui&amp;nbsp;riempì due gigantesche siringhe e attaccò una flebo piuttosto casalinga. L'autopsia avrebbe rivelato che il decesso era avvenuto alle tre del pomeriggio, e che la trapezista era incinta. Sfilammo tutti tra quelle tendine, uno dopo l'altro come in processione. Poi decidemmo che a questo punto avevamo visto tutto quello che c'era da vedere laggiù a &lt;i&gt;Rapa Nui&lt;/i&gt;. Tornammo al ristorante, finimmo la nostra cena andammo tutti a dormire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo tutto il Circo rimase chiuso in albergo, noi uscimmo da soli con padre Pablo a esplorare altri posti segreti che non vi posso raccontare. Ci spiegò molte cose riguardo all'isola, ai suoi antichi abitanti e a quelli attuali, alla loro strana relazione con quel minuscolo pezzo di terra gettato laggiù così lontano dal mondo&amp;nbsp;da chissà quale &lt;i&gt;dio&lt;/i&gt;. Ci raccontò ancora dell'America Latina e della dura vita della povera gente. Fu una giornata malinconica, triste e bellissima.&amp;nbsp;Poi mercoledì l'Uomo Calamita si sentì meglio, controllammo i dettagli dei voli, cambiammo i biglietti e ripartimmo per il continente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-4785047848220577145?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/4785047848220577145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/05/padre-pablo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4785047848220577145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4785047848220577145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/05/padre-pablo.html' title='Padre Pablo'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-d7gWo8rKTTg/TcbVJFFVBYI/AAAAAAAAApY/C62n8BLekaI/s72-c/Cile26.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-2083778733421549335</id><published>2011-05-17T18:25:00.002+02:00</published><updated>2011-06-17T15:58:48.142+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Come un fiore o un topo</title><content type='html'>&lt;i&gt;«Io non sono andato in un posto migliore o peggiore. Io non sono andato da nessuna parte, perché Derek non esiste più. Non appena il mio corpo smetterà di funzionare e i neuroni del mio cervello cesseranno l'attività, subirò una notevole trasformazione: da un organismo vivente a un cadavere, come un fiore o un topo che non riescono a superare una notte particolarmente gelida».&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Derek K. Miller (1969-2011)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.penmachine.com/"&gt;http://www.penmachine.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://xkcd.com/659/"&gt;http://xkcd.com/659/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-2083778733421549335?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/2083778733421549335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/05/come-un-fiore-o-un-topo-memorie-di-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/2083778733421549335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/2083778733421549335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/05/come-un-fiore-o-un-topo-memorie-di-una.html' title='Come un fiore o un topo'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-9157684608803383405</id><published>2011-05-11T19:17:00.000+02:00</published><updated>2011-05-11T19:17:23.108+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Carlito's Day</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ryU_AelQvUs/TcbVQyd0ZSI/AAAAAAAAApc/UI3UKp8C1Ww/s1600/Cile57.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-ryU_AelQvUs/TcbVQyd0ZSI/AAAAAAAAApc/UI3UKp8C1Ww/s320/Cile57.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Carlito Paoa era basso, grasso, unto e sudato. Con il senso dell’umorismo di un&lt;i&gt; moai,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;riuscì a stare subito sul&lt;i&gt; belino&lt;/i&gt; persino al mimo a cui di solito stava bene quasi tutto. Tutto sommato al Direttore Carlito sarebbe anche potuto piacere ma non gli piaceva per una ragione molto semplice: Carlito era l'ultima persona che aveva visto la trapezista prima che scomparisse.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;Carlito Paoa non era certo un tipo loquace e alla sequela di domande del commissario che era arrivato sull'isola  d'urgenza da Valparaiso rispondeva masticando sacchetti di caramelle al miele. "Li ho portati a fare il tour dei siti archeologici" - avevamo già cercato per tutta l’isola, meno un vulcano che era in programma per l'indomani - "&lt;i&gt;Vinapu, Vahiu, Tangariki, Rano Raraku, Te Pito Kura, Anakena"&lt;/i&gt;. Il moai più grande, quello più piccolo, il primo eretto, il primo abbattuto, il primo restaurato, l’ultimo trasportato. In effetti Carlito ci aveva davvero portati dappertutto, ci aveva spiegato che &lt;i&gt;aku&lt;/i&gt; significava &lt;i&gt;altare&lt;/i&gt;, che i &lt;i&gt;moai&lt;/i&gt; sono le statue degli antenati e che la loro funzione era proiettare il &lt;i&gt;mana&lt;/i&gt;, ossìa la &lt;i&gt;sapienza,&lt;/i&gt; &lt;i&gt;la sabidùria&lt;/i&gt;&amp;nbsp;- degli anziani sulla comunità.&amp;nbsp;&lt;i&gt;"Alla fine le varie tribù litigarono e si spaccarono tutti i moai a vicenda, se volete saperne di più prendevi il DVD di Rapa Nui che è pure divertente e non state a far perdere tempo a me"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il commissario torchiava Carlos per la storia di quei resti in una grotta vicino a &lt;i&gt;Ovahe&lt;/i&gt;, il Paoa rispondeva che secondo lui si trattava semplicemente di una grigliata di pecora (però c'era anche quel salamino sottovuoto).&amp;nbsp;Quel commissario venuto apposta da Valparaiso,&amp;nbsp;Carlito si lo guardava con un'espressione di chi ha preso una purga la sera prima e ora gli fa male la pancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;I moai venivano tutti preparati nelle cave del Rano Raraku e poi trasportati ai villaggi spingendoli e tirandoli su tronchi di albero e sassi. Secondo un'antichissima tradizione gli occhi venivano aggiunti alla fine, solo quando il moai era in posizione verticale. Diventarono sempre più grandi, arrivarono fino quasi a 20 metri, poi arrivarono sovrappopolazione, incendi, guerre, saccheggiu e le tribù iniziarono a rovesciare i moai&amp;nbsp;nemici, perchè perdessero il loro potere.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quando in quel maledetto giorno di Pasqua del 1722 arrivarono gli spagnoli, trovarono un'isola in piena &amp;nbsp;decadenza, cosa che gli risparmiò la fatica di scassare tutto come erano soliti fare. La vecchia scusa dell'evangelizzazione tornò comunque buona per  deportare la popolazione a lavorare nelle miniere in Perù. I pochi che sopravvissero tornarono all'isola portando doni graziosi: vaiolo e tubercolosi. Nel 1888 l'isola veniva annessa al Cile e ci vivevano solo 111 persone.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Poi fu il turno degli Inglesi, la Williamson Balfour &amp;amp; Co. trasformò tutta l'isola in un allevamento di pecore e gli abitanti vennero confinati ad Hanga Roa. Ma siccome a questo mondo nulla è destinato a durare un bel giorno anche le pecore presero il largo, il Cile riprese possesso dell'isola ponendola sotto la giurisdizione della sua Marina Militare e Pinochet fece allungare la pista dell'aeroporto per gli atterraggi di emergenza dello space shuttle. Rapa Nui attualmente è parte della regione di Valparaìso.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlito divagava, gli propinò &amp;nbsp;pure il racconto di suo padre che un giorno prese una barca a vela e se ne andò fino alle isole Cook, giusto per il piacere di esplorare.&amp;nbsp;Il commissario gli chiese se il vecchio fosse ancora tra noi. Era vivo e vegeto e gestiva un hotel sull’isola, Carlos gli infilò tra le mani una&amp;nbsp;&lt;i&gt;brochure&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Provavano a riportarlo in tema e lui allungava loro foto di un archeologo norvegese famoso sull’isola ma che fuori nessuno sapeva nemmeno lontanamente chi fosse. Alle domande &amp;nbsp;rispondeva consigliando libri sulla storia dei moai e mi parve di sentire uno degli investigatori rispondergli sibilando che ne aveva già uno sulla psicologia dei&lt;i&gt; serial&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;killers&lt;/i&gt;&amp;nbsp;per farsi venir sonno&amp;nbsp;la sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto al tavolo di fianco io rilasciavo la mia deposizione.&amp;nbsp;Dopo averci tenuti a digiuno fino alle due del pomeriggio Carlos ci avrebbe pure fatto pranzare sul cofano del&amp;nbsp;&lt;i&gt;pullmino&lt;/i&gt; se la trapezista non gli avesse chiesto di buon cuore di portarci a un tavolo. Il pranzo al sacco fu  a base di pane, &lt;i&gt;philadelphia&lt;/i&gt; e salamino sottovuoto che erano avanzati il giorno prima.&amp;nbsp;Sulla via del ritorno, alla spiaggetta di &lt;i&gt;Ovahe,&lt;/i&gt; trovammo una coppietta che aveva pensato bene di andare a insabbiarsi con la &lt;i&gt;jeep&lt;/i&gt;. Carlito osservò a lungo la scena in silenzio poi disse che sarebbe andato a chiamare soccorsi prima che venisse buio. La trapezista chiese di rientrare prima, con lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da li in poi sappiamo solo che andarono ad &lt;i&gt;Anakena&lt;/i&gt;, dove lui le raccontò &lt;i&gt;la rava e la fava&lt;/i&gt; sui &lt;i&gt;moai&lt;/i&gt; che avevamo visto il giorno prima, poi all'&lt;i&gt;Ahu Te Pito Te Kura&lt;/i&gt;&amp;nbsp;dandole d'intendere che fosse l'ombelico del mondo mentre in realtà era solo uno strumento per bilanciare i carichi delle imbarcazioni. Solo sul tardi, con estrema calma ritornò al paese dove nessuno avrebbe scommesso sul fatto che la ballerina fosse ancora nè che&amp;nbsp;alla fine&amp;nbsp;avesse chiamato veramente dei soccorsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;La giornata non fu per niente buona e la sera nessuno apprezzò le capesante marinate con capperi e formaggio finto-grana proposte dal cuoco dell'albergo.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-9157684608803383405?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/9157684608803383405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/05/carlitos-day.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/9157684608803383405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/9157684608803383405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/05/carlitos-day.html' title='Carlito&apos;s Day'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ryU_AelQvUs/TcbVQyd0ZSI/AAAAAAAAApc/UI3UKp8C1Ww/s72-c/Cile57.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-288789566928580177</id><published>2011-05-07T20:03:00.002+02:00</published><updated>2011-05-11T18:50:37.164+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Intermezzo ad Anakena</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-EAyGrno04nU/TcUjVxexa8I/AAAAAAAAApU/fN-RHHhaXZ0/s1600/Cile43.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-EAyGrno04nU/TcUjVxexa8I/AAAAAAAAApU/fN-RHHhaXZ0/s320/Cile43.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;Il 6 Agosto del 2004 cadde di venerdì e fu un intermezzo nel quale non sarebbe capitato praticamente niente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;Nell’uggia di Santiago ci eravamo rinfrancati pensando all’&lt;i&gt;isola dell’eterna primavera &lt;/i&gt;e quella mattina finalmente sull’Isola di Pasqua c'era una specie di sole. Quindi mandammo nani e ballerine a comprare qualche genere di prima necessità al supermercato &lt;i&gt;Kai Wene &lt;/i&gt;e partimmo alla volta delle sabbie di &lt;i&gt;Anakena&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;i&gt;Anakena&lt;/i&gt; era l’unica spiaggia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;vera e propria&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;dell’isola e stava sulla costa opposta, a una ventina di chilometri da Hanga Roa. Il Direttore e il Bravo Presentatore convinsero tutti che sarebbe stata una gioiosa sgambata in bicicletta quindi tutti in pantaloncini, borracce d'acqua e &lt;i&gt;palmer&lt;/i&gt; di ricambio. Loro si infilarono in un taxi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Attraversammo l'isola a colpi di pedale senza incontrare anima anima viva, ne' un paese ne' il riparo di un albero. Lungo la strada erano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;erano disseminate tracce di villaggi abbandonati ma i Pasquensi vivevano tutti a Hanga Roa da quando, a&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;fine ottocento, una compagnia Inglese aveva preso in affitto l'intera isola dal governo Cileno per allevarci pecore. Fu allora che per scongiurare furti di bestiame i Rapanui, che a quel tempo vivevano sparsi per le terre, vennero presi e concentrati a Hanga Roa e venne imposta una legge per cui non potevano nemmeno uscire dal paese. A quei tempi non esistevano &lt;i&gt;internet&lt;/i&gt; e i&lt;i&gt; blog&lt;/i&gt; quindi quello che successe veramente&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;a nessuno è dato sapere ma ancora oggi ogni volta che spostate una pietra o che entrate in una delle centinaia di piccole grotte sparse per l'isola ci troverete nascoste delle ossa di pecora: sono i resti dei pasti gratuiti che i Rapanui consumavano alla &lt;i&gt;mensa&lt;/i&gt; della compagnia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Quella ad &lt;i&gt;Anakena&lt;/i&gt; fu una mattina fatta di &lt;i&gt;quasi niente&lt;/i&gt;, piccole cose da domeniche pomeriggio in &amp;nbsp;campagna, di quelle che Guido Gozzano ci si sarebbe trovato senz'altro bene. La Donna Cannone si mise a prendere il sole mentre Buffalo Bill&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;all'ombra di una palma&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;studiava uno dei quindici manuali di spagnolo che si era portato nel bagaglio a mano (Bill era una persona che non esiterei a definire &lt;i&gt;particolarmente meticolosa&lt;/i&gt; in tutto quello che faceva, particolarmente quando si trattava di prendere la mira).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Sonniboi e Skizzo trovarono&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nella sabbia una biglia e costruirono una pista dove la biglia&amp;nbsp;corse, vincendo contro sassi e semi.&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Mangiafuoco, Bulabula e l'Orangutan si fecero una passeggiata fino ai&lt;i&gt; moai&lt;/i&gt; poco lontano. L'Uomo Calamita fu attirato da un’enorme ancora &lt;i&gt;mezzo ammiragliato&lt;/i&gt; incastrata nelle rocce. Il Mago si allontanò per qualche tempo tornando con un bel fiore rosso che regalò alla trapezista, sostenendo che là dietro c'era solo sabbia e lui lo aveva fatto apparire dal nulla apposta per lei. Detro di noi u&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;na fronda si staccò rumorosamente dalle palme. A mezzogiorno due Rapanui arrivarono sulla spiaggia e ci chiesero delle sigarette.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Quella restò&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;l’unica mattinata di vero sole di tutta la tournée, poi verso le due si alzò il vento che portò nuvole e pioggia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;Pranzammo in cerchio al riparo di una duna con pane a cassetta, formaggio &lt;i&gt;philadelphia&lt;/i&gt; e salamino sottovuoto. Il Mago cercò disperatamente di fare apparire un coltello che tutti avevano dimenticato - almeno uno di quelli di plastica - ma fallì miseramente. Poi alle quattro arrivarono i taxi e ritornammo tutti all’hotel.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-size: medium; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Quella sera alla terza cena Bulabula notò che i pesci si chiamavano tutti &lt;i&gt;Maki-Maki&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Cana-Cana&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Toro-Toro&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Rape-Rape&lt;/i&gt; e che sull'isola praticamente si mangiava solo quello. O del pollo lesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-288789566928580177?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/288789566928580177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/05/intermezzo-ad-anakena.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/288789566928580177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/288789566928580177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/05/intermezzo-ad-anakena.html' title='Intermezzo ad Anakena'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-EAyGrno04nU/TcUjVxexa8I/AAAAAAAAApU/fN-RHHhaXZ0/s72-c/Cile43.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-5612363594631486119</id><published>2011-04-30T12:36:00.186+02:00</published><updated>2011-05-11T18:53:46.526+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><title type='text'>Isla de Pascua</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-BQjdzZagOQI/TY2ZrdWhWAI/AAAAAAAAApI/FxJ8Vi2H0oM/s1600/Cile20.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="https://lh4.googleusercontent.com/-BQjdzZagOQI/TY2ZrdWhWAI/AAAAAAAAApI/FxJ8Vi2H0oM/s320/Cile20.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dopo le date nella capitale la tournèe aveva in programma di spostarsi nell'isola più remota del mondo e tutti tirarono un sospiro di sollievo perchè si andava finalmente verso il sole. Da Santiago del Cile all'&lt;i&gt;Isla de Pascua&lt;/i&gt; furono 3700 chilometri e 5 ore sull'unico volo della settimana che partiva in piena notte, alle quattro. L'uomo col cammello e gli elefanti con i loro domatori rimasero a casa, la Contorsionista del Conte Mascetti venne imbarcata con le valige, il Direttore e il Bravo Presentatore presero un biglietto &lt;i&gt;business class&lt;/i&gt; e tutti gli altri in economica, con l'Orco Cattivo e Bulabula che avevano paura dell'aereo e tennero tutti quanti svegli per gran parte del viaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu così che il 5 di Agosto del 2004 il Circo Paradiso in versione leggermente ridotta sbarcò all'Isola Di Pasqua. E lo fece secondo copione sotto una pioggerellina fastidiosetta, sulla pista spazzata da un vento gelido. Rapa Nui era un posto incredibile, leggermente inquietante e in qualche modo affascinante. Il che in un certo senso era un presagio di quello che sarebbe capitato.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'unico centro abitato, &lt;i&gt;Hanga Roa,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;si visitava a piedi in meno di un'ora e la bassa stagione - la &lt;i&gt;temporada baja&lt;/i&gt;, come la chiamava Buffalo Bill con buona padronanza della lingua spagnola - non prometteva nulla di buono. In effetti a occhio e croce ci saranno stati poco più di una decina di turisti, di cui clienti potenziali noi due, una coppietta clandestina e un gruppo di Svizzeri in gita parrocchiale.&amp;nbsp;In albergo non esisteva il riscaldamento, un misericordioso &lt;i&gt;jet lag&lt;/i&gt; ci stese tutti e uno dopo l'altro i componenti del Circo Paradiso - tranne Skizzo, &lt;i&gt;nomen omen&lt;/i&gt; - caddero addormentati di primo pomeriggio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il giorno dopo quindi ci svegliammo tutti prestissimo, con il coro dei galli dell’isola che teneva un bel concertino giusto all’alba. Al simpatico pennuto dell’&lt;i&gt;Hotel Manavai&lt;/i&gt; quel mattino era toccata la partitura solista, cosa che innervosì non poco Mangiafuoco e l'Orangutan.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’hotel che avevamo scelto risultò piuttosto costoso e il Direttore ebbe a discutere parecchio con i gestori che cercavano di &lt;i&gt;fotterlo&lt;/i&gt; sul cambio. Poi passò il resto della mattinata seduto nella&lt;i&gt; hall&lt;/i&gt; a far di conto col Bravo Presentatore.&amp;nbsp;Il maestro Canello e la sua orchestra si fermarono in hotel con la scusa di provare anche se a posteriori si scoprì che diversi inservienti li videro aggirarsi furtivamente dalle parti delle cucine.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutti gli altri si dispersero per l'isola. Skizzo fece amicizia con un gruppo di hippy che giravano a cavallo, dormivano nelle grotte, mangiavano noci di cocco e qualche giorno dopo gli avrebbero fregato la &lt;i&gt;Visa&lt;/i&gt;. I&lt;i&gt; Rapanui&lt;/i&gt;&amp;nbsp;invece davano l'impressione di tollerarci bene, erano perfino quasi gentili il che non è male per un popolo tradizionalista piuttosto orgoglioso che vive su una piccola isola di roccia sperduta a cinquemila chilometri dalla terra più vicina. Non erano ricchi, qualche contributo statale gli permetteva di vivere di un po' di turismo, pastorizia e poca agricoltura. Il Bravo Presentatore propose per la prossima tournée di fare domanda in carta bollata per un finanziamento straordinario a favore del Circo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gran parte dell'Isola era un parco naturale, proclamato Patrimonio Culturale dell'Umanità dall'Unesco. Cani e cavalli gironzolavano liberi, come le mucche e anche qualche toro.&amp;nbsp;Visto che non ci eravamo portati gli elefanti quando ne incontravamo uno ci sembrava sempre piuttosto opportuno cambiare rapidamente direzione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’isola aveva tre nomi:&amp;nbsp;&lt;i&gt;Te Pito Te Nui&lt;/i&gt;&amp;nbsp;che significava &lt;i&gt;Ombelico del Mondo&lt;/i&gt;&amp;nbsp;in un'antica lingua che non esiste più,&amp;nbsp;&lt;i&gt;Rapa Nui&lt;/i&gt;&amp;nbsp;il nome polinesico attuale e &lt;i&gt;Isla de Pascua,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nome occidentale che ricordava come fosse stata scoperta dagli spagnoli prioprio nel giorno della Resurrezione. Pochissime spiaggie e il resto era onde di oceano aperto che venivano a frangersi sugli scogli. I tramonti erano bellissimi, la trapezista li trovò così romantici che disse le facevano venire in mente l'amicizia, il sesso e l'amore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Alla caletta di &lt;i&gt;Hanga Roa&lt;/i&gt;&amp;nbsp;socializzammo con la coppietta clandestina. Lui era un giovane pittore e lei una fascinosa signora di Santiago che ci passò l’indirizzo di Luis Sepulveda. Nel pomeriggio Buffalo Bill ci aiutò faticosamente a tradurre questo post in Spagnolo poi lo imbustammo e glielo spedimmo. Il grande scrittore non ci rispose mai, ancora oggi riteniamo sia stato soprattutto a causa della pessima traduzione di Buffalo Bill.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Skizzo cercò di attaccare briga con un enorme&lt;i&gt; Rapanui&lt;/i&gt; dal fisico alla &lt;i&gt;All-Blacks&lt;/i&gt;&amp;nbsp;tatuato da cima a piedi, viso e mani compresi e lo ritrovammo solo qualche giorno dopo in aeroporto alla sala partenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera cenammo tutti insieme (meno Skizzo) in una grande tavolata al &lt;i&gt;Pea&lt;/i&gt;, un ristorante carino su una palafitta sul porto: quattro lance a motore, una piccola calata e dietro l'oceano mare. Ovunque andassimo eravamo gli unici clienti e i menu erano sempre uguali: variazioni sul tema del pesce con particolare predilezione per il tonno oppure pollo, la specialità dell’isola, che ogni volta Mangiafuoco sperava fosse uno di quei galletti che gli rompevano i coglioni la mattina.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Bravo Presentatore ordinò &lt;i&gt;toromo&lt;/i&gt; alla piastra per tutti e alla fine il Direttore si lisciò i baffi particolarmente soddisfatto del fatto che l'intera cena gli costò meno di cinque euro a testa.&amp;nbsp;Buffalo Bill ci annoiò con le sue lezioni di spagnolo, la parola del giorno era &lt;i&gt;platano&lt;/i&gt;&amp;nbsp;che a differenza di quanto poteva sembrare significava invece&amp;nbsp;&lt;i&gt;banana, &lt;/i&gt;sulla qual cosa William Frederick Cody discettò&amp;nbsp;a lungo. Intanto la Donna Barbuta confidava alla Donna Cannone il suo problema di stitichezza, il Gran Tenore e il Maestro Canello intonavano assieme &lt;i&gt;"Ma che cce frega, ma che cce 'mporta"&lt;/i&gt; e&amp;nbsp;i pagliacci si raccontavano barzellette sporche.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ben prima di mezzanotte si tornò tutti in hotel e si andò a dormire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-5612363594631486119?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/5612363594631486119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/04/isla-de-pascua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5612363594631486119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5612363594631486119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/04/isla-de-pascua.html' title='Isla de Pascua'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-BQjdzZagOQI/TY2ZrdWhWAI/AAAAAAAAApI/FxJ8Vi2H0oM/s72-c/Cile20.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-2397179298673155389</id><published>2011-04-10T18:11:00.000+02:00</published><updated>2011-04-10T18:11:07.101+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>La Grande Tournee Sudamericana del Circo Paradiso</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxXW2YgR0I/AAAAAAAAAoc/LJ8I-hO7H-I/s1600/Cile16.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxXW2YgR0I/AAAAAAAAAoc/LJ8I-hO7H-I/s320/Cile16.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Eravamo in due ma con tante di quelle idee in testa da bastare per venti o per duecento.&amp;nbsp;Forse fu per quello che decise di raggiungerci a Santiago il &lt;i&gt;Circo Paradiso&lt;/i&gt;, sulla strada della sua prima&amp;nbsp;Grande Tournèe Sudamericana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevano tenuto una Grande Assemblea Generale dove ciascuno aveva presentato la sua proposta, le avevano messe democraticamente ai voti per alzata di mano (o di zampa: nel Circo Paradiso anche gli animali avevano diritto di voto) e avevano deciso di lanciarsi in una grande tournèe agli antipodi; un po' come facevano i cantanti di quando eravamo bambini, che sparivano e su &lt;i&gt;Sorrisi e Canzoni&lt;/i&gt; si leggeva che stavano in concerti tutti esauriti da qualche parte tra le Americhe e l'Australia. Erano le grandi tournee sudamericane di Albano, Peppino di Capri, di Nicola di Bari o Peppino Gagliardi, quelle che solo molti anni dopo - ascoltando&amp;nbsp;&lt;i&gt;Vagabondo&lt;/i&gt; dagli altoparlanti comunali di Chiloè o &lt;i&gt;Che Sarà&lt;/i&gt; cantata da Jesus nella valle di Vinales - ci saremmo resi conto che era tutto vero.&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;E fu così che arrivarono a Santiago, e c'erano proprio tutti: il Direttore, Mangiafuoco,&amp;nbsp;Sonniboi,&amp;nbsp;l'Uomo della Giostra, il Fenomeno da Baraccone. L'Ammaestratore di Elefanti, il Pagliaccio Dalla Bocca Larga, il negro Bulabula, l'Orangutan, Toni e l'Augusto, Ciapessone, l'Orco Cattivo, la Donna Barbuta. I camerieri italiani,&amp;nbsp;l'Uomo col Cammello,&amp;nbsp;la Donna Cannone,&amp;nbsp;i Gemelli Houdini,&amp;nbsp;Skizzo, il Gran Tenore. Il Mago con la sua assistente,&amp;nbsp;l'Uomo Proiettile,&amp;nbsp;Buffalo Bill,&amp;nbsp;la trapezista, Culobasso, il&amp;nbsp;maestro Canello con tutta la sua orchestra. La contorsionista del Conte Mascetti, il mimo, i giocolieri, gli acrobati,&amp;nbsp;l'Uomo Calamita e infine il Bravo Presentatore.&amp;nbsp;E&amp;nbsp;con loro quella volta c'eravamo anche noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Santiago era una metropoli bruttina e stagionata che riposava dentro una conca di merda con le Ande che incombevano e il&lt;i&gt;&amp;nbsp;Rio Mapocho&lt;/i&gt; che la tagliava per il lungo. D’inverno era fredda, nebbiosa e nuvolosa. D'estate era presa nella morsa dall'afa. Aspettammo gli altri all'&lt;i&gt;Hotel City&lt;/i&gt;&amp;nbsp;- meglio sarebbe dire&amp;nbsp;&lt;i&gt;Gotham City: &lt;/i&gt;un covo di&amp;nbsp;&lt;i&gt;gangstgers&amp;nbsp;&lt;/i&gt;degli anni trenta che nei caloriferi portava ancora l’acqua originale. Quando li accendevi dalle valvole usciva per dieci minuti aria pesante, rafferma e puzzolente poi sbuffavano come treni a vapore e infine partivano. Per qualsiasi altro motivo l'avremmo sconsigliato ma era&amp;nbsp;l’unica pensione di Santiago con riscaldamento e il mimo e la trapezista andavano sempre in giro con quei costumini leggeri...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;La&amp;nbsp;&lt;i&gt;lluvia -&lt;/i&gt;&amp;nbsp;la&amp;nbsp;&lt;i&gt;pioggia -&lt;/i&gt;&amp;nbsp;ci accompagnò ininterrottamente per tutto il viaggio.&amp;nbsp;Piovve talmente tanto che al cammello si ritirò il pelo quando si infradiciò tutto per andare al&amp;nbsp;&lt;i&gt;Museo delle Civiltà Precolombine&lt;/i&gt;&amp;nbsp;dall'altro lato della strada. Culobasso si interessò approfonditamente a una statuetta raffigurante un santone che faceva la cacca dopo essersi riempito di cocaina.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Buffalo Bill non conosceva lo spagnolo - il &lt;i&gt;castigliano&lt;/i&gt;&amp;nbsp;per la precisione, ma lui abituato alle grandi praterie dell'America non si curava di questi dettagli - e cercava&amp;nbsp;cialtronescamente&amp;nbsp;di arrangiarsi con un po’ di frasi lette su &lt;i&gt;Tex Willer&lt;/i&gt;, l'&lt;i&gt;Abelardo Norchis&lt;/i&gt; di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Teo Teocoli&lt;/i&gt;, sostanziosi ricorsi a un finto dialetto veneto e tanta &lt;i&gt;faccia a chiulo&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;Ora però aveva deciso seriamente di impararlo, perchè conoscere una lingua significa penetrare una civiltà e poterla amare. E fu in Cile che William Frederick Cody imparò l'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decise di cominciare dalle parole facili quindi iniziò da&amp;nbsp;&lt;i&gt;Chile, &lt;/i&gt;che significa &lt;i&gt;Cile&lt;/i&gt;. Come gli avrebbe spiegato più avanti il buon don Ramon Molina di Caulìn, &lt;i&gt;chile&lt;/i&gt; non c’entra niente con il peperoncino piccante, era&amp;nbsp;bensì&amp;nbsp;il nome di un fiore che cresceva sulla cordigliera delle Ande.&amp;nbsp;Quando gli Spagnoli arrivarono in Sudamerica, gli Inca chiamavano così tutta la zona a sud dell’Aconcagua e questo per estensione diventò il nome dello stato.&amp;nbsp;Pablo Neruda gli dedicò versi tanto meravigliosi che quando Alessandra li recitò,&amp;nbsp;l'orangutan e&amp;nbsp;la Donna Barbuta si sciolsero in lacrime e Mangiafuoco disse che lo avrebbe voluto lui uno che scrivesse così del suo paese.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Oh Chile, largo pétalo&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;de mar y vino y nieve,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;ay cuándo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;ay cuándo y cuándo&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;ay cuándo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;me encontraré contigo,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;enrollarás tu cinta&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;de espuma blanca y negra en mi cintura,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;desencadenaré mi poesía&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;sobre tu territorio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(Santiago del Cile, Agosto 2004)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-2397179298673155389?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/2397179298673155389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/04/la-grande-tournee-sudamericana-del.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/2397179298673155389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/2397179298673155389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/04/la-grande-tournee-sudamericana-del.html' title='La Grande Tournee Sudamericana del Circo Paradiso'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxXW2YgR0I/AAAAAAAAAoc/LJ8I-hO7H-I/s72-c/Cile16.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-5716769611719721235</id><published>2011-04-03T18:50:00.001+02:00</published><updated>2011-04-08T15:29:04.643+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shanghai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cina'/><title type='text'>Lost in Shanghai</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qcFCKjDJtyA/TZceQ8p9wSI/AAAAAAAAApQ/j9KocJTNWSk/s1600/P4021317.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-qcFCKjDJtyA/TZceQ8p9wSI/AAAAAAAAApQ/j9KocJTNWSk/s320/P4021317.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E' notte e sono perso a &lt;i&gt;Shanghai, &lt;/i&gt;perso in aeroporto come un cane a uno svincolo dell'autostrada. Prendo un taxi a caso, chiedo di un hotel, l'unico che conosco: il &lt;i&gt;Ramada Pudong&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;Che fare dopo? Non lo so, ora non importa, domani ci penserò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Shanghai&lt;/i&gt; dall'aereo è un'infinita città di luci, da dentro le sue vie invece ritrovi il buio della notte, come dovevano essere una volta.&amp;nbsp;&lt;i&gt;Pudong&lt;/i&gt; è immensa periferia e resuscita sensazioni passte di paesi in campagna con le strade scure che si fanno vuote quando viene sera. Le luci accese nelle case, fuori fa freddo e non c'è nessuno che nemmeno le sere d'inverno a &lt;i&gt;Scannabue&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sguardo fisso fuori dal finestrino, con la stessa tranquilla rassegnazione che hanno negli occhi certi Indiani quando li vedi affondare impotenti nella vita senza che facciano niente per cambiarla.&amp;nbsp;Non che mi senta male, non che mi senta bene, non mi sento; e senza pensare, penso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La città è giù, là fuori, e io quassù al trentasettesimo piano di questo residence, mi trovo ancora una volta a scrivere a matita sui fogli dell'hotel.&amp;nbsp;Stasera ho ritrovato quello sguardo stupito di fronte al mondo, è tornato a trovarmi quella tranquillità serena&amp;nbsp;&lt;i&gt;di chi sa che non sappiamo mai esattamente quello che ci succederà domani&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;Quindi adesso non importa, domani ci penserò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-5716769611719721235?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/5716769611719721235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/04/lost-in-shanghai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5716769611719721235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5716769611719721235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/04/lost-in-shanghai.html' title='Lost in Shanghai'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qcFCKjDJtyA/TZceQ8p9wSI/AAAAAAAAApQ/j9KocJTNWSk/s72-c/P4021317.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-4908620192745453739</id><published>2011-04-02T15:58:00.000+02:00</published><updated>2011-04-02T15:58:35.305+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Abbonati - Il modo nuovo e veloce (e gratis, ovviamente)</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/nJZVJoTSDyw" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-4908620192745453739?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/4908620192745453739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/04/abbonati-il-modo-nuovo-e-veloce-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4908620192745453739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4908620192745453739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/04/abbonati-il-modo-nuovo-e-veloce-e.html' title='Abbonati - Il modo nuovo e veloce (e gratis, ovviamente)'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/nJZVJoTSDyw/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-3463588399828031603</id><published>2011-03-25T11:50:00.001+01:00</published><updated>2011-03-25T11:54:49.548+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Canada'/><title type='text'>Lorenzo Pellicione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TVBDpxU0_8I/AAAAAAAAAos/RXa-v-7ZGNI/s1600/0608soprano500x325.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="208" src="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TVBDpxU0_8I/AAAAAAAAAos/RXa-v-7ZGNI/s320/0608soprano500x325.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Mi chiamo Lorenzo Pellicione, ho cinquantanove anni e peso centodieci chili, sono emigrato in America negli anni ottanta, quando nelle miniere in Belgio non c’è stato più lavoro per me e mio fratello. Lui è tornato a casa e io sono venuto qui, nella periferia a nord di Toronto.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mi chiamo Lorenzo Pellicione e mi piace andare a caccia, ho fatto il falegname. Ero bravo poi non mi hanno più voluto, ho lavorato come facchino in un magazzino di prodotti italiani e m’han mandato via, ora faccio qualche lavoretto saltuario.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mi&amp;nbsp;chiamo Lorenzo Pellicione sono stato anche in prigione, per quella storia delle molestie sessuali ma che non era vero. Ero innocente: l’ho spiegato che ero solo nervoso perché avevo preso quelle pillole e in ospedale io non ci volevo andare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mi chiamo Lorenzo Pellicione, dopo tutti questi anni non parlo&amp;nbsp;ne’ inglese&amp;nbsp;ne’ italiano, ma lo faccio con un bell’accento ciociaro e so parlare un antico dialetto che nessuno usa quasi più.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mi chiamo Lorenzo Pellicione e sto tornando in Italia per la prima volta dopo quindici anni, non mi interessa tornare in Italia però mi piace tornare al mio paese.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mi chiamo Lorenzo Pellicione, sto su questo aereo per tornare a casa da mio fratello, che è morto ieri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(Quello nella foto è l'attore italo-americano James Gandolfini che non c'entra ovviamente niente. Anche "Lorenzo Pellicione" è un nome preso a prestito per il personaggio di questo pezzo. R&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;ispetto a Gandolfini e al vero Pellicione quel personaggio - che incontrai veramente - era assai più mal messo, purtroppo.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-3463588399828031603?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/3463588399828031603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/03/lorenzo-pellicione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/3463588399828031603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/3463588399828031603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/03/lorenzo-pellicione.html' title='Lorenzo Pellicione'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TVBDpxU0_8I/AAAAAAAAAos/RXa-v-7ZGNI/s72-c/0608soprano500x325.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-2583182758017431910</id><published>2011-02-18T15:11:00.003+01:00</published><updated>2011-02-19T08:28:18.041+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beirut'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>L'inaspettato incontro di Maxime Chaya</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-wchS_RUgloo/TV9xADl4B3I/AAAAAAAAAo8/OgJYcPsrwhU/s1600/moses.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-wchS_RUgloo/TV9xADl4B3I/AAAAAAAAAo8/OgJYcPsrwhU/s320/moses.jpg" width="227" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Maxime Chaya è un libanese magro e secco che sembra un finaziere di Predazzo. Un tizio angoloso che calzava male in quel completo giacca e cravatta perennemente troppo largo o troppo lungo. Però Maxime Chaya quella volta mi ha salvato la giornata, prima che svenissi per la noia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 maggio del duemilaesei Maxime stava&amp;nbsp;ormai da giorni&amp;nbsp;lassù, al campo avanzato, ad aspettare che arrivasse tempo buono per salire fino alla cima. Giorni di attesa freddi come gli spifferi nei corridoio che a continuare a starci prima o poi ci sia abitua. Ma quella mattina era l'ultima, l'ultima possibilità per salire, l'ultima speranza prima di essere costretti a desistere, l'ultima finestra prima di rassegnarsi ad avere fatto trenta senza poter fare trentuno, anzi &lt;i&gt;trentamila senza trentamilaeuno&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano tutti stanchi, sfiniti oltre ogni immaginabile limite. Il corpo ha bisogno di adattarsi lentamente all'altitudine e ancora prima di iniziare l'ascesa vera e propria lo sforzo che viene profuso è enorme. Ci erano voluti sette campi intermedi per arrivare fin lassù, sul versante nord della montagna. E prima un mese intero di acclimatazione e prima ancora anni di allenamenti passati a immaginare il momento del finale. Ora lassù l'aria era rarefatta e quegli uomini si sentivano deboli come vecchi e provavano anticipata la spiacevole sensazione del corpo che pur volendo non riesce a eseguire i comandi della mente.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per arrivare al campo avanzato del colle nord si deve salire fin quasi a settemila metri, scalandone trecento di strapiombo ghiacciato.&amp;nbsp;Quella mattina era l'ultima speranza di poterci provare, ad arrivare fino a quegli ottomila. Verso la fine della notte&amp;nbsp;avevano previsto una breve calma di vento, che sarebbe dovuta durare fino a inizio mattinata. Non più di cinque ore, un minuscolo spiraglio in questa tempesta di ghiaccio che dura ormai da due settimane.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cinque ore non sono poche per salire, ma la difficoltà tutta li: in cinque ore bisogna riuscire a salire ma anche a scendere altrimenti, molto semplicemente, si muore.&amp;nbsp;Andare e tornare, questo è il vero senso della cosa, avere abbastanza forze non solo per arrivare in vetta ma anche per saper rientrare alla base. E ritornare è la parte più difficile: l'ottanta per cento degli incidenti avviene sulla via del ritorno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una volta lasciato il campo avanzato sarebbero entrati nella Zona della Morte, dove a oltre quaranta gradi sottozero di vento e tempesta di neve, la morte per congelamento è ben più che una remota eventualità. Sulle ferrate e sulle cordate di fronte a loro, la loro&amp;nbsp;vita sarebbe stata costantemente in pericolo, a&amp;nbsp;rischio di rimanere congelati o senza aria, senza ossigeno.&amp;nbsp;Partirono in cinque ed erano abbastanza. All'una di notte, nel buio, a cercare di passare per quella minuscola finestra.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci volle più di un'ora prima che le luci avanti all'alba iniziassero a illuminare un poco la parete e il sentiero lungo il crepaccio. Dal campo li seguirono coi binocoli, li scorsero che si muovevano lentamente nel gelo, li videro sfuocare nel grigio e nell'azzurro. E loro stanchi, infinitamente stanchi e deboli al punto che ogni passo era da solo una intera scalata.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Furono due a voltarsi e decidere di ritornare, due che riconobbero di non riuscire, di non trovare più forze per affrontare la natura che gli si parava davanti. Due altri salirono, scomparendo presto alla vista. Il quinto rimase indietro, in mezzo. Lo chiamarono alla radio, gli chiesero di scendere, gli ordinarono di tornare. Ma lui non sentiva. O non voleva sentire e diventava lentamente un puntino nella distanza. Lassù pareva fermo, ma sapevano che avanzava. Lentissimamente ma avanzava. Come una goccia che si trasforma in gelo lui continuava piano per la sua strada. Lo seguirono con il binocolo finchè a un certo punto anche lui scomparve nelle nebbie della montagna più grande del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono Maxime Chaya, sono un libanese lungo e stretto come un finanziere di Predazzo e ora salgo per il crepaccio nella Zona della Morte dove l'altitudine estrema blocca perfino la digestione e il mio corpo inizia a consumare i suoi stessi tessuti per trovare un residuo di energia. Sono Maxime Chaya e ho portato fin &amp;nbsp;quassù sulla cima la mia bandiera, due righe orizzontali rosse e una bianca al centro con un bell'albero di cedro di quelli delle nostre montagne, quelle montagne di terra e sassi che chiudono il Mediterraneo verso est. Sono Maxime Chaya, calzerò anche male quel completo giacca e cravatta troppo largo e lungo ma adesso da qui, in cima al mondo, vi guardo tutti laggiù. E ci resto un po', a pensare a voi e a me, a quello che sto facendo, a quello che è stato prima e quello che sarà. Sono Maxime Chaya, mi sento proprio bene quassù ma adesso è tempo di tornare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maxime lo sapeva benissimo che il ritorno è piu difficile dell'andata. Lassù in vetta gli parve di trovare una riserva di energie, lassù come Mosè con le tavole della legge. Ma scendendo Maxime era esausto, consumato lentamente, un passo dopo l'altro. &lt;i&gt;L'ottanta per cento degli incidenti avviene durante la discesa,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;si ripeteva mentalmente per tenersi vigile giù per le corde, giù per il crepaccio, giù per la Zona della Morte. &lt;i&gt;L'ottanta per cento degli incidenti avviene in discesa&lt;/i&gt;&amp;nbsp;ripeteva in continuazione fino a quando incontrà quel cumulo di neve che li non ci sarebbe dovuto stare. Non ci sarebbe dovuto stare perchè quel cumulo di neve era un corpo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Maxime lo sapeva benissimo che la strada del ritorno è lastricata dei corpi di tutti gli alpinisti che non ce l'hanno fatta. Perchè lassù, dove ogni passaggio è troppo difficile e stretto anche solo per poter pensare di portarli giù, giacciono tutti gli &lt;i&gt;Oetzi&lt;/i&gt; di tutti i &lt;i&gt;Similaun&lt;/i&gt; del mondo, in quella neve sono sepolte tutte le mummie perenni, in quel ghiaccio azzurro e grigio aleggiano tutti gli spiriti che ti accompagnano saltellanti per la &lt;i&gt;Via della Morte&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo Maxime lo sapeva benissimo e ci era preparato solo che stavolta a lui non era capitata una tomba, non aveva incontrato un essere di ghiacchio e spirito. Quello che Maxime si trovò davanti quel quindici maggio del duemilaesei fu un uomo che stava morendo, furono gli ultimi respiri di un essere che ancora vivo era cosciente che ormai non ce l'avrebbe fatta. Quel giorno Maxime era impotente di fronte a un corpo&amp;nbsp;irrimediabilemente congelato dalle ginocchia in giù&amp;nbsp;che stava perdendo definitivamente conoscenza. E non c'era nulla che si potesse fare, non lo si poteva riscaldare, respirare, non dare energie o ossigeno perchè Maxime sapeva di avere solo lo stretto indispensabile per arrivare lassù e per tornare al campo base. Lassù, in cielo, ognuno doveva bastare per se e Dio - che da là è più vicino - per tutti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con infinita tristezza Maxime e Dorjee lo sherpa, osservavano quell'uomo al punto finale, infinita tristezza e &amp;nbsp;la certezza di non poter fare nulla. &lt;i&gt;"Stravolto dal freddo e dalla fatica mentre lo osservavo l'unico mio pensiero &lt;/i&gt;- avrebbe detto più tardi Maxine - &lt;i&gt;era&amp;nbsp;che quell'uomo in quel momento, stava più vicino alla morte di quanto fosse alla vita".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da li in giù solo voglia di tornare, di tornare a casa, voglia di bambini, di famiglia. Maxime non si fermò ad aspettare gli altri al campo avanzato, scese il giorno stesso e dormì al campo inferiore, sognando un aereo per Beirut.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Maxime Chaya - &lt;i&gt;Steep Dreams: my journey to the top of the world&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-2583182758017431910?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/2583182758017431910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/02/maxime-chaya.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/2583182758017431910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/2583182758017431910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/02/maxime-chaya.html' title='L&apos;inaspettato incontro di Maxime Chaya'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-wchS_RUgloo/TV9xADl4B3I/AAAAAAAAAo8/OgJYcPsrwhU/s72-c/moses.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-6958227676602478371</id><published>2011-02-11T13:58:00.001+01:00</published><updated>2011-02-11T14:03:05.866+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Pirati collaterali</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_6W3wCrOxyg/TVUyae1UeyI/AAAAAAAAAow/IbY9k4pmawQ/s1600/48391839.dubaifeb05079.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-_6W3wCrOxyg/TVUyae1UeyI/AAAAAAAAAow/IbY9k4pmawQ/s320/48391839.dubaifeb05079.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La corte d'Appello di &lt;i&gt;Salalah&lt;/i&gt;&amp;nbsp;in Oman ha per la prima volta condannato all'ergastolo dodici pirati catturati lo scorso maggio dalla Reale Marina Omanita, intercettati&amp;nbsp;&amp;nbsp;mentre cercavano di ritirarsi verso la costa africana.&amp;nbsp;I guardiacoste che per primi li avevano accostati&amp;nbsp;a seguito della denuncia dell'armatore di un peschereccio si erano inizialmente dovuti ritirare sotto il fuoco dei banditi. Qualche tempo dopo gli stessi sono stati intercettati da una nave della Reale Marina che li ha catturati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pirati avevano richiesto assistenza simulando un avaria, quando i pescatori si sono avvicinati dieci banditi armati fino ai denti sono saliti a bordo impadronendosi dell'imbarcazione con il piano di sequestrarla con l'equipaggio e richiedere un riscatto. Gli atti di pirateria nelle acque del Golfo sono in netto aumento nonostante da un paio di anni &lt;i&gt;Oman, Yemen, Arabia Saudita, Emirati Arabi,&amp;nbsp;Bahrein e Pakistan&lt;/i&gt; abbiano stretto un accordo anti-abbordaggi. Gli assalti portati a buon fine (o meglio, a &lt;i&gt;cattivo&lt;/i&gt; fine) sono in effetti diminuiti &amp;nbsp;ma il totale di quelli tentati è in forte in aumento: effetti collaterali della crisi mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(Picture courtesy of&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.pbase.com/bmcmorrow/middleeast"&gt;www.pbase.com/bmcmorrow/middleeast&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6958227676602478371?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6958227676602478371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/02/pirati-collaterali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6958227676602478371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6958227676602478371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/02/pirati-collaterali.html' title='Pirati collaterali'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_6W3wCrOxyg/TVUyae1UeyI/AAAAAAAAAow/IbY9k4pmawQ/s72-c/48391839.dubaifeb05079.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-8837918636275065966</id><published>2011-02-05T06:09:00.003+01:00</published><updated>2011-02-05T06:13:24.863+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Wikkilikki arabi (un po' in ritardo)</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxZsBIeJ0I/AAAAAAAAAog/0sMGt7wSJgE/s1600/141042728-58e26132-58bb-4ad7-827d-b0464134c17a.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxZsBIeJ0I/AAAAAAAAAog/0sMGt7wSJgE/s1600/141042728-58e26132-58bb-4ad7-827d-b0464134c17a.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un bancario svizzero pentito secondo me è credibile quanto il mostro di &lt;i&gt;Marcinelle&lt;/i&gt; che si mette a fare l'educatore infantile, come il lupo di &lt;i&gt;Cappuccetto Rosso&lt;/i&gt;&amp;nbsp;quando stava nel letto travestito da nonna. Però si vede che a noi piace credere alle favole quindi ora c'è pure questa nuova trovata del bancario svizzero che si pente e rende pubblici i dischetti segreti. Gli archivi degli gnomi delle montagne, la &lt;i&gt;Gran Lista dei Grandi Evasori&lt;/i&gt; che si erano nascosti come &lt;i&gt;Bin Laden&lt;/i&gt;. Se cerchiamo bene secondo me ci troviamo i soliti nomi: il commissario tecnico della &lt;i&gt;Nazionale &lt;/i&gt;Marcello Lippi, &lt;i&gt;Pupo e Emanuelefiliberto&lt;/i&gt;, il fratello della Tulliani, l'attore e presentatore Flavio Insinna, Luciano Moggi da Calciopoli,&amp;nbsp;Grazia, Graziella e&amp;nbsp;&lt;i&gt;Graziealcazzo&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;il pupazzo &lt;i&gt;Uan,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;il Visconte Cobram e&amp;nbsp;il&amp;nbsp;Duca Conte Barambani (anzi il Duca Conte, &lt;i&gt;Lup. Man., Gran Ladr., Farabut., Figl. di putt., &lt;/i&gt;Francesco Maria Barambani) più l'immancabile immarcescibile Silvio Berlusconi che ce lo si mette sempre dentro, come &lt;i&gt;sale quanto basta&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nei libri di ricette.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;In realtà mi pare che tutta questa rumorosissima irrilevante storia di &lt;i&gt;Wikileaks&lt;/i&gt; non abbia in se'&amp;nbsp;davvero&amp;nbsp;gran valore. Se c'erano rivelazioni straordinarie, fatti soprendenti di cui non eravamo a conoscenza, segrete correnti gravitazionali nell'orientamento politico mondiale mi sono francamente sfuggite.&amp;nbsp;Nell'&lt;i&gt;Anno Santo di Avetrana&lt;/i&gt; ci siamo trovati più che altro di fronte un bel banchetto di straccioni, come un &lt;i&gt;talk show&lt;/i&gt; del pomeriggio, una seduta quotidiana del &lt;i&gt;Parlamento della Repubblica&lt;/i&gt;, un&amp;nbsp;pettegolezzo&amp;nbsp;di bassa lega elevato a dignità di notizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;E poi ci sarebbe quello strano dubbio, il dubbio che queste &lt;i&gt;perdite&lt;/i&gt; possano essere in qualche modo pilotate. Perchè è &amp;nbsp;quantomeno sorprendente in tutto il &lt;i&gt;bailamme&lt;/i&gt; sollevato a oriente e a occidente l'assordante silenzio, il foglio candido, la totale assenza di qualsiasi tipo di&lt;i&gt; wikileakage&lt;/i&gt; Israeliano. Che casualità, eppure stiamo parlando di una realtà cruciale per la politica mediorientale, americana e mondiale. Un tema &lt;i&gt;superghiotto&lt;/i&gt;, un argomento che dovrebbe&amp;nbsp;ragioneveolmente&amp;nbsp;prendere parecchio tempo, spazio e comunicazioni a tutta la &lt;i&gt;combriccola&lt;/i&gt; diplomatica mondiale. Ma da li non ne è uscito niente. &lt;i&gt;Elementare Watson?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Parlare di censura oggi, ora che questo signor &lt;i&gt;Assange&lt;/i&gt; ha ricevuto il &lt;i&gt;premio Nobel per la Verità&lt;/i&gt;, che&amp;nbsp;sta per assurgere a beatificazione nonchè al prossimo &lt;i&gt;Soglio Pontificio &lt;/i&gt;sarebbe reato di lesa &lt;i&gt;wikileakità.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Villipendio alla bandiera, bestemmia alla nuova religione planetaria del &lt;i&gt;libero pensiero in libero web:&amp;nbsp;tutti &amp;nbsp;liberi se tutti possiamo dire tutto quello che ci passa per la testa&lt;/i&gt;. (Un po' come questo &lt;i&gt;blog&lt;/i&gt;, solo che io sono consapevole di non essere affatto libero, so che chi legge si fa un idea di me, mi ama o mi odia non importa ma certo mi imprigiona in un &lt;i&gt;me&lt;/i&gt; tutto suo - chiusa parentesi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se invece di&amp;nbsp;&lt;i&gt;San Giuliano d'Assange&lt;/i&gt; fossimo semplicemente di fronte a un tizio bassetto di statura e di spirito che si diverte a rovistare nella spazzatura e ad aprire l'impermeabile ai giardinetti? Ognuno passa il suo tempo libero come vuole, beninteso (guarda me qui a schiacciare tasti di un computer). Peraltro qui non stiamo certo parlando di un pericoloso criminale universale:&amp;nbsp;questo&amp;nbsp;non ha inventato, non ha falsificato, non ha ritoccato niente. Al massimo ha fatto una &lt;i&gt;raccolta selettiva,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;come si fa nella caccia al capriolo: questo si può abbattere, questo no. Questo mi serve, questo non fa al caso mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare pure che lo vogliano fare fuori. Ammazzare &lt;i&gt;Assange&lt;/i&gt; per queste modeste vendemmie? Mi pare davvero fuori luogo. Cerchiamo di mettere le cose in prospettiva: al massimo &lt;i&gt;don Giuliano&lt;/i&gt; della chiesa del &lt;i&gt;Nuovo Gossip Universale&lt;/i&gt; merita un'occhiata distratta e un ammontare (minimo) di disprezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Bashoof-kum, inshallah&lt;/i&gt;, in questo momento da queste parti del mondo c'è un po' di casino...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-8837918636275065966?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/8837918636275065966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/02/wikkilikki-arabi-un-po-in-ritardo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8837918636275065966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8837918636275065966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/02/wikkilikki-arabi-un-po-in-ritardo.html' title='Wikkilikki arabi (un po&apos; in ritardo)'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUxZsBIeJ0I/AAAAAAAAAog/0sMGt7wSJgE/s72-c/141042728-58e26132-58bb-4ad7-827d-b0464134c17a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-513352306068588909</id><published>2011-02-03T18:29:00.000+01:00</published><updated>2011-02-03T18:29:26.072+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>solobabaglioamano v1.0</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUrl4Bjk4cI/AAAAAAAAAoY/IXreH2lMI_k/s1600/invisibili.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUrl4Bjk4cI/AAAAAAAAAoY/IXreH2lMI_k/s1600/invisibili.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il vero viaggio in quanto introiezione d'un fuori diverso dal nostro abituale implica un inghiottire il paese visitato nella sua fauna, nella sua flora, nella sua cultura. questo è il solo modo di viaggiare che abbia senso oggigiorno, quando tutto ciò che è visibile lo puoi vedere anche alla televisione senza muoverti dalla tua poltrona&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(Italo Calvino)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-513352306068588909?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/513352306068588909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/02/solobabaglioamano-v10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/513352306068588909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/513352306068588909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/02/solobabaglioamano-v10.html' title='solobabaglioamano v1.0'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TUrl4Bjk4cI/AAAAAAAAAoY/IXreH2lMI_k/s72-c/invisibili.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-2998275003153416837</id><published>2011-01-22T14:41:00.000+01:00</published><updated>2011-01-22T14:41:16.592+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Reincarnazione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TOYPPUMKJhI/AAAAAAAAAnw/jivfVC8VU_Q/s1600/EMIRATI_ARABI_UNITI_-_ConstructionWorkers.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="220" src="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TOYPPUMKJhI/AAAAAAAAAnw/jivfVC8VU_Q/s320/EMIRATI_ARABI_UNITI_-_ConstructionWorkers.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Fuori quaranta gradi abbondanti, anche quarantacinque e un sole che spacca le pietre (infatti è tutta sabbia) &amp;nbsp;abbastanza anomalo per novembre.&amp;nbsp;Dentro temperatura polare e condizionatori a manetta. Escursione termica da giorno e notte nel deserto di Gobi.&lt;br /&gt;Indiani da ogni angolo del subcontinente cercano il permesso di soggiorno. Pakistani da Islamabad, di Peshawar, da Karachi e da Lahore vengono a farsi un'identità di fonte agli Sceicchi rigorosamente separati dalle flippine che dall'altra parte del vetro fanno appello per uno studio in un residence e il loro posto da maid.&lt;br /&gt;Gli Emaratee in dishdasha che sciabattano pigri e svogliati e le loro connazionali a sistemarsi continuamente il velo sono messi più che altro come oggetti&amp;nbsp;d'arredamento. La giornata passa lenta. In sala d'aspetto la gente, più che altro, aspetta.&lt;br /&gt;Vi siete mai chiesti dove si reincareranno questi indiani quando muoiono? Io gli auguro che lo riescano a fare in qualsiasi forma - esseri umani, animali inferiori, insetti, in un filo d'erba, un fiume, una nuvola o anche in oggetti inanimati che deve essere davvero il livello più basso - ma che quantomeno sia qualcosa che risieda già qui negli Emirati.&amp;nbsp;Altrimenti gli tocca passare ancora un'altra lunga giornata a farsi ignorare, quasi fossero entità invisibili, &amp;nbsp;all'ufficio immigrazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-2998275003153416837?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/2998275003153416837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/01/reincarnazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/2998275003153416837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/2998275003153416837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2011/01/reincarnazione.html' title='Reincarnazione'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TOYPPUMKJhI/AAAAAAAAAnw/jivfVC8VU_Q/s72-c/EMIRATI_ARABI_UNITI_-_ConstructionWorkers.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-6436498180534827987</id><published>2010-12-21T21:49:00.000+01:00</published><updated>2010-12-21T21:49:39.703+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Il ritorno di Giuseppe</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TQvNUpOkXbI/AAAAAAAAAn4/Ai2o_gQ1sLs/s1600/395.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="216" src="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TQvNUpOkXbI/AAAAAAAAAn4/Ai2o_gQ1sLs/s320/395.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Ahmed è Egiziano e musulmano, fa il parrucchiere qui a Marsa Dubai e mentre mi passa il rasoio sul cranio mi dice quanto è bello il Natale. Non torna a casa da cinque anni, non fa vacanze da tre, ha nostalgia, mi dice che il Natale da noi in Europa gli ricorda i Ramadan da piccolo, nel suo paese. Un senso di famiglia e di comunità da quando ci si trova presto la mattina per pregare insieme, attraverso il digiuno diurno fino alla gioia della sera, quando gli &lt;i&gt;iftar&lt;/i&gt; raccolgono il frutto prezioso di &amp;nbsp;una giornata di preparazione e gli amici si ritrovano per cena.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' quasi Natale. Da oltre un anno vivo qui, più o meno nel deserto e oggi - sarà colpa anche di Ahmed - il pensiero della natività mi ha attraversato come una brezza, sollevando veli al suo passaggio. Lassù voi tra abeti imbanditi, presepi innevati e un grassone che ne ne va in giro su una slitta trainata dalle renne. Quaggiù guardo fuori e vedo il Natale com'era, come doveva essere: vento e deserto, asini, capre e cammelli, qualche cespuglio magro, verde smunto tra la sabbia e i sassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La Buona Novella &lt;/i&gt;è&amp;nbsp;un disco di tanti anni fa, di prima che ci fossi io. Un disco fatto di vinile, un disco di Fabrizio de Andrè. Questo pezzo&amp;nbsp;si chiama &lt;i&gt;Il ritorno di Giuseppe&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e nella versione originale inizia con arpeggi di liuti arabi e percussioni beduine. Nella versione della &lt;i&gt;PFM&lt;/i&gt; invece ci sono chitarre&lt;i&gt; finger picking&lt;/i&gt; e echi di &lt;i&gt;far west&lt;/i&gt;. E poi c'è Fabrizio che con la sua voce profonda racconta il Natale.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Stelle, già dal tramonto,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;si contendono il cielo a frotte,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;luci meticolose&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;nell'insegnarti la notte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ve lo ricordate Gesù? Quello con la tunica, quello in Palestina, quello dei quaranta giorni nel deserto a datteri, locuste e acqua amara delle oasi. Quello che va in giro a dorso d'asino, quello tra i pesci stesi a seccare sulla spiaggia di un lago, quello che ci ha lasciato le penne tra i sassi di un monte secco che appunto lo chiamavano &lt;i&gt;gholgota&lt;/i&gt;, il cranio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Un asino dai passi uguali,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;compagno del tuo ritorno,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;scandisce la distanza&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;lungo il morire del giorno.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un arabo, quantomeno molto più arabo di quanto vogliamo pensare. Arabo se non proprio nel sangue, nel territorio. Araba la vita che viveva, la polvere che calpestava, l'aria che respirava, il cibo che mangiava, l'acqua che beveva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Ai tuoi occhi, il deserto,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;una distesa di segatura,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;minuscoli frammenti&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;della fatica della natura.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;L'altro giorno degli australiani mi hanno chiesto come fare per vedere il deserto. Gli ho risposto di prendere un taxi e farsi portare alla pista per le corse dei cammelli. E' un ovale nella sabbia, vicino al mercato dei cammelli, venti minuti fuori città sulla statale per Al Ain. Si passano i cantieri della periferia poi quasi senza accorgersi si entra in un paesaggio di dune, sempre più maestose. Intorno parecchie fattorie. i dromedari pascolano allo stato brado e quando si affacciano contro nel cielo rosso del tardo pomeriggio sono uno spettacolo di magia.&amp;nbsp;Mi perdo nei pensieri e intanto Fabrizio va proprio a finire su&amp;nbsp;quel verso sui Beduini, che non li cita ma incombono, presenze nei versi e nelle assonanze.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Gli uomini della sabbia&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;hanno profili da assassini,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;rinchiusi nei silenzi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;d'una prigione senza confini.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Vangeli apocrifi, arabi, armeni, bizantini. Gesù nell'Islam&amp;nbsp;è &lt;i&gt;Isah&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;colui che ha annunciato la novella,&amp;nbsp;profeta secondo solo a &lt;i&gt;Mohammed&lt;/i&gt;, grande ancor più di &lt;i&gt;Ibrahim (&lt;/i&gt;Abramo) padre di tutti uomini. Nel Corano Isah non viene crocifisso, come Maometto semplicemente muore e ascende al cielo. E un giorno tornerà. In cambio i cattolici continuano a ritenere Maometto (la pace sia con lui) alla stregua di un pericoloso cialtrone.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Odore di Gerusalemme,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;la tua mano accarezza il disegno&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;d'una bambola magra,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;intagliata del legno.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Entrano le tastiere e portano il suono del cielo sopra le dune, il respiro del deserto. Organi da chiesa, tappeti nei &lt;i&gt;majlih&lt;/i&gt;. Le percussioni ritmano il tempo mentre &lt;i&gt;Burak&lt;/i&gt;, il cavallo volante di Maometto, lo porta da Gerusalemme alla Mecca, nella notte.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Nella &lt;i&gt;PFM&lt;/i&gt; Francone Mussida lascia correre le dita sulla chitarra, e sono immediatamente giorni di assemblea alle superiori, giradischi stereo nelle camerette, freddo degli inverni, capelli a cespuglio e maglioni troppo stretti. Ogni nota si trova in un posto ben preciso sulle sue corde e tra i tasti che chi ci ha provato lo sa bene, sa bene la fatica a cercarle con i polpastrelli che fanno male. Ma questa di chitarra se ne esce fluida e potente dagli amplificatori: basta essere Francone Mussida, dal mento forte e dai capelli bianchi ancor prima del tempo.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Poi l'asino rallenta, i cammelli si calmano, i musicisti si riposano. Nella versione originale arrivano dei violini che si mettono a suonare come fossero stati trascinati fin li apposta per finire il lavoro.&amp;nbsp;Fabrizio resta da solo, si china sulla chitarra con la frangia che gli copre mezzo viso come Capitan Harlock e riprende quel ritornello: una ballata che corre per tutto il disco, che in questo punto si chiama &lt;i&gt;Il Respiro del Deserto&lt;/i&gt;&amp;nbsp;ma che prima, quando ancora si chiamava&amp;nbsp;&lt;i&gt;Il&amp;nbsp;Sogno di Maria,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;sulle stesse note aveva detto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;E tu, piano, posasti le dita&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;all'orlo della sua fronte:&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;i vecchi quando accarezzano&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;hanno il timore di far troppo forte.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sento la mano di mio padre, la sua mano grande, calda, un po' ruvida e forte che passa sul mio viso da bambino. Non è che semplicemente &lt;i&gt;la ricordo&lt;/i&gt;, io quella mano &lt;i&gt;la sento&lt;/i&gt;, provo la sensazione sulla pelle, sono felice e mi commuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Natale è fatto di ricordi e questi sono i miei ricordi quest'anno. Questo pezzo è per un uomo importante, questo pezzo è per mio padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6436498180534827987?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6436498180534827987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/12/il-ritorno-di-giuseppe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6436498180534827987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6436498180534827987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/12/il-ritorno-di-giuseppe.html' title='Il ritorno di Giuseppe'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TQvNUpOkXbI/AAAAAAAAAn4/Ai2o_gQ1sLs/s72-c/395.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-710324533663780654</id><published>2010-12-11T16:35:00.000+01:00</published><updated>2010-12-11T16:35:23.744+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cina'/><title type='text'>Succede in Cina</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TQOaA_G99rI/AAAAAAAAAn0/idG4w4K8Rv8/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TQOaA_G99rI/AAAAAAAAAn0/idG4w4K8Rv8/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Notizie varie dai giornali del mio ultimo viaggio in Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piumino salvavita&lt;br /&gt;Un uomo che scivolato in un fiume si è salvato grazie alla qualità del piumino che indossava. Il&amp;nbsp;protagonista, un sessantaquattrenne&amp;nbsp;di Shenyang nella provincia di Liaoning, è stato visto galleggiare alla deriva da un passante soprannominato Zhang che, pensando fosse un cadavere, ha chiamato la polizia. I poliziotti che lo hanno ripescato hanno affermato che le piume del giubbotto avevano funzionato da salvagente. L'uomo è attualmente ricoverato in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Sicuramente era un'oca cinese).&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Falso oculista borseggia i clienti&lt;br /&gt;La polizia di Hangzhou nello Zeijang, ha arrestato un uomo che fingendosi dottore rubava ai pazienti dopo aver loro somministrato gocce per gli occhi. Wang Sheng, 32 anni, si travestiva con un camice bianco e dopo aver somministrato gocce chiedeva ai pazienti di tenere gli occhi chiusi mentre si appropriava delle loro borse. E' stato arrestato lo scorso martedì.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(... cioè quando una paziente ha aperto gli occhi).&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I principi del pancake&lt;br /&gt;Due laureati di Quingdao, nello Shandong, hanno rinunciato a lavori ben remunerati per vendere ciambelle per strada. Li Zhi di 26 anni e Deng Jie di 23 hanno aperto il loro chiosco lo scorso agosto.&amp;nbsp;I due sono determinati a far diventare il pancake il nuovo principe degli spuntini in Cina. Dopo aver attentamente studiato le tecniche dei migliori chefs si sono mangiati più di 300 ciambelle in tre giorni e hanno capito come cucinare il pancake perfetto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Ecco come fanno a creare copie perfette!)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ubriaco fugge dimenticando il figlio&lt;br /&gt;Un padre ha abbandonato il figlio di nove anni per sfuggire alla polizia dopo essere stato fermato per guida in stato di ebbrezza a Zhengzhou, nella provincia di Henan. L'agente Lu Menmeng ha dichiarato che l'auto aveva attirato la sua attenzione perchè cambiava continuamente corsia, zigzagando. Dopo aver fermato il veicolo l'uomo che ne è sceso&amp;nbsp;appariva chiaramente nervoso e&amp;nbsp;puzzava di alcool. Quando l'agente Lu si è voltato per prendere l'etilometro il tizio si è dato alla fuga, lasciando suo figlio Wenwen nella macchina. Il fratello maggiore è tornato più tardi a ritirare il piccolo alla stazione di polizia.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Si vede che qui funziona così)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maestro di cerimonia rovina la festa&lt;br /&gt;Una coppia di novelli sposi sta considerando di querelare il maestro di cerimonia del loro banchetto nuziale a Changsa, nella provincia dello Hunan dopo che il tizio gli ha rovinato il grande giorno con le sue battute sporche. La sposa, Xu, ha affermato che il maestro di cerimonie dell'hotel ha imbarazzato tutti i presenti con battute pesanti su&amp;nbsp;entrambe le famiglie. Per quanto in Cina sia piuttosto comune che i maestri di cerimonie facciano battute pesanti per scaldare la festa, alcuni presenti hanno confermato che in questo caso il soggetto è andato decisamente oltre.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(In effeti ho sentito di gente che va a sposarsi a Bali, in Polinesia, o al limite a Las Vegas, ma mai in Cina).&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-710324533663780654?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/710324533663780654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/12/succede-in-cina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/710324533663780654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/710324533663780654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/12/succede-in-cina.html' title='Succede in Cina'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TQOaA_G99rI/AAAAAAAAAn0/idG4w4K8Rv8/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-1928709779467745092</id><published>2010-11-16T17:39:00.003+01:00</published><updated>2010-11-18T20:10:51.297+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parigi'/><title type='text'>Paris Réstò</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TOK0jHQ1h8I/AAAAAAAAAns/ACzEHlSpnbw/s1600/37663.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" src="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TOK0jHQ1h8I/AAAAAAAAAns/ACzEHlSpnbw/s320/37663.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Con la testa immersa nei recenti viaggi tra orienti vicini e lontani&amp;nbsp;mi sono quasi dimenticato del mio &lt;i&gt;coté gourmand&lt;/i&gt;. Giusto per tenermi in allenamento vi &lt;i&gt;sparo&lt;/i&gt; tre brevi recensioni di ristoranti parigini.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ze Kitchen Galerie&lt;/i&gt;, in 4 Rue des Grands Augustins, qui ero con gli sposini.&amp;nbsp;Questo posto era diventato di moda qualche tempo fa. Oggi fa ancora il tutto esaurito ma a me ha lasciato l’impressione di &lt;i&gt;“un po’ troppo”&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Un po’ troppo&lt;/i&gt; nei sapori, &lt;i&gt;un po' troppo&lt;/i&gt; nelle portate, &lt;i&gt;un po’ troppo&lt;/i&gt; simpatici i camerieri, &lt;i&gt;un po’ troppo&lt;/i&gt; &lt;i&gt;bo-bo&lt;/i&gt; la clientela &lt;i&gt;un po' troppo&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;finto-decontracté&lt;/i&gt;. E visto tutto quello che lo precede, &lt;i&gt;un po’ troppo&lt;/i&gt; anche il conto.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il Vino&lt;/i&gt;, in 13 Boulevard de la Tour Maubourg, qui ero col sorriso più contagioso del mondo. E’ un posto decisamente speciale: un &lt;i&gt;wine restaurant&lt;/i&gt; in cui si abbinano i piatti ai vini della carta anzichè viceversa. Quindi qui scegli i vini e i piatti arrivano a sorpresa. &lt;i&gt;Ottimo&lt;/i&gt;: &lt;i&gt;ottimi&lt;/i&gt; i vini, &lt;i&gt;ottima&lt;/i&gt; la cucina, &lt;i&gt;ottimo&lt;/i&gt; lo staff (diversi italiani) e &lt;i&gt;ottimo&lt;/i&gt; Enrico Bernardo*, &lt;i&gt;ottimo&lt;/i&gt; amico di Giuseppe Vaccarini*. Enrico ci ha preparato un piatto speciale: un coniglio con la polenta al sapore di casa, come quello che fanno le nostre mamme le domeniche d'inverno. Fatte le debite proporzioni qui l’esperienza vale decisamente il conto. Ci tornerò di sicuro!&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;NOTA:&amp;nbsp;Sia Enrico che Giuseppe sono grandissimi sommelier. Giuseppe è stato in un certo senso il maestro di Enrico ed entrambi sono arrivati fino ad essere campioni del mondo: Enrico nel 2004 e Giuseppe nel 1978. Per la cronaca, l’Italia ha vinto questo concorso tre volte, (la prima fu nel 1971). L’attuale campione è tale Gerard Basset, che nonostante il nome è un baffuto e poco piacente signore inglese. Succede ad Andreas Larrson, svedese che i miei amici della Sanpellegrino conoscono fin troppo bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo con &lt;i&gt;Derrière&lt;/i&gt;, al 69 di Rue des Gravillers, nel Marais. E dato il quartiere sono portato a ritenere che ne' nome ne' numero civico possano ritenersi casuali.&lt;br /&gt;Cominciamo dal cibo perchè poi qui c'è parecchio da raccontare di contorno.&lt;br /&gt;Io sono stato su scelte leggere: un'insalatina al parmigiano e una tagliata di tonno. L'insalata era saporita e carnosa, il parmigiano stagionato perfettamente (se ve lo dico io ci potete credere), del tonno era giusta la cottura e sorprendentemente abbondante il piatto. Se invece siete per cucine più sostanziose vi tranquillizzo: sappiate che in questo posto ho visto anche gazzelle strafogarsi di ossobuco.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Bibiche&lt;/i&gt;&amp;nbsp;è&amp;nbsp;&lt;i&gt;super-branchè&lt;/i&gt;&amp;nbsp;quando vuole esserlo quindi, cucina a parte, questo è al momento uno dei posti che fanno tendenza a Parigi. O forse dovremmo dire che lo era, visto che ora lo conosco anch'io. Come diceva Groucho Marx: &lt;i&gt;"non vorrei mai far parte di un club che mi accettasse tra i suoi soci"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Al Derrière comunque ci si va per numerosi e disparati motivi. Nell'ordine, visto che in Italia ora pare vadano per la maggiore le liste:&lt;br /&gt;1. per cenare come se si fosse semplicemente invitati a casa di amici;&lt;br /&gt;2. per una partita a ping-pong coi riflessi appannati dopo un mojito per aperitivo e con l'intera cena e una bottiglia di rosso in corpo;&lt;br /&gt;3. per perdere la pallina tra le gambe di una coppia lesbo;&lt;br /&gt;4. per guardare di traverso sei ragazzetti&amp;nbsp;&lt;i&gt;omò&lt;/i&gt; che ti fanno spudoratamente i&lt;i&gt; raggi-X&lt;/i&gt; al piatto;&lt;br /&gt;5. per sfogliare riviste e copertine di &lt;i&gt;ellepì&lt;/i&gt; retrò;&lt;br /&gt;6. per ascoltare musica primi anni '80,&amp;nbsp;Clash e Rolling Stones su tutti.&amp;nbsp;(in questo momento&amp;nbsp;Parigi ha un debole insopportabilmente&amp;nbsp;&lt;i&gt;intellò&lt;/i&gt; per quel periodo);&lt;br /&gt;7. per dare un'occhiata annoiata alle ormai immancabili modelle;&lt;br /&gt;8. per ingannare il tempo nei bagni in comune;&lt;br /&gt;9. per fumare nel cortile di sassi&lt;br /&gt;10. per farsi &amp;nbsp;un &lt;i&gt;cognac&lt;/i&gt; nel &lt;i&gt;budoir&lt;/i&gt; che sta dietro la porta del finto armadio al primo piano.&lt;br /&gt;Per quanto non lo si possa definire esattamente un posto&amp;nbsp;a buon mercato il conto non è esageratissimo&amp;nbsp;e l'esperienza vale&amp;nbsp;comunque&amp;nbsp;la spesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao, alla prossima!&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; border-collapse: collapse; font-family: arial, sans-serif; font-size: small; line-height: 15px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-1928709779467745092?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/1928709779467745092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/11/paris-resto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1928709779467745092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1928709779467745092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/11/paris-resto.html' title='Paris Réstò'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TOK0jHQ1h8I/AAAAAAAAAns/ACzEHlSpnbw/s72-c/37663.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-1044032201771185115</id><published>2010-11-06T20:37:00.002+01:00</published><updated>2010-11-18T20:31:40.253+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amman'/><title type='text'>Cannibal surf babe</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TNWr5l_JWEI/AAAAAAAAAno/ADnLKIK2i3k/s1600/project2_.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TNWr5l_JWEI/AAAAAAAAAno/ADnLKIK2i3k/s320/project2_.jpg" width="315" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Passano dondolando come birilli donne giordane più larghe che lunghe nelle loro &lt;i&gt;abaya&lt;/i&gt; nere.&lt;br /&gt;Il pakistano qui davanti urla al cellulare, le parole gli si strofinano nelle guance&amp;nbsp;come Marlon Brando nel&amp;nbsp;&lt;i&gt;Padrino.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Businessmen&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Sauditi si muovono come fantasmi, abiti da sposa con la cavezza del cammello.&lt;br /&gt;Pellegrini per&lt;i&gt; Jeddah&lt;/i&gt; in accappatoio e asciugamano sembrano appena usciti dalla doccia.&lt;br /&gt;Qualche turista tedesco in pantaloncini corti sulle gambette secche.&lt;br /&gt;Arabi in giacca e cravatta sgranano rosari.&lt;br /&gt;Telefono e sono a casa, nella campagna cremasca.&lt;br /&gt;Poi a Parigi con un sorriso.&lt;br /&gt;Penso a capre e persone&amp;nbsp;sull'Appennino.&lt;br /&gt;Dal &lt;i&gt;blackberry&lt;/i&gt; mando una &lt;i&gt;mail&lt;/i&gt; al Cairo.&lt;br /&gt;Un &lt;i&gt;sms&lt;/i&gt; a Istanbul.&lt;br /&gt;Una &lt;i&gt;chat&lt;/i&gt; a Bangkok.&lt;br /&gt;Faccio gli auguri in Cina.&lt;br /&gt;Sono dappertutto e in nessun posto.&lt;br /&gt;Un estraneo con &lt;i&gt;ipod&lt;/i&gt; e cuffiette in un non-luogo che chiamano aeroporto.&lt;br /&gt;I &lt;i&gt;Marillon&lt;/i&gt; urlano &lt;i&gt;Cannibal Surf Babe&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Che venga&lt;i&gt; Prince&lt;/i&gt;, venga &lt;i&gt;A Case of You&lt;/i&gt; a portare pace.&lt;br /&gt;Vengano un sorriso e due occhi nocciola a darle un senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;(Auguri)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-1044032201771185115?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/1044032201771185115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/11/cannibal-surf-babe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1044032201771185115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1044032201771185115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/11/cannibal-surf-babe.html' title='Cannibal surf babe'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TNWr5l_JWEI/AAAAAAAAAno/ADnLKIK2i3k/s72-c/project2_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-3622288721128230762</id><published>2010-10-31T15:26:00.001+01:00</published><updated>2010-11-18T20:30:00.366+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beirut'/><title type='text'>La linea di fuoco</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TMSTQRHZAVI/AAAAAAAAAnk/njtyRms1ytg/s1600/1.1275038002.war-torn-holiday-inn-beirut.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TMSTQRHZAVI/AAAAAAAAAnk/njtyRms1ytg/s320/1.1275038002.war-torn-holiday-inn-beirut.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E' mattina presto, fa fresco.&amp;nbsp;Sono sceso da Al Ashrafieh camminando spedito fino alla vecchia linea del fuoco che oggi è una strada a doppia corsia a dividere il quartiere cristiano maronita da quello musulmano sciita.&amp;nbsp;Un uomo di una certa età cammina davanti a me&amp;nbsp;&amp;nbsp;nel suo completo grigio sdrucito,&amp;nbsp;con un passo alto da anziano e una pagnotta sotto il braccio. Si annuncia proprio una gran bella giornata, il fresco di Ottobre che finalmente torna dopo un estate che sembrava non finire mai, manco fosse rimasta impigliata tra i rami dei fichi o appicicata sull'asfalto, qui a Beirut.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento lontano un rumore, come eco di un ramo che si spezza. Mi aspetto quasi di vederlo cadere qui in mezzo alla strada tra la polvere e l'asfalto.&lt;br /&gt;Invece è il vecchio a andare giù. Proprio davanti a me, saranno si e no un cinque metri.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Sono schiacciato contro un muro freddo di piastrelle bianche nell'ingresso di una drogheria ancora chiusa. Rintanato, ranicchiato, accovacciato e non so bene come ci sono arrivato.&amp;nbsp;Per un attimo sono sparito anche a me stesso. Una frazione di secondo, le regioni più remote del cervello che prendono il sopravvento, l'istinto primordiale della fuga. E sono sparito. A quel tizio lassù che non ha avuto nemmeno il tempo di ricaricare. Sono scattato come una molla, come un animale, come &lt;i&gt;gattosilvestro&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vecchio è qui davanti, per strada. E' caduto dal marciapiede&amp;nbsp;a una decina di metri da dove sono ora.&lt;br /&gt;L'ha preso bene, preciso al ginocchio e gli deve aver fatto saltare l'articolazione. Fa il suo mestiere il tizio lassù. Non ha sparato per uccidere: lo pagano a teste, il primo colpo per immobilizzare. Come un ragno paralizza la sua vittima da viva e poi aspetta.&amp;nbsp;Che qualcuno si faccia vivo, esca per soccorrerlo. Lo chiama, lo vuole, un eroe o un incoscente per lui pari sono. Li aspetta per tirare giù anche loro. Per un franco tiratore un filotto può valere la giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso la strada è deserta. Un attimoe sono spariti tutti nei ripari. Anche i militari che stavano qui attorno con le loro carabine e i loro fucili mitragliatori ora si sono messi al coperto. Il vento muove le foglie di un fico. Per il resto la strada è deserta, nessun rumore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci ho capito granchè. Ero li che stavo camminando soprapensiero nella mattina e ora sto qui, la schiena contro il freddo liscio delle piastrelle. Cos'è successo? Da dove ha sparato? Ho sentito solo il ramo spezzarsi poi il vecchio andar giù. Ora è solo un completo grigio scuro, lungo e magro, mezzo raggomitolato per la strada con un ginocchio spappolato. Non parla, non urla, ne ha già viste e sa perfettamente cosa gli sta per succedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno esce, allora quello lassù spara ancora. Stavolta lo colpisce a un gomito. Gli spezza le articolazioni, deve fare un male cane. Cerca di chiamarci fuori dalle nostre tane, fa bene il suo mestiere il figlio di puttana.&amp;nbsp;Appena partito il colpo uno esce. Lo afferra per un braccio per trascinarlo via, dietro quale riparo non si capisce bene. Quello lassù si mette fretta per ricaricare e parte al volo un altro colpo. Deve aver sparato un po' di corsa perchè il proiettile striscia nell'asfalto, rimbalza e alza polvere.&amp;nbsp;Il soccorritore molla e sparisce in qualche tombino di fogna prima che l'altro possa ricaricare ancora e prendere meglio la mira. Il vecchio resta per strada, un inutile metro più in la, in una posizione altrettanto insensata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deve stare qualche parte là in alto, nei palazzi dall'altro lato della piazza.&amp;nbsp;Passa qualche altro minuto e ne vedo un paio correre fuori dai loro nascondigli, in fondo alla strada. Stanno bassi, corrono piegati, forse sono giù fuori tiro ma si prendono il rischio di altri dieci metri per mettersi definitivamente in salvo. Non vengono di qua, scappano lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri lunghissimi minuti di immobilità poi gli tira un altro colpo. Gli centra una coscia e gliela apre. Lo vedo benissimo, sarà a meno di dieci metri da me. Deve fare male, quello sa bene dove spara. Lo sa bene anche il vecchio lo vedo da come mi guarda, ne sono certo. Sa che sono qui, a dieci metri da lui, raggomitolato come un topo nel mio buco. Lo sa anche quell'altro, lo sa benissimo ed&amp;nbsp;è per questo che non lo finisce. Lo sta facendo fa per me, mi fa un lavoretto con firma e dedica, lo sta facendo lentamente a pezzi solo per i miei occhi, regolarmente, un colpo dopo l'altro. E' un richiamo suadente che mi invita per uscire:&lt;i&gt; "Vieni, non c'è pericolo per te, ce l'ho solo con questo vecchio, se esci non ti farò del male"&lt;/i&gt;. In questo momento non sta facendo a pezzi il vecchio, sta giocando con la mia testa, come uno psicoterapeuta del cazzo. Vuole tirarmi fuori e giocarsi il raddoppio, come Gerry Scotti a &lt;i&gt;chivuolessermilionario&lt;/i&gt;. Vuole la sua seconda testa, perchè a fine giornata li pagano a teste, quelli come lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo, da lontano finalmente vedo sbucare una camionetta corazzata. Lo vengono a prendere, il vecchio. I militari cominciano ad agitarsi dai loro nascondigli. Qualche grido. La camionetta l'ha vista&amp;nbsp;anche lui. Figurarsi se non l'ha vista: è nel posto migliore per dominare la piazza.&amp;nbsp;L'ha vista eccome, infatti il nuovo colpo gli centra lo stomaco. E' la sua mossa finale, la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire. E di cavarci ancora qualcosa da quel cazzo di vecchio.&amp;nbsp;Il blindato si avvicina, per un lunghissimo attimo penso &lt;i&gt;"adesso esco, lo vado a prendere, lo piglio per un braccio - quello ancora buono - e me lo trascino qui sotto, lo metto in salvo io a quel povero vecchio"&lt;/i&gt;. E sento il cuore che mi parte all'impazzata, l'adrenalina che mi schianta le vene e le gambe che mi tremano. Come se non potessero reggermi, come se d'improvviso avessi le gambette di un bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quinto colpo arriva dritto in testa. Banale: ovvio che un cecchino sappia perfettamente sparare. L'avrebbe potuta mettere subito li la sua boccia del punto se lo avesse voluto fare subito.&amp;nbsp;Gli avrebbe fatto un favore, al vecchio. Il vecchio che non ha mi gridato,&amp;nbsp;non ha mai parlato,&amp;nbsp;non ha mai aperto bocca. Sapeva perfettamente fin dall'inizio come sarebbero andate le cose.&amp;nbsp;Peccato. Peccato perche la camionetta adesso era davvero vicina, ancora una manciata di secondi e si sarebbe messa in mezzo, sulla &amp;nbsp;linea di tiro. Lo avrebbe coperto, i militari sarebbero usciti e lo avrebbeo portato in salvo. Forse sarei uscito e gli avrei dato una mano anch'io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece i soldati arrivano adesso, a portare via me. Che esco e mi metto in salvo&amp;nbsp;dietro al blindato&amp;nbsp;in mezzo a loro.&amp;nbsp;Ora lo andranno a cercare il cecchino, saliranno per stanarlo anche se molto probabilmente lui se ne sarà già andato da qualche uscita posteriore. Si sarà studiato la sua via di fuga per le terrazze sul retro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono salvo, dite a casa che sto bene, ricordo soltanto un vecchio per terra, disarticolato, con una pagnotta sottobraccio e un buco rosso al posto della testa.&amp;nbsp;E la brezza di mare che gioca tra le foglie dei fichi, qui&amp;nbsp;a Beirut.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-3622288721128230762?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/3622288721128230762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/10/la-linea-di-fuoco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/3622288721128230762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/3622288721128230762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/10/la-linea-di-fuoco.html' title='La linea di fuoco'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TMSTQRHZAVI/AAAAAAAAAnk/njtyRms1ytg/s72-c/1.1275038002.war-torn-holiday-inn-beirut.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-6474886550859768104</id><published>2010-10-16T07:10:00.000+02:00</published><updated>2010-10-16T07:10:16.736+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><title type='text'>Target, il bersaglio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TLfyn-Tk3WI/AAAAAAAAAng/je8G8vGTDdo/s1600/129310758_71b7e0abed.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TLfyn-Tk3WI/AAAAAAAAAng/je8G8vGTDdo/s320/129310758_71b7e0abed.jpg" width="295" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Vive in centro città, a Shobra, vicino alla stazione degli autobus. Ha poco più di trent'anni e quasi cinque figli.&amp;nbsp;Lei non lavora, si dedica ai bambini.&amp;nbsp;Suo marito è impiegato statale, i soldi non bastano mai. Nel pomeriggio&amp;nbsp;si incontra con le amiche e chiaccherano fino a che i figli tornano da scuola e gli uomini dal lavoro. La sera guarda la tivù. Ha fatto le superiori e aveva anche iniziato l'università, andava bene e avrebbe trovato un impiego. Poi si è sposata e le è stato chiesto di restare a casa, anche se non se lo possono permettere, per i bambini.&lt;br /&gt;....&lt;br /&gt;Bang!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6474886550859768104?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6474886550859768104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/10/target-il-bersaglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6474886550859768104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6474886550859768104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/10/target-il-bersaglio.html' title='Target, il bersaglio'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TLfyn-Tk3WI/AAAAAAAAAng/je8G8vGTDdo/s72-c/129310758_71b7e0abed.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-5513036212124679976</id><published>2010-10-08T08:29:00.008+02:00</published><updated>2010-10-09T20:00:34.861+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Ancora, al Cairo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TK64tf3FYWI/AAAAAAAAAnY/xHbW-yJZfWU/s1600/Cairo_Traffic-01s.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TK64tf3FYWI/AAAAAAAAAnY/xHbW-yJZfWU/s320/Cairo_Traffic-01s.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Forse perché quando sei in tangenziale, c’è la partita Egitto-Tunisia e una coda interminabile si può fare semplicemente inversione a U e tornare tutti indietro in contromano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche perché le centoventisette scassate mi ricordano la mia infanzia, quando con Luigi stavano sul ciglio della strada provinciale a vedere le auto che passavano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure perché se sei in giro in quattro e una carriola potete prendere tutti e cinque uno di quei taxi centoventotto bianche e nere, la carriola sul tetto. A meno che lassù non ci voglia salire qualcun altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo perché anche in centro il Cairo resta una delle città più fatiscenti al mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre perché non mi faccio mai mancare l’&lt;i&gt;hummus con carne&lt;/i&gt;&amp;nbsp;del&amp;nbsp;&lt;i&gt;Sabaya&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse perché se vuoi un panino mal imbottito, mal servito in un bar mal curato da un cameriere svogliato allora sei capitato nel posto giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche perché l’unica altra auto in tangenziale alle cinque del mattino, una giappocoreana indistinta &lt;i&gt;Yundai Kia Honda Toyota&lt;/i&gt;, ti strombazza in sorpasso a destra anche se la strada è tutta vuota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure perché al nuovo terminale dell’aeroporto gli annunci col sottofondo musicale che varia a seconda della destinazione sono deliziosamente &lt;i&gt;trash-chich&lt;/i&gt;. Per Parigi c’era “&lt;i&gt;La Vie En Rose&lt;/i&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, perché stavolta me la sono cavata soltanto con nausea e cefalea, senza provare le forze &lt;i&gt;ying&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;yang,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;quelle &lt;i&gt;dall’alto verso il basso&lt;/i&gt; e le altre &lt;i&gt;dal basso verso l’alto&lt;/i&gt;, come diceva il mago Oronzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;O semplicemente perchè vorrei saper scrivere anch'io&amp;nbsp;&lt;i&gt;un testo dove la bocca e lo stomaco ridono ma il cervello è al lavoro&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;Ringraziamenti:&lt;br /&gt;Citazione finale dalla postfazione di Giorgio Gallione a “La Lunga Notte del Dottor Galvan” di Daniel Pennac.&lt;br /&gt;Incipit ispirati dai Baustelle in http://www.youtube.com/watch?v=ocyU_DLaa1k.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;"Forse perché non le piace la gente o quella festa che ha dentro di se quando vorrebbe la tranquillità (...)&lt;br /&gt;Anche perchè molto probabilmente è stanca o non ce la fa neanche un pò a essere uno da TSO (...)&lt;br /&gt;Certo perchè non le importa più niente del freddo forte che fa nella città (...)&lt;br /&gt;Forse perchè quello che lei voleva era una vita da star Milano style, come credete che si sentirà adesso? (...)"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-5513036212124679976?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/5513036212124679976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/10/ancora-al-cairo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5513036212124679976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5513036212124679976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/10/ancora-al-cairo.html' title='Ancora, al Cairo'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TK64tf3FYWI/AAAAAAAAAnY/xHbW-yJZfWU/s72-c/Cairo_Traffic-01s.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-3062100815644743079</id><published>2010-09-11T20:46:00.004+02:00</published><updated>2010-09-11T20:58:58.511+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Colonne Sonore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Un bagno di sangue</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-f0d0404a775906b4" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v15.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3Df0d0404a775906b4%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331455469%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D42C4B78A2B4F346E1C55D1726678C8BF79F10149.859800B22C35E64A374451A03EDE32F63E2261DE%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Df0d0404a775906b4%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DChLXzbQ4MujEwEFNUVIa52AKwDU&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v15.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3Df0d0404a775906b4%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331455469%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D42C4B78A2B4F346E1C55D1726678C8BF79F10149.859800B22C35E64A374451A03EDE32F63E2261DE%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Df0d0404a775906b4%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DChLXzbQ4MujEwEFNUVIa52AKwDU&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Louis Collins tornò dal suo viaggio a ovest e la piccola Delia non c'era più. Se l'erano presa gli angeli. Louis pensò a come può essere triste questa vita, dove qualcuno se ne va proprio mentre qualcun'altro arriva. Ma gli angeli ormai se l'erano portata via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si seppe in giro che la piccola Delia era morta tutti vollero vestirsi di rosso per lei. Louis scese in città a comprarsi degli abiti nuovi e farsi splendida rosa per la sua Delia. Ma gli angeli si portarono via anche lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si era appena comprato un cappello, uno bellissimo Stetson da cinque dollari color rosso sangue di bue quando Stacker Lee gli sparò a bruciapelo alla nuca. 'Non essere triste Louis: ti mando dalla tua Delia, così non la dovrai più lasciar sola', gli disse Stacker mentre premeva il grilletto. E gli angeli se lo portarono via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice era un duro, si chiamava Billy Lyon. Gli disse: 'Sei sempre stato uno stronzo Stack, stavolta ti appendo fino a che non verranno gli angeli a tirati giù'. Più tardi, quando il secondino gli chiese "Cosa c'è che non va in te?", Stack gli rispose: 'Ho mandato Louis a raggiungere la sua Delia tra gli angeli del cielo'.&amp;nbsp;E gli angeli scesero a pigliarsi pure Stacker Lee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li seppellirono tutti e tre nel piccolo cimitero dietro la chiesa: la piccola Delia in mezzo, Louis dalla parte della testa e Stacker Lee ai piedi. Sulla tomba di Delia crebbe un roseto, su quella di Louis una meravigliosa rosa rossa. Mentre sopra a Stacker Lee c'era solo il suo fantasma, una piccola ombra fredda che tremava come una fiammella nelle notti umide di nebbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora guardo il cielo sopra ai tetti e dentro di me penso "Speriamo che sia tutta una storia, speriamo che non sia vero, speriamo che quel Dio che li avrebbe dovuti proteggere non sia lo stesso che protegge anche noi. Perchè alla fine quei tre se li sono presi tutti gli angeli'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;_____________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;'Scrivere di musica è come ballare di architettura'&lt;/i&gt;, diceva il vecchio Frank Zappa e citava qualche tempo fa un'altra personcina che per come ha fatta la testa potrebbe anche essere sua lontana parente. Probabilmente avevano entrambi ragione ma da un po' di tempo mi frullava in testa questa idea di trasformare una canzone in un racconto. Un racconto breve, ovviamente. Senza interpretazioni, senza tagli e senza sensazioni: semplicemente scrivere la storia. Apparentemente solo un esercizio di riscrittura. Solo che non è stato per niente facile: mi ci sono voluti parecchio tempo e innumerevoli riletture perchè mentre scrivi la musica e le rime ti rimbalzano in testa, strumenti molto potenti nella memoria che ti raggiungono anche quando &amp;nbsp;vorresti e fai fatica a raccontare liberamente.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Questa canzone è un pezzo tradizionale americano, &lt;i&gt;"Folk bloodbath"&lt;/i&gt; in italiano suonerebbe più o meno &lt;i&gt;'bagno di sangue'&lt;/i&gt;: titolo di buon auspicio e comunque meglio di molti altri, quindi l'ho tenuto.&amp;nbsp;E' una ballata scritta nel (millenovecento)&lt;i&gt;ventotto&lt;/i&gt; da &lt;i&gt;Mississippi John Hurt&lt;/i&gt;, io ho usato un&amp;nbsp;riadattamento recente di &lt;i&gt;Josh Ritter&lt;/i&gt;. Dopo decenni avanti e indietro per le strade d'America questi classici iniziano a cambiare un po' la storia da versione a versione. Quella originale di Mississippi Hurt in effetti parlava solo di una signora Collins disperata per il suo Louis morto ammazzato da tali Bob e John. Mentre Stagger Lee - o Stack O'Lee - dal canto suo era&amp;nbsp;in effetti&amp;nbsp;fin dal principio uno stronzo, stava in un'altra canzone e finiva sulla forca per aver fatto fuori un certo Billy de Lyon che aveva tentato di fregargli un cappello Stetson da cinque dollari. Lo aveva freddato senza pietà, nononstante il de Lyon lo implorasse di risparmiarlo che teneva moglie e due bambini piccoli. Nella versione di Ritter che io ho ripreso, Billy Lyon fa il giudice e una cinquantina abbondante di anni dopo si vendica (la vendetta, si sa, è un piatto che va gustato freddo, un po' come il &lt;i&gt;gazpacho&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non si fosse ancora capito ho un certo debole per quella musica dell'america profonda che chiamano &lt;i&gt;independent &lt;/i&gt;o&amp;nbsp;&lt;i&gt;alternative&lt;/i&gt; o ancora &lt;i&gt;alt-country&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;Secondo me è semplicemente il country come lo si suona negli anni duemila. Il fatto che mi piaccia così tanto dipende probabilmente dal posto da cui vengo: pianure di nebbia, stalle, maiali e zanzare, tra odore di fieno e umido dei fossi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Mississippi John Hurt&lt;/i&gt; era un ex bracciante agricolo, ex operaio delle ferrovie e ex chissà quant'altro di&lt;i&gt; Avalon.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Nel &lt;i&gt;Mississippi&lt;/i&gt; per l'appunto. Uno che cantava alle feste in campagna pizzicando una chitarra con una voce a metà tra un parlato e un sospiro. Incise due o tre dischi alla fine degli anni venti poi se lo prese la Grande Depressione e tornò a fare l'operaio. Lo riscoprirono cinquant'anni dopo, con il &lt;i&gt;country-rock&lt;/i&gt; che per evitare un capolinea cercava le sue radici. Il disco di &lt;i&gt;Josh Ritter&lt;/i&gt;&amp;nbsp;invece è del 2010 e si intitola &lt;i&gt;'So Runs the World Away':&amp;nbsp;'Così va il mondo'&lt;/i&gt;, a sua volta citazione di un verso di Shakespeare nell'Amleto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mississippi John Hurt se lo sono preso gli angeli nel &lt;i&gt;sessantasei&lt;/i&gt;, Josh Ritter invece per adesso c'è ancora (e in questo momento penso si stia dando una bella grattata di coglioni).&amp;nbsp;Ah, quasi dimenticavo: Mississippi John Hurt era nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco i pezzi:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=N6s0ejQElUg&amp;amp;feature=related"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=N6s0ejQElUg&amp;amp;feature=related&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=_5v8Qob8Ylg&amp;amp;feature=related"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=_5v8Qob8Ylg&amp;amp;feature=related&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-3062100815644743079?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/3062100815644743079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/09/un-bagno-di-sangue.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/3062100815644743079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/3062100815644743079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/09/un-bagno-di-sangue.html' title='Un bagno di sangue'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-3032061760472246970</id><published>2010-09-09T09:31:00.002+02:00</published><updated>2010-09-09T16:34:11.535+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Eid Mubarak</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Assalamu alaikhum. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;On this happy occasion of Eid, may Allah bless us all with happiness and answer all our prayers.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-eb088ad020633ec6" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v1.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Deb088ad020633ec6%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331455469%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5E1CDBD362D13D02E145AF4A0CD34D6FE1F1F9DA.7E94420EA4089E8AC43233ECF59B648719BC94C%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Deb088ad020633ec6%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DFjTse-UoXDBDWbU5N6rXxzd4oJI&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v1.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Deb088ad020633ec6%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331455469%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5E1CDBD362D13D02E145AF4A0CD34D6FE1F1F9DA.7E94420EA4089E8AC43233ECF59B648719BC94C%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Deb088ad020633ec6%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DFjTse-UoXDBDWbU5N6rXxzd4oJI&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;(Wadi Hatta, Settembre 2010)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;div style="font-style: normal; text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Oggi inizia&amp;nbsp;&lt;em&gt;Eid al Fitr&lt;/em&gt;, si celebra la fine del&amp;nbsp;&lt;em&gt;Ramadan&lt;/em&gt;, il mese di digiuno. Diciamo che molto molto a grandi linee, come impatto emotivo, e' un po' come se fosse Natale.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Quindi,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Eid Mubarak&lt;/em&gt;&amp;nbsp;a tutti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-3032061760472246970?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/3032061760472246970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/09/eid-mubarak.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sardegna'/><title type='text'>Ch'io ebbi a divenir del mondo esperto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-8038d9043c0ebcbe" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;de' remi facemmo ali al folle volo,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;sempre acquistando dal lato mancino.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;Tutte le stelle già de l'altro polo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;vedea la notte e 'l nostro tanto basso,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;che non surgea fuor del marin suolo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;Cinque volte racceso e tante casso&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;lo lume era di sotto da la luna,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;quando n'apparve una montagna, bruna&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;per la distanza, e parvemi alta tanto&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;quanto veduta non avea alcuna.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;ché de la nova terra un turbo nacque,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;e percosse del legno il primo canto.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;Tre volte il fé girar con tutte l'acque;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;a la quarta levar la poppa in suso&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;e la prora ire in giù, com'altrui piacque,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;infin che 'l mar fu sovra noi richiuso»&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;(Divina Commedia, Inferno, Canto 26)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-3158474208128979274?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/3158474208128979274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/09/chio-ebbi-divenir-del-mondo-esperto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/3158474208128979274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/3158474208128979274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/09/chio-ebbi-divenir-del-mondo-esperto.html' title='Ch&apos;io ebbi a divenir del mondo esperto'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' 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class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6671379633696049788?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6671379633696049788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/09/into-wild.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6671379633696049788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6671379633696049788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/09/into-wild.html' title='Into the Wild'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-259382598847631975</id><published>2010-08-22T18:55:00.002+02:00</published><updated>2010-08-23T20:56:43.650+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Canada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Colonne Sonore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Powderfinger</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TG7r_mNLljI/AAAAAAAAAm8/uqGjUwdX7h8/s1600/Elliston+-+Root+Cellars+II.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TG7r_mNLljI/AAAAAAAAAm8/uqGjUwdX7h8/s320/Elliston+-+Root+Cellars+II.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"Look out, Mama, there's a white boat comin' up the river"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Giusto un accordo in Sol maggiore e la prima strofa arriva.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Come la corrente di un fiume che provoca un piccolo smottamento agli argini che poi diventerà una frana.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Come il proiettile che sta per vedere e non potrà fermare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Comincia così, e capisci subito come andrà a finire: m&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;ale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Bell'intuito, il cantastorie con quella sua voce nasale te lo sta dicendo chiaro che quella barca non viene a consegnare la posta, i vestiti della tintoria o il pane fresco.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"I think you'd better call John 'cause it don't look like they're here to deliver"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;E parte un riff di chitarra. Un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;ritornello semplice che sembra arrivare da&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;qualche mazurchetta delle feste nei prati. &lt;i&gt;Powderfinger &lt;/i&gt;è un pezzo semplice di voce e di chitarra, è bella&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;così: strofa e riff, strofa e riff, e&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;ponte con l'assolo.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Young è canadese e nella sua musica ci sono prati, laghi, &amp;nbsp;brughiere e praterie; forse è per questo che piace tanto a noi topi di campagna.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Viene giù naturale, scorre come il fiume. E' un racconto che finirà male ma intanto ti fa sentire bene, c'è un senso profondo di serenità in questa classica storia country and western di un giovanotto che muore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"Daddy's gone, my brother's out hunting in the mountains&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Big John's been drinking since the river took Emmy-Lou"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Nella seconda parte la strofa va in tono minore, in si minore per la precisione, che è una chiave bellissima e triste. Il ragazzo non ha un nome, e in questo modo diventa un po' ognuno di noi, quando abbiamo vent'anni. E il buon Neil qui ci fa una mezza&amp;nbsp;carneficina: Emmy-Lou se l'è presa il fiume, Big John è alcolizzato, il padre se ne è andato e il ragazzo quando ha visto la barca ha pensato bene di chiamare&amp;nbsp;&lt;/span&gt;sua madre. Anche se si capisce che lei non lo potrà aiutare e servirà giusto a farle vedere suo figlio che muore, poveretta. Daltronde te lo dice in anticipo,&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;niente sorprese, come in ogni tragedia che si rispetti. Siamo dei professionisti, funziona così fin dai tempi degli antichi greci: tu sai benissimo come andrà a finire e il gioco è sfogliare le pagine per arrivarci. &lt;i&gt;Powderfinger&lt;/i&gt;&amp;nbsp;è attesa, di quello che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;sta&amp;nbsp;inevitabilmente&amp;nbsp;per succedere.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;"And I just turned twenty-two, I was wonderin' what to do&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;And the closer they got, the more those feelings grew."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;L'assolo sembra poter fermare il tempo, fermare il fiume che scorre inesorabile e porta la barca si sempre più vicina.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;E' un tema talmente bello che ci distrae. In fondo tutti noi vorremmo distrarci da quello che sta per accadere, illuderci che non accadrà anche se sappiamo bene che deve accadere. E' l'ultimo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;intervallo, l'ultimo attimo di felicità poi suona la campanella, &lt;/span&gt;il solito riff rientra&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;e quelli&amp;nbsp;&lt;/span&gt;si sono fatti ancora piuù vicini, stanno arrivando laggiù lungo il fiume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;"when the first shot hit the docks I saw it comin'&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Raised my rifle to my eye, never stopped to wonder why.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Then I saw black and my face splashed in the sky."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Lui racconta m&lt;/span&gt;a è morto, racconta da&amp;nbsp;morto, descrive precisamente ogni dettaglio come in una scena al rallentatore, un&amp;nbsp;lungo &lt;i&gt;piano-sequenza&lt;/i&gt; dove lui alza il fucile, la camera segue il mirino fino al battello sul fiume, dalla barca sparano la camera torna indietro con il proiettile, lo precede e torna a lui che lo vede arrivare e capisce...&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;L'assolo ritorna, sa di umido del fiume, di puzza di bruciato e di polvere da sparo. E' il &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;silenzio che è sceso ora sul ponte ed è&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;il vento che passa tra le canne e nell'erba alta nei prati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;La macchina da presa sale come un'anima che sale al cielo. E prega, chiede perdono per se, per la sua incoscenza e domanda riparo e protezione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"Shelter me from the powder and the finger"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Chiede pietà per tutto quello che ha fatto e soprattutto per quello che non ha potuto fare. C&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;ome un epitaffio inciso a punta di coltello sul legno, una lapide &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;che probabilmente non avrà mai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;"Think of me as one you'd never figured would fade away so young"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il riff stavolta è tronco e&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;non è un caso.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;La canzone finisce i&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;mprovvisa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Così.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Powderfinger&lt;/i&gt; è una storia tragica, di quelle che &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;ai cantastorie di frontiera&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;piace &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;raccontare. E'&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;un pezzo epico&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;, la chitarra passa tutto il tempo su quattro accordi, massimo cinque e un basso, una batteria e la seconda chitarra stanno li giusto per accompagnamento. Il riff è uno dei più semplici di tutta la storia del rock, lo so quasi fare anch'io, e l'emozione è tutta costruita nel testo. In poche frasi scorre tutta una vita, un mondo di frontiera che non esiste più, fermati nell'istante esatto in cui se ne stanno andando.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Quando la scrisse nel '75&amp;nbsp;Neil Young&amp;nbsp;era un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;giovane&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;cantautore canadese dai capelli lunghi che sembrava l'adesivo dell'hippy di schiena con la chitarra che si attaccava dietro alle &lt;i&gt;Dyane&lt;/i&gt; e alle &lt;i&gt;Due Cavalli&lt;/i&gt; all'inizio degli anni '80 (e in effetti anche lui, l'adesivo, apparteneva ormai a un mondo che stava finendo). La scrisse per il&amp;nbsp;prossimo album dei&amp;nbsp;&lt;i&gt;Lynyrd Skynyrd&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;e la spedì al suo amico &lt;i&gt;Ronnie Van Zandt &lt;/i&gt;in settembre.&amp;nbsp;E Ronnie volle metterci del suo: Ronnie non la incise mai perchè si schiantò in aereo un mese dopo, nell'Ottobre di quell'ormai lontano 1975.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Peccato per Ronnie, perchè &lt;i&gt;Powderfinger&lt;/i&gt; era un capolavoro. Infatti passerà alla storia quando due anni dopo Neil la metterà in un disco epocale -&amp;nbsp;&lt;i&gt;Rust Never Sleep -,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;partirà in &lt;i&gt;tour&lt;/i&gt; con i suoi&amp;nbsp;&lt;i&gt;Crazy Horse&lt;/i&gt; e ne farà un classico immortale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; line-height: 19px;"&gt;Buon ascolto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=FMvjfBdeiKw&amp;amp;NR=1"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=FMvjfBdeiKw&amp;amp;NR=1&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-259382598847631975?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/259382598847631975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/08/powderfinger.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/259382598847631975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/259382598847631975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/08/powderfinger.html' title='Powderfinger'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TG7r_mNLljI/AAAAAAAAAm8/uqGjUwdX7h8/s72-c/Elliston+-+Root+Cellars+II.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-9092978596631086904</id><published>2010-08-19T22:52:00.001+02:00</published><updated>2010-08-19T23:01:58.212+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beirut'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Il fico di Beirut</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #666666; font-family: 'Helvetic Neue', Arial, Helvetica, Tahoma, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 19px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TG2ZHrayfkI/AAAAAAAAAm0/S_gtEf1qSTo/s1600/fig_january_9_2009_10.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TG2ZHrayfkI/AAAAAAAAAm0/S_gtEf1qSTo/s320/fig_january_9_2009_10.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il fico è una pianta che si accontenta di poco, cresce un po' dappertutto, è praticamente &amp;nbsp;infestante e senza bisogno di troppe cure si carica di frutti. Quello di casa mia in campagna sfama quattro o cinque famiglie di umani, due cani, un numero imprecisato di volatili. E poi ne avanzano ancora, di fichi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il mio ricordo di Beirut è un fico, un albero che ricresce. Il primo essere vivente a ripopolare uno slargo coperto di macerie, probabilmente un fabbricato nella sua vita precedente, prima dei missili e dell'ultima guerra. Questo fico cresce in attesa di essere cancellato con la ricostruzione e poi magari ricrescere ancora, dopo la prossima guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Beirut città strana, di mare e di montagna, di movida furiosa ed estremismi islamici, di belle donne (spesso rifatte) e personaggi impresentabili, storico avamposto cristiano e masse musulmane che crescono, decine di etnie e religioni diverse che bene o male convivono, milioni di libanesi emigrati. Libanesi che stanno agli Arabi un po' come gli Italiani stanno all'Occidente: paese piccolo, brava gente un po' caciarona in giro il mondo, piccoli cialtroni ai quali dicono di tutto ma in fondo nessuno vuole davvero male.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Di Beirut&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;non sapevo cosa scrivere.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;Ci sono stato tempo fa e ci tornerò a breve ma non mi veniva niente, a parte quel fico e l'hotel sforacchiato di proiettili che ormai è diventato un'attrazione turistica e non lo mettono a posto perchè va bene così.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Poi ieri ho trovato un bell'articolo di Ugo Tramballi sul Sole 24 Ore online e mi è venuta in mente questa introduzione. I passi più interessanti dell'aticolo ve li scrivo qui sotto, non lo riporto integralmente per evidenti questioni di copyrights. Ho cercato di sintetizzarlo rispettando il suo pensiero e la mia sensibilità, ho usato parentesi e puntini per segnalare dove ho tagliato e le pochissime aggiunte che ho fatto per ricostruire il senso. Spero sia leggibile e sporattutto spero che Tramballi non si incazzi...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Eccolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt; D'improvviso i grandi alberghi sulla corniche si sono (...) riempiti. "Les accrochages" alla frontiera con Israele, come chiamano con levità i libanesi tutti gli scontri a fuoco, hanno provocato solo un rapido moto di sopracciglio. Poi tutti in barca, nei ristoranti della costa e della montagna che la domina, nei negozi eleganti. Come gli abitanti della città, nemmeno i benestanti di ogni emirato del Golfo venuti a passare l'estate a Beirut hanno pensato al peggio. Nessuno ha creduto alla guerra e (...) i soldi da spendere a Beirut (sono) illimitati.&amp;nbsp;(..) Il Centre Ville ricostruito da Rafik Hariri - la sua grande eredità lasciata al Libano insieme all'aeroporto - sembra esausto. Anche quest'anno &amp;nbsp;(...) la stagione è abbondantemente salva.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;(...)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;I libanesi, o meglio certi libanesi, si stanno arricchendo tanto quanto Hezbollah si sta rafforzando politicamente e militarmente. E il pericolo che il potere del secondo rappresenta per la stabilità del paese non ferma i primi dall'investire e dal guadagnare. (...)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Il 2010 è solo arrivato ad agosto e le transazioni sono aumentate del 39,5%. (...) Sono soldi in gran parte dei libanesi espatriati. (...), i grandi mercanti in Africa, i professionisti in Europa e America. Più del 40% dei medici laureati in Libano negli ultimi 40 anni praticano negli Usa. Lavorano all'estero e si fanno la casa in Libano.&amp;nbsp;Si costruisce in ogni quartiere di Beirut, ad Ashrafiye maronita, a Verdun sunnita, nella periferia meridionale sciita. Di spazio non ce n'è molto. A volte si radono al suolo ville antiche e bellissime (per fare spazio a) decine di grattacieli anonimi, alcuni (...) appena finiti, altri in costruzione (che) stanno cambiando il profilo della città. Per la prima volta Beirut incomincia a sembrare brutta, il suo caos distruttivo e costruttivo sta perdendo fascino.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Questa smodatezza in un senso e nell'altro è una forma di follia. Perché se nessuno ha creduto che lo scontro alla frontiera potesse rovinare l'estate, tutti sono convinti che presto o tardi la guerra ci sarà. Fra i cristiani nelle fresche serate di Brumana, una balconata sopra le luci della rada di Beirut; fra la borghesia sunnita e i pochi sciiti laici, nel profumo di narghilè e salsedine di Ain el Mraisseh, le discussioni sono solo sulla guerra. «Scoppierà, secondo lei?», (...) È una domanda retorica (...) le dita sono quelle che premeranno un'altra volta il grilletto, la mano è la solita: quella di Israele, dell'Iran, della Siria, (...) di Ezbollah.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;(In un paese con 17 confessioni e molti sponsor internazionali)&amp;nbsp;le stagioni politiche non durano mai a lungo e quella (degli accordi) di Doha (di due anni fa) si sta rapidamente logorando. (...) Hezbollah (...) ormai ha un'agenda sua, scritta più con gli iraniani che con i siriani (...) il campo sta raggiungendo un altro punto di rottura.&amp;nbsp;Perché il Libano dovrebbe interrompere una ricostruzione così ricca? Perché qui l'economia non è mai stato un deterrente, perché dopo una distruzione c'è sempre una ricostruzione. E perché le estati libanesi non sono per tutti. Lo 0,5% della popolazione possiede il 45% dei risparmi bancari, mentre il 28% vive con 4 dollari al giorno. I medici praticano all'estero ma la metà dei libanesi non ha copertura sanitaria. I poveri sono sempre le prime e a volte entusiaste reclute di una guerra.&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;"Beirut si arricchisce aspettando la prossima guerra"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Articolo di Ugo Tramballi, dal Sole 24 Ore online di mercoledì 18 agosto 2010&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-08-18/beirut-arricchisce-aspettando-prossima-085523.shtml?uuid=AYd34iHC&amp;amp;fromSearch"&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-08-18/beirut-arricchisce-aspettando-prossima-085523.shtml?uuid=AYd34iHC&amp;amp;fromSearch&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;Nota: quello nella foto non è il vero fico di Beirut, ma rende abbastanza l'idea.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-9092978596631086904?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/9092978596631086904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/08/il-fico-di-beirut.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/9092978596631086904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/9092978596631086904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/08/il-fico-di-beirut.html' title='Il fico di Beirut'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TG2ZHrayfkI/AAAAAAAAAm0/S_gtEf1qSTo/s72-c/fig_january_9_2009_10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-7645050401291919503</id><published>2010-07-28T19:01:00.004+02:00</published><updated>2010-09-07T19:43:58.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beijing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cina'/><title type='text'>Panza all’aria!</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-a123d6eaa328cb4a" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v24.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3Da123d6eaa328cb4a%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331455469%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D297E96A2D84CE0F48F2AB023C156403FE77ED98.784FE7A79B1F42E1256DC987DCCFEECB36298B3A%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Da123d6eaa328cb4a%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DD0dhjVx2wMxsUrbFWVhWTVE1UpY&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v24.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3Da123d6eaa328cb4a%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331455469%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D297E96A2D84CE0F48F2AB023C156403FE77ED98.784FE7A79B1F42E1256DC987DCCFEECB36298B3A%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Da123d6eaa328cb4a%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DD0dhjVx2wMxsUrbFWVhWTVE1UpY&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pechino è grande, molto grande: se non ti fermi almeno una settimana allora vedi solo le canottiere con le panze all’aria, senti gli odori di tombino, ascolti il suono intorcigliato della lingua, assaggi i ravioli cinesi, resti fuori dalla città proibita e sfiori i laghi degli imperatori.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al banco del fresco del Carrefour Pechino puoi trovare squaletti, tartarughe e serpenti.... vivi! I cinesi sanno apprezzare un ingrediente di giornata e li tengono nelle vasche come le aragoste.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se chiudi gli occhi, ti addormenti e ti capita di risvegliarti in periferia – una periferia carina di una qualsiasi città del mondo a metà strada tra polo ed equatore - potresti essere a San Donato, a Levallois Perret o da qualche parte in Svizzera che è periferia per antonomasia (perché ovunque ti trovi in Svizzera, anche nel centro di Berna, ti sembra sempre di stare nella periferia di qualche altro posto).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il tempo a Pechino è estremo: piove a dirotto o caldo umido, coltre di di neve o stellate a venti sottozero. Il meteo di Shanghai è come quello di un’immensa zona industriale: capannoni nuvolosi e automobilisti grigi che minacciano sempre ma non piovono mai. Da queste parti la Cina fa un po’ casa, bruttina e insignificante quanto l’adorata pianura padana. Mi stupisco che non ci facciano il grana come a Soresina.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma come è possibile che anche stasera replichi l’antipasto di meduse per cena? E' che sono così gentili che non riesco proprio a deluderli, per quanto quella specie di gomma che sa di aglio e aceto non sia esattamente il mio piatto preferito. Però ammetto che il dongpo, lo stufato di pancettone cotto nel vino con tanto di pelle del porco, non mi è dispiaciuto affatto (penso piacerebbe anche a papà).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E’ bello chiaccherare di cibo coi cinesi, sono degli appassionati: spiedini di scorpione, fritture di stelle marine , ristoranti di insetti (costosissimi), coniglio arrosto (alle ragazze piace rosicchiarne la testa), cervelli di scimmia (a cranio aperto e con la legittima proprietaria ancora viva) e dulcis in fundo il piatto dai tre suoni: un topino neonato implume che squittisce quando lo prendi con le bacchette e lo rifà quando lo immergi nel brodo bollente. Il terzo suono dicono lo farai direttamente tu, quando lo metterai in bocca.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ah… la Cina!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(Beijin, Tianjin, Shanghai - Luglio 2010)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;xM, goodluck&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-7645050401291919503?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/7645050401291919503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/panza-allaria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7645050401291919503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7645050401291919503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/panza-allaria.html' title='Panza all’aria!'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-4236904737133900344</id><published>2010-07-24T19:22:00.000+02:00</published><updated>2010-07-24T19:22:43.555+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><title type='text'>Il Cairo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TEsgjCYh_ZI/AAAAAAAAAms/FMsiRLLjdQA/s1600/The+Nile+at+Cairo+2010.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TEsgjCYh_ZI/AAAAAAAAAms/FMsiRLLjdQA/s320/The+Nile+at+Cairo+2010.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Orde di bambini alla fine delle scuole,&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;una marea di gatti pulciosi,&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;hijab &lt;/i&gt;indossati come da noi si vota Lega,&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;volti perfetti per un film di Fellini,&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Ritmo, Centoventisette, Centoventotto e Centotrentuno&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;tramonti inconfondibili sulle sue case basse&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;e il Nilo che da sempre scorre tiepido quando arriva la sera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;(Il Cairo, giugno 2010)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-4236904737133900344?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/4236904737133900344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/il-cairo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4236904737133900344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4236904737133900344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/il-cairo.html' title='Il Cairo'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TEsgjCYh_ZI/AAAAAAAAAms/FMsiRLLjdQA/s72-c/The+Nile+at+Cairo+2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-8835252431960002929</id><published>2010-07-21T21:03:00.001+02:00</published><updated>2010-07-21T21:03:19.925+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Cose...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TEdDXcA8XPI/AAAAAAAAAmU/bwuEG8TH_M8/s1600/I+topi+nel+deserto+ad+Aprile+2009.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TEdDXcA8XPI/AAAAAAAAAmU/bwuEG8TH_M8/s320/I+topi+nel+deserto+ad+Aprile+2009.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ci sono cose che spiegano altre cose. E quando ogni tanto mi trovo a chiedermi cosa m'ha spinto fin quaggiù, a cinquemila chilometri dal mio caro padre, dalla mia famiglia e dagli &amp;nbsp;amici, lontano dall'odor del fieno, dal fruscio delle foglie, dal fresco dei cipressi, dall'umido dei fossi, dal suono del dialetto; e dalla prua di una barca che scroscia sull'onda, dal vento che scorre &amp;nbsp;sulla tela delle vele, dalle mani laboriose agli ormeggi, dagli occhi a scrutare il fondo e poi il cielo; allora, qui, da solo, teoricamente in questo deserto, dove teoricamente nessuno (eccezion fatta per una sola donna al mondo) potrebbe raggiungermi nemmen se lo volesse, ecco allora mi capita di rileggere una cosa, scritta tanti anni fa, che spiega tante cose. E tutto mi è chiaro e non ho bisogno di aggiunger niente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;“Né dolcezza di figlio, né la pieta del vecchio padre, né 'l debito amore lo qual dovea Penelopè far lieta, vincer potero dentro a me l'ardore ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto e de li vizi umani e del valore; ma misi me per l'alto mare aperto sol con un legno e con quella compagna picciola da la qual non fui diserto.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;L'un lito e l'altro vidi, infin la Spagna fin nel Morrocco e l'isola d'i Sardi e l'altre che quel mare intorno bagna. Io e' compagni eravam vecchi e tardi quando venimmo a quella foce stretta dov'Ercule segnò li suoi riguardi acciò che l'uom più oltre non si metta. Da la man destra mi lasciai Sibilia, da l'altra già m'avea lasciata Setta. "O frati," dissi, "che per cento milia perigli siete giunti a l'occidente, a questa tanto picciola vigilia d'i nostri sensi ch'è del rimanente, non vogliate negar l'esperïenza di retro al sol, del mondo sanza gente.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;C&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;onsiderate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Li miei compagni fec'io sì aguti con questa orazion picciola al cammino che a pena poscia li avrei ritenuti; e volta nostra poppa nel mattino de' remi facemmo ali al folle volo, sempre acquistando dal lato mancino.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Tutte le stelle già de l'altro polo vedea la notte e 'l nostro tanto basso che non surgëa fuor del marin suolo. Cinque volte racceso e tante casso lo lume era di sotto da la luna, poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo quando n'apparve una montagna bruna per la distanza e parvemi alta tanto quanto veduta non avëa alcuna. Noi ci allegrammo e tosto tornò in pianto ché de la nova terra un turbo nacque e percosse del legno il primo canto. Tre volte il fé girar con tutte l'acque a la quarta levar la poppa in suso e la prora ire in giù com'altrui piacque. Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(Ulisse, in Dante, Divina Commedia, Inferno, Canto 26)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-8835252431960002929?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/8835252431960002929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/cose_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8835252431960002929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8835252431960002929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/cose_21.html' title='Cose...'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TEdDXcA8XPI/AAAAAAAAAmU/bwuEG8TH_M8/s72-c/I+topi+nel+deserto+ad+Aprile+2009.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-4166790392148574718</id><published>2010-07-04T19:54:00.002+02:00</published><updated>2010-07-17T13:58:04.675+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Parte 4 e fine: 2010 Odissea nel deserto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TDDKzdQZfvI/AAAAAAAAAmE/OoYaq5gcP5U/s1600/Cochran_DubaiMetro1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TDDKzdQZfvI/AAAAAAAAAmE/OoYaq5gcP5U/s320/Cochran_DubaiMetro1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"Rimanemmo venti giorni ad Abu Dhabi, una tranquilla cittadina di più o meno duemila abitanti. Ogni mattina lo sceicco ci faceva visita e passaggiavamo lentamente nel forte, parlavamo per ore bevendo caffè e gustando dolci arabi. Poi quando ci lasciava andavamo al mercato dove, seduti a gambe incrociate nei negozi, stavamo a chiaccherare e bere altro caffè. Nel pomeriggio vagabondavamo per la spiaggia dove i marinai calafatavano i dhow con grasso di squalo per prepararli alla stagione della pesca delle perle. I bambini giocavano nell'acqua e i pescatori sbarcavano il pescato della giornata.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Qualche scena più o meno simile potete vederla ancora anche qui a Dubai, magari al porticciolo di Umm Suqueim. Dagli anni ‘90 questa città ha vissuto ritmi di sviluppo &amp;nbsp;probabilmente senza eguali in tutto il mondo, nemmeno negli Stati Uniti del secolo scorso. Autostrade, ospedali, scuole, università, impianti elettrici, desalinizzazione dell’acqua di mare, irrigazione estensiva, aria condizionata ovunque. E poi cementifici, aeroporti, zone industriali, grattacieli di uffici, complessi residenziali, shopping malls, ipermercati, centri fieristici, complessi alberghieri, spiaggie, campi da golf, piste da sci nel deserto, stazioni satellitari, studi televisivi, case editrici e chi più ne ha più ne metta. Una bolla speculativa di dimensioni colossali che, con la crisi economica mondiale, si è preparata ad esplodere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me la bolla però non è mai veramente esplosa, per quanto certo si stia svuotando rapidamente. Il ritmo di vita decresce giorno dopo giorno come un pallone bucato ma non mi è parso di sentire botti &amp;nbsp;e ormai penso che il più sia stato dato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono due modi per leggere la crisi di Dubai. Il primo è attraverso il collasso nell’edilizia e il blocco dei crediti internazionali, due eventi - questi si esplosivi - che hanno messo in ginocchio due settori che certamente non si riprenderanno ne’ nel breve ne’ nel medio termine. Il secondo angolo di lettura sta invece nel considerare l’intera economia della città-stato, che non è nata ieri e che sfrutta i vantaggi competitivi della sua localizzazione geografica e delle sue infrastrutture di primordine. Da questo punto di vista non è difficilissimo prevedere che nel medio periodo la crescita di Dubai resterà ottima, per quanto i picchi insostenibili degli anni del boom sono destinati a non ritornare mai più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il 2008 e il 2009 la crisi finanziaria dei sub-primes americani si è propagata rapidamente in una crisi economica mondiale. Dubai è un’economia (relativamente) piccola e fortemente dipendente dalla domanda esterna. Infatti questa si bloccò istantaneamente, malgrado i proclami degli sceicchi che provavano a negare l’evidenza. Il prezzo del petrolio cadde rovinosamente da 140 a 40 dollari al barile e molte imprese sospesero tutti i progetti di espansione soffocando così il respiro economico dell’Emirato a cui non affluirono più ne’ capitali ne’ forza lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bolla edilizia iniziò a divenire preoccupante verso la fine del 2008, quando condizioni più stringenti del credito e la caduta degli indici di fiducia dissiparono la domanda. Proprio nello stesso momento la frenesia dei cantieri edilizi aperti qualche anno prima stava arrivando a mettere sul mercato una quantità enorme di palazzi nonostante un eccesso di offerta che cominciava ad essere ormai evidente. I costruttori decisero ovviamente di portare a compimento perlomeno i lavori che erano ormai prossimi alla fine, accelerando per piazzare gli immobili prima che altri li terminassero. Forse posso rendere tutto più chiaro con un semplice esmpio: Chiara (che Allah la benedica e la protegga) vive in un megappartamento in una torre nuovissima di una sessantina di piani, paga la metà di quanto le avevano chiesto l’anno scorso e nell’intero palazzo per il momento vivono solo tre famiglie. Insomma, le nuove torri se ne rimarranno semplicemente li semivuote, ci vorranno anni prima che l’offerta si riallinei con la domanda. Direi che le prospettive per il settore immobiliare a Dubai sono pessime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciliegina sulla torta o per meglio dire miccia sulla dinamite, tutto questo era stato costruito finanziando investimenti a lungo con debiti a breve termine. Ora senza bisogno di essere Tremonti o un Nobel per l’Economia basta un Beduino di quelli che accompagnavano Thesiger nel deserto per scorgere senza troppe difficoltà un considerevole rischio finanziario nell’impresa. E in effetti il drago che sonnecchiava si è alla fine risvegliato a fine 2009 quando la maggiore immobiliare locale – l’ormai tristemente nota Dubai World – è crollata sotto il peso dei suoi debiti ed è stata forzata a rinegoziare la struttura del suo finanziamento. Il risultato è stato evidentemente quello di far perdere la fiducia agli investitori internazionali che ora negano il credito ai progetti nell’Emirato che si ritrova così a corto di capitali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta riconosciuta questa innegabile realtà non si può però non rendersi conto che Dubai non è nata ieri con la bolla immobiliare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TEGZuxO2erI/AAAAAAAAAmM/q4wHslrqeiA/s1600/Dhow+launch++Coutinho.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TEGZuxO2erI/AAAAAAAAAmM/q4wHslrqeiA/s320/Dhow+launch++Coutinho.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"Salutai i miei compagni di viaggio a Sharjah e andai a Dubai dove sarei stato ospite di Edward Anderson. Questi abitava in una grande casa sul creek, il braccio di mare che divideva la città in due. Dubai era la maggiore città della costa, con circa venticinquemila abitanti. Molte imbarcazioni erano ormeggiate nel creek o stavano facendo in carena in secca sulle sue rive fangose. C'erano dhow, jaulabauts, c'erano boow Kuwaitiani e sambuchi dal Sur. Una vecchia baghila aveva una fiancata decorata con monogrammi cristiani che probabilmente erano stati copiati dai progetti di galeoni portoghesi che si erano tramandati immutati di generazione in generazione. (...)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Mi sarei potuto recare in Bahrain in aereo da Sharjah ma preferii farlo navigando su un dhow da Dubai (...) &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;La prima notte fummo presi da una tempesta e dovemmo riparare sotto la costa persiana dove bordeggiamo per quasi tre giorni perchè il vento, per quanto calato, ci arrivava sempre dritto in prua. Mentre aspettavamo che il vento girasse fummo raggiunti da altri dhow che facevano ritorno da Zanzibar. I&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;dhow sono barche solide, pesanti, fatti per navigare l'oceano Indiano. I&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;loro capitani vennero a remi sottobordo, mangiammo assieme riso, datteri e un grosso pesce che avevamo appena pescato poi fumammo shisha e ci parlarono del loro viaggio ma molti termini non li riuscii a capire.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Il giorno dopo il vento girò e ci mettemmo in rotta verso Bahrein. Fu emozionante vedere i grandi dhow che ci superavano fendendo le onde del Golfo. Erano gli ultimi battelli commerciali del mondo che navigassero ancoralunghe rotte esclusivamente a vela. Di li a poco sarebbero spariti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Quando fummo quasi in vista della costa il vento calò e ci trovammo a rollare nel caldo per &amp;nbsp;quattro interminabili giorni. La breve primavera araba era finita, il cielo era sereno e il sole batteva a picco. Un'umidità calda ci avvolgeva come un asciugamano, l'acqua nella tanica era tiepida e arrugginita tanto che sembrava the. L'equipaggio, come tutti gli arabi, aveva un'invidiabile capacità di dormire quando non c'era altro da fare: si avvolgevano in una vela, prendevano sonno all'sitante e dormivano per interminabili ore. (...)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Gli arabi erano stati una grande razza marinara e io stavo&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;viaggiando su quel dhow perchè li volevo vedere con i miei occhi. I&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;loro dhow avevano navigato lungo le coste dell'India fino all'Indonesia e anche più lontano. Nell'ottocento i porti degli Emirati che avevamo da poco lasciato erano meglio conosciuti come la Costa dei Pirati e ancora meno di un secolo fa&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;in queste acque&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;i pirati Jasimi avevano tenuto in scacco la marina britannica per lungo tempo. (...)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Alla fine si alzò una bava di vento che pareva tenere. Il comandante urlò all'equipaggio che uscì dal suo torpore infinito e inizio a issare e mettere a segno le vele cantando e battendo ritmicamente i piedi sul ponte.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Arrivammo a Bahrain il 28 maggio 1953, il vecchio comandante quasi cieco andò all'approdo passando&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;a vela piena&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;tra le barche ormeggiate. Alla fine rompemmo un paio di onde basse e andammo a spiaggiarci proprio di fianco a uno dei dhow che erano stati con noi sotto la costa persiana una settimana prima"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Sono più di cinquant’anni che qui si lavora per diversificare l’economia e affermarsi come riferimento nella regione del Golfo. Negli anni ’60 si era dragato e allargato il Creek e agli inizi degli anni ’70 si era costruito Port Rashid, negli ’80 si realizzarono l’enorme porto e la zona franca di Jebel Ali e nel 1985 nacque la compagnia aerea nazionale, la famosa Emirates Airlines. Geograficamente centrale negli scambi tra Europa e Asia, Dubai resta la città con la più alta qualità della vita nella regione: Mercer la pone 75° miglior città al mondo come qualità della vita, la prima nel Medio-Oriente davanti ad Abu Dhabi (83), Musqat (la capitale dell’Oman, 100) e Doha in Qatar (110). Gli Emirati Arabi Uniti in generale sono considerati dall’Economist la quindicesima nazione al mondo per qualità della vita, la migliore del Golfo davanti a Kuwait (23), Bahrain (24), Oman (32) e Arabia Saudita (38). E la stessa crisi edilizia in un certo senso è una manna per gli affari. Oggi si stima che circa il 35% degli immobili di Dubai siano vuoti, questa percentuale è destinata a sfiorare il 50% nei prossimi mesi quando gli ultimi lavori in corso verrano portati a termine. Gli affitti insensati e i costi incontrollabili del 2008 che avevano portato molte aziende a spostare il centro dei loro interessi verso Abu Dhabi, Doha e Musquat si sono dimezzati e stabilizzati. Oggi mettere un ufficio o affittare una casa a Dubai è estremamente conveniente. Negli anni scorsi la penuria di appartamenti e il loro costo spropositato e incontrollabile avevano spinto moltissimi a cercar casa nelle vicine Sharjah e Ajman. Oggi questo flusso è invertito e addirittura c’è gente che lavora ad Abu Dhabi e che sceglie di prendere casa nella zona sud di Dubai, a circa un’ora di strada dall’ufficio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, secondo me non è difficile prevedere più o meno quello che succederà. Nei prossimi anni l’economia di questa parte del mondo crescerà a un tasso quasi doppio della media mondiale (la ricostruzione dell’Iraq per esempio rappresenterà da sola una enorme opportunità economica) e Dubai sarà – come sempre – nella migliore posizione per approfittarne. Casomai i veri rischi a cui dovrà far fronte la piccola ma prospera economia dell’Emirato saranno quelli esterni: la crisi europea del debito pubblico, i dubbi sulla sostenibilità del modello di crescita cinese, la geopolitica della regione Medio-Orientale influenzeranno notevolmente la capacità di Dubai di rimbalzare insieme al resto dell’economia mondiale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;_______________________________________________&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman'; text-align: right;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;NOTA: entrambe le citazioni di questo post sono come sempre di Wilfred Thesiger, da "Arabian Sands" (scritto nel 1953 e pubblicato per la prima volta a Londra nel '58). La seconda in particolare l'ho aggiunta dopo, perchè volevo fare un regalo alla Fra', trendaduesima benvenutissima lettrice e dedicarla a mia moglie, grande marinaia di mare e di vita a cui voglio bene e dico in bocca al lupo per la loro nuova navigazione in collina.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-4166790392148574718?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/4166790392148574718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/parte-4-e-fine-2010-odissea-nel-deserto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4166790392148574718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/4166790392148574718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/parte-4-e-fine-2010-odissea-nel-deserto.html' title='Parte 4 e fine: 2010 Odissea nel deserto'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TDDKzdQZfvI/AAAAAAAAAmE/OoYaq5gcP5U/s72-c/Cochran_DubaiMetro1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-5993388807521114074</id><published>2010-07-02T08:53:00.005+02:00</published><updated>2010-07-09T21:15:22.666+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Parte 3: In viaggio con Wilfred</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TCYEH6UvtkI/AAAAAAAAAl8/n7XN_T5cKGk/s1600/bani+yas+camel.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TCYEH6UvtkI/AAAAAAAAAl8/n7XN_T5cKGk/s320/bani+yas+camel.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;"Dovevamo evitare qualsiasi contatto con Arabi che non fossero dei Rashid e possibilmente anche con loro, in modo che la notizia della mia presenza qui non si diffondesse tra le tribù. Dei gruppi di Karab provenienti dai monti Hadhramaut avevano saccheggiato questa zona l'anno scorso quindi correvamo anche il serio rischio di venire scambiati per banditi, visto che le nostre tracce arrivavano chiaramente dalle steppe del sud. Ma avevamo bisogno di abbeverare i cammelli e trovare acqua anche per noi, quindi decidemmo di arrivare più vicino possibile alle oasi di Liwa poi da li mandare un gruppetto al villaggio per cercare cibo per almeno un'altro mese. Hamad mi disse che Liwa apparteneva agli Al bu Falah di Abu Dhabi e che questi erano perennemente in guerra con i Said bin Maktoum di Dubai. Molte scorribande erano attualmente in corso e gli Arabi della Costa erano diffidenti e in costante allerta".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Quando pensate alla rivalità tra &lt;i&gt;Abu Dhabi&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Dubai&lt;/i&gt;, a chi costruisce la torre più lunga, alle recenti vicende economiche della &lt;i&gt;Dubai Holding&lt;/i&gt; col ritardato supporto da parte dei cugini di &lt;i&gt;Abu Dhabi&lt;/i&gt;, fino alla mossa finale del &lt;i&gt;Burj Dubai&lt;/i&gt; ribattezzato &lt;i&gt;Burj Khalifa&lt;/i&gt; non dimenticate che non più tardi di qualche decina di anni fa le due tribù stavano ancora scannandosi allegramente, e non in senso lato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Fino agli anni 70 questa regione era ancora sostanzialmente una zona tribale composta da sette emirati indipendenti conosciuti come &lt;i&gt;“gli stati della tregua”&lt;/i&gt; per via degli accordi marittimi stretti con la corona britannica allo scopo di garantire un transito sicuro delle navi in rotta per l’India.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Per quanto il petrolio sia stato trovato per la prima volta verso il 1958 al largo delle coste di&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Abu Dhabi&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;ci sono voluti almeno una decina di anni prima che iniziasse un vero e proprio sfruttamento industriale.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Nel 68 gli inglesi si sono ufficialmente ritirati dalla regione e nel ’71 i due Emirati più potenti realizzarono che con l'era del petrolio alle porte non sarebbe stata una cattiva idea metter da parte la loro rivalità secolare per gestire l'oro nero attraverso una federazione chiaramente destinata a diventare molto potente. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Sheikh Zayed bin Sultan al Nahyan&lt;/i&gt; di Abu Dhabi e&lt;i&gt; Sheikh Rahid bin Seed Al Maktoum &lt;/i&gt;di Dubai strinsero allora un accordo che poi venne ratificato anche dagli altri sceicchi della zona: erano nati gli Emirati Arabi Uniti, una federazione di sette minuscoli stati indipendenti in una penisola montagnosa e desertica: &lt;i&gt;Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Fujeirah, Ajman, Umm al-Qaiwain e Ras al Khaimah&lt;/i&gt;, detto anche RAK, che si aggiunse solo qualche anno dopo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;La fine della (indiretta) colonizzazione britannica coincise con l’impennata nei prezzi mondiali del petrolio. Gli Emirati fiorirono (nel vero senso della parola) e prosperarono sotto la guida di alcuni governanti (in un certo senso) illuminati. &lt;i&gt;Sheikh Zayed &lt;/i&gt;è ritenuto uno dei Padri della Patria, oltre che della famosa&lt;i&gt; Sheikh Zayed Road&lt;/i&gt;. F&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;u un visionario e sognatore, i suoi successori&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;, &lt;i&gt;Sheikh Rashid&lt;/i&gt; e il figlio, &lt;i&gt;Sheikh Maktoum bin Rashid&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;a far si che quei sogni si realizzassero. &lt;i&gt;Sheikh Maktoum&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;è passato a miglior vita nel 2006 e oggi è suo fratello &lt;i&gt;Sheikh Mohammed bin Rashid&lt;/i&gt;, che ne ha assunto gli onori di vice presidente degli Emirati, primo ministro, ministro della difesa e ovviamente governatore di Dubai.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;All’epoca della fondazione i sette Emirati contavano in totale meno di 180,000 abitanti seminati in un territorio di deserto e montagne. Oggi i residenti degli UAE sono circa quattro milioni, di cui uno e mezzo a Dubai. La stragrande maggioranza espatriati dal subcontinente indiano, poi asiatici in genere, arabi dai paesi vicini e un po’ di occidentali, inglesi in primis, ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli &lt;i&gt;Emaratee&lt;/i&gt; - cosi si definiscono gli abitanti originali, che noi&lt;i&gt;&amp;nbsp;"western expats"&lt;/i&gt; definiamo semplicemente &lt;i&gt;“locals”&lt;/i&gt; - vestono abiti tradizionali. La &lt;i&gt;dishdasha&lt;/i&gt;, che è una lunga veste bianca portata sopra a un pareo e dei sandali per gli uomini e l’&lt;i&gt;abaya&lt;/i&gt; nera che copre ancora molte donne locali dalla testa ai piedi. Molto sporadicamente e solo nelle donne più anziane l’&lt;i&gt;abaya&lt;/i&gt; è accompagnata anche dal &lt;i&gt;burqa&lt;/i&gt;, una maschera di pelle che copre bocca e naso. In occidente si usa questo termine largheggiando un po’ ed estendendolo a qualsiasi oggetto atto a coprire integralmente il volto, preferibilmente di una donna. Orgogliosamente vestiti in questo modo gli &lt;i&gt;Emaratee&lt;/i&gt; fanno comunque &lt;i&gt;shopping&lt;/i&gt; nelle &lt;i&gt;boutiques&lt;/i&gt; più alla moda, guidando macchine lussuose su un sistema autostradale che può essere tranquillamente invidiato dalle nazioni più sviluppate del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="display: inline !important; font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="display: inline !important;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"Il mattino dopo arrivammo a Muwaiqih, uno degli otto piccoli villaggi nell'oasi di Buraimi, dove viveva Sheikh Zayed. Ai margini del deserto le dune lasciavano il passo a una piana sassosa e da li si poteva già scorgere il suo forte: un grande recinto quadrato dai muri di fango alti una decina di piedi. Sulla destra, dietro a un muretto mezzo diroccato e seppellito dalla sabbia c'era un boschetto di palme secche e impolverate sullo sfondo del quale si scorgeva in lontananza il massiccio isolato di Jebel Hafeet,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;alto cinquemila piedi e&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;distante una decina di miglia. Ancora più in la, quasi indefinite, le cime azzurro pallido delle montagne dell'Oman".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Thesiger arrivò qui nel 1948, attraversando il Quarto Vuoto a dorso di cammello. &lt;/span&gt;Al Ain&lt;/i&gt;&amp;nbsp;è una città-oasi nell’entroterra di &lt;i&gt;Abu Dhabi&lt;/i&gt;, dove i picchi dei monti&amp;nbsp;&lt;i&gt;Hajar&lt;/i&gt;&amp;nbsp;incontrano le pianure del deserto e le sorgenti d’acqua formano una grande oasi. Oggi è sede di un bel mercato del bestiame. Ci si va per ammirare i suoi grandi parchi e i suoi forti, tra i quali ovviamente anche quello di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Sheikh Zayed.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Al Ain&lt;/i&gt; fu la sua città natale e lo sceicco ebbe sempre un occhio di riguardo per questa zona. Cosa che che spiega tutti i sontuosi&amp;nbsp;palazzi e anche la serie infinita di cunette antitraffico sul lunghissimo rettilineo che dal deserto portà in centro città.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt; &lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="display: inline !important; font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="display: inline !important; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"Hamad ci accompagnò fino a Ibri. Conosceva il bene deserto e gli spostamenti delle varie tribù e ci disse che era meglio tenersi &amp;nbsp;lungo il margine meridionale di Liwa perchè questa zona era al momento poco frequentata. Normalmente le pianure a sud di Liwa sono i pascoli&amp;nbsp;preferiti&amp;nbsp;dalle mandrie cammelli dei Manasir ma recentemente questi sono stati razziati ripetutamente dai predoni di Dubai e quindi hanno deciso di spostarsi più a occidente".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;L’oasi di&lt;i&gt;&amp;nbsp;Liwa&lt;/i&gt;&amp;nbsp;si trova a più a sud, nel deserto profondo del&amp;nbsp;&lt;i&gt;Rub Al Khali&lt;/i&gt;. Fu la casa ancestrale della famiglia reale degli&amp;nbsp;&lt;i&gt;Al Nahyan è&lt;/i&gt;&amp;nbsp;una grande mezzaluna di piccole oasi ognuna delle quali in origine non era altro che due capanne&amp;nbsp;&lt;i&gt;barasti&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e quattro palme da dattero. Un luogo remoto e beduino che una volta si poteva raggiungere solo a marce forzate a dorso di cammello sotto sole, sete, caldo e fatica. Oggi ci si arriva tranquillamente in autostrada ed è diventato il punto di partenza per le gite organizzate sulle gigantesche dune del&lt;i&gt;&amp;nbsp;Quarto Vuoto&lt;/i&gt;.&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gli altri cinque Emirati si estendono tutti a nord di Dubai.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il più vicino, lungo la costa a soli 13 chilometri e praticamente ormai inglobato nella città principale, è &lt;i&gt;Al Sharjah&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Fieramente musulmana e storicamente governata dalla potente famiglia &lt;i&gt;Al Qasimi, Sharjah&amp;nbsp;&lt;/i&gt;è stata a lungo la potenza dominante di questa parte del Golfo. Città fortificata, sede del primo aeroporto degli Emirati, a lungo scalo commerciale obbligato dall’Europa per l’India, e fondatrice della &lt;i&gt;prima&lt;/i&gt; scuola dell’intera regione, inaugurata nel 1953 (&lt;i&gt;millenovecentocinquantatrè&lt;/i&gt;!).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;E' l'Emirato più intransigente in fatto di usi e costumi e il contrasto con Dubai può essere notevole.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il suo predominio è declinato quando navi sempre più grandi hanno iniziato ad avere problemi a entrare nella sua insenatura stretta e poco profonda preferendo fermarsi nel&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;più agevole&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;creek&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di Dubai. Ma p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;er via della sua storia e del profondo rispetto per la famiglia dominante &lt;i&gt;Sharjah&lt;/i&gt; gode tutt’ora di grande considerazione. Una ventina&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;d'anni fa era stata nominata&amp;nbsp;&lt;i&gt;Capitale Culturale Araba e&lt;/i&gt;&amp;nbsp;tale continua a proclamarsi tutt'ora, per quanto nonostante&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;i suoi progetti di &lt;i&gt;“landscape beautification”&lt;/i&gt; (che significa cercare di piantare erbe e fiori nel deserto) sia ormai solamente una poco gradevole zona industriale e città-dormitorio di Dubai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;"Arrivammo a Sharjah il 10 maggio&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(del 1948, ndr)&lt;i&gt;. Fiancheggiammo l'aeroporto passando attraverso scheletri di auto abbandonate, pile di lattine vuote, bottiglie rotte, mucchi di filo spinato arrugginito e pezzi di carta che volavano dappertutto. Un generatore batteva in lontananza e una jeep passò sulla pista lasciando puzza di fumo, olio e benzina. Sharjah era una piccola cittadina araba sulla spiaggia, misera e decandente come Abu Dhabi ma infinitamente più squallida perchè era coperta di rifiuti portati fin qui da chissa dove."&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Dibba&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Khor Fakkan&lt;/i&gt; sono enclavi di &lt;i&gt;Sharjah&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;sulla sponda orientale&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;. Popolari destinazioni turistiche locali, sono posti tranquilli e ancora relativamente poco toccati dalla modernizzazione. Molto relativamente, a dire il vero.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ad alternarsi con queste enclavi è l’Emirato di &lt;i&gt;Fujeirah:&lt;/i&gt;&amp;nbsp;1300 chilometri quadri di montagne con qualche minuscola pianura costiera, desertica ovviamente. Fino a una decina di anni fa la costa orientale&amp;nbsp;era completamente isolata dal resto del paese, poi è stata costruita un’autostrada che passa per&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;le montagne&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;nella zona di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Masafi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;per scendere fino ai villaggi di pescatori sulla costa del Golfo dell'Oman, tra forti di fango, piantagioni di datteri e i tradizionali canali di irrigazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt; &lt;br /&gt;A nord di Sharjah ci sono due emirati minori: &lt;i&gt;Ajman&lt;/i&gt; e l’impronunciabile &lt;i&gt;Umm al-Quaiwain&lt;/i&gt; (che significa &lt;i&gt;“La Madre di qualcosa che non ho ancora capito bene"&lt;/i&gt;). Entrambi si sono sviluppati da piccoli villaggi di pescatori sulla costa. Oggi il primo è conosciuto per i suoi cantieri navali tradizionali dai quali esce la maggior parte dei &lt;i&gt;dhow&lt;/i&gt; della zona mentre il secondo, in onore delle sue origini marinare, ospita un (relativamente) importante centro di ricerca sulla pesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su a nord, ai confini con &lt;i&gt;l’Oman &lt;/i&gt;e la penisola di &lt;i&gt;Musandam&lt;/i&gt;, c’è &lt;i&gt;Ras al-Khaimah.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Un emirato ricco di storia che come &lt;i&gt;Sharjah&lt;/i&gt;&amp;nbsp;può vantare periodi di preminenza su tutta la regione. &lt;i&gt;Ras al-Khaimah&lt;/i&gt; è ricca di sorgenti d’acqua e l’agricoltura è inaspettatamente sviluppata: si vocifera addirittura di coltivazioni di fragole che poi vengono esportate in Europa. Le altre attrazioni di &lt;i&gt;RAK&lt;/i&gt; sono le sorgenti calde tra i monti&lt;i&gt; Hajfar&lt;/i&gt;, le piantagioni di datteri nascoste e un distreto numero di villaggi-fantasma. Da queste parti sorgeva la potente&lt;i&gt; Julfar&lt;/i&gt;, città fortificata che dominò su tutta la zona fino al diciottesimo secolo quando venne improvvisamene abbandonata. In questa costa di montagne e fiordi c'è anche&amp;nbsp;&lt;i&gt;Telegraph Island&lt;/i&gt;, uno scoglio divenuto famoso in tutto il mondo e poi rapidamente dimenticato, scomparso insieme ai tempi gloriosi del telegrafo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di tutti questi posti avremo tempo di parlarne con più calma, in seguito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;____________________________________&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;NOTA:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Tutte le citazioni di questi post sono prese da &lt;i&gt;Arabian Sands&lt;/i&gt;, di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Wilfred Thesiger. I libro fu edito per la prima volta a Londra nel 1959 e racconta dei suoi viaggi nel deserto d'Arabia dal 1945 al 1949. In versione italiana è edito da Neri Pozza e si chiama &lt;i&gt;Sabbie Arabe&lt;/i&gt;, anche se secondo me sarebbe stato più corretto tradurlo in &lt;i&gt;Sabbie d'Arabia&lt;/i&gt;. Dello stesso autore vi consiglio anche &lt;i&gt;Quando gli Arabi Vivevano sull'Acqua&lt;/i&gt;, titolo che è davvero una pessima traduzione dall'originale &lt;i&gt;The Arab of the Marshes&lt;/i&gt;. Temo che entrambi siano leggermente fuori stampa quindi non vi sarà facilissimo trovarli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-5993388807521114074?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/5993388807521114074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/gli-stati-della-tregua-saga-parte-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5993388807521114074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5993388807521114074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/07/gli-stati-della-tregua-saga-parte-3.html' title='Parte 3: In viaggio con Wilfred'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TCYEH6UvtkI/AAAAAAAAAl8/n7XN_T5cKGk/s72-c/bani+yas+camel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-5592932692602754886</id><published>2010-06-24T19:43:00.002+02:00</published><updated>2010-07-03T13:45:24.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Parte 2: il padre della gazzella</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TCOZM6qHOJI/AAAAAAAAAl0/TGIwCKjKDoI/s1600/Dubai_old.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TCOZM6qHOJI/AAAAAAAAAl0/TGIwCKjKDoI/s320/Dubai_old.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Un gruppetto di cacciatori della tribù dei &lt;i&gt;Bani Yas&lt;/i&gt; dell’oasi di &lt;i&gt;Liwa&lt;/i&gt; inseguirono una gazzella fino alle spiagge del Golfo, spingendosi tra i canali bassi fino sulle isole costiere e su una di queste scoprirono una sorgente d’acqua fresca. Quell’isola venne chiamata &lt;i&gt;Abu Dhabi&lt;/i&gt;, il Padre della Gazzella, i cacciatori ci si stabilirono e fondarono un piccolo villaggio. Quel piccolo villaggio oggi è la capitale dell’Emirato più grande della zona nonché di tutta la federazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cinquemila anni gli abitanti del basso Golfo sono sopravvissuti di pesca, caccia, raccolta di datteri e allevamento delle capre in una penisola quasi completamente isolata dal resto del mondo. A sud le lande proibite del &lt;i&gt;Rub Al Khali&lt;/i&gt;, il deserto più deserto della terra; a est i monti &lt;i&gt;Hajar&lt;/i&gt;, una spina dorsale di roccie arrostite dal sole; a nord e a est le acque infestate di pirati dello &lt;i&gt;Stretto di Hormutz&lt;/i&gt;. Le uniche attività oltre la soglia sussistenza erano la pesca delle perle e il lavoro nelle miniere di rame. In queste condizioni riuscirono a svilupparsi a malapena un piccolo numero di comunità indipendenti e spesso fieramente avverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le coste di questa piccola zona del mondo sono strategicamente piazzata nel bel mezzo delle rotte commerciali tra l’Europa e il subcontinente indiano e il commercio è stato sempre una delle sue risorse principali. L'insenatura di Dubai è uno dei pochi ancoraggi sicuri sulle coste meridionali del Golfo, un rifugio prezioso per le flottiglie che risalivano le acque azzurre del mar d’Arabia carichi di cardamono, cannella, di sandalo, spezie e legni pregiati. Il &lt;i&gt;Dubai Creek&lt;/i&gt; ha quel fascino speciale che appartiene a tutte le grandi vie d’acqua del mondo ed è stato tranquillo testimone della storia della città per secoli. Qui non esisteva un vero e proprio porto ma la profonda insenatura era naturale il punto di partenza e arrivo delle spedizioni di pesca delle perle che fino alla grande crisi mondiale degli anni 30 rappresentavano &amp;nbsp;l’unica vera fonte di ricchezza per la popolazione del Golfo. A maggio migliaia di piccole imbarcazioni lasciavano gli ormeggi riparati del creek per fare ritorno solo a metà Settembre, dopo una lunga estate ancorati&amp;nbsp;al largo&amp;nbsp;sui grandi banchi di ostriche, in un caldo senza tregua, campando di una dietra frugale di datteri, pesce, riso e caffè, al ritmo di una cinquantina di immersioni al giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“Il sole stava calando ed era tempo di tornare al campo. Mentre ci stavamo alzando venne incontro un vecchio. Biascicò un saluto al quale rispondemmo. Stava in piedi di fronte a me e mi osservava strizzando gli occhi. Portava solamente di uno straccio lurido in vita e in mano teneva un bastone. Era evidentemente troppo povero per possedere una spada. La sua barba bianca era sudicia, il volto magro ed emaciato. Quando parlava il solo dente rimastogli in bocca dondolava.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Mi fissò a lungo, in silenzio, poi mormorò “Sono venuto a vedere il cristiano”.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Sultan mi disse “E’ un Shahara”.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;E mentre mi osservava mi chiedevo cosa stessero vedendo in me quegli occhi liquidi di un &amp;nbsp;vecchio i cui progenitori stavano probabilmente scritti nel libro della Genesi.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Forse quel vecchio stava flebilmente scorgere in me la loro fine.&lt;br /&gt;Poco dopo, mentre scendevamo dalla collina, chiesi ai miei compagni chi fosse quel vecchio. Uno di loro mi rispose “Un pazzo” e iniziò a prenderlo in giro biascicando “Sono venuto a vedere il cristianooo”. Tutti ridevano, eppure io mi stavo chiedendo se quel vecchio non avesse visto molto meglio di loro, se soltanto lui avesse realizzato la minaccia rappresentata della mia presenza laggiù, in mezzo al deserto. Se soltanto quel vecchio avesse provato la visione della fine della sua civiltà, di tutto quello in cui per millenni &amp;nbsp;avevano creduto. Di tutto quello la cui fine, anche per colpa mia, si stava facendo rapidamente sempre più vicina. (Wilfred Thesiger – Arabian Sands)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;E in effetti nello spazio di una sola generazione quell'esistenza dura e difficile si è completamente trasformata. Oggi negli Emirati l’eredità del vecchio è praticamente irriconoscibile. I petro-dollari hanno generato delle vere e proprie città-giardino nel deserto dove automobili sportive sfrecciano su moderne autostrade a sei corsie, tra canyon di grattacieli, hotel di lusso, ristoranti cinque stelle e club esclusivi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ma alcuni degli abitanti più anziani ricordano ancora quando questa metropoli luccicante non era molto piu di un forte bianco di corallo circondato da un mucchietto di capanne di foglie di palma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-5592932692602754886?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/5592932692602754886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/06/il-padre-della-gazzella-saga-parte-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5592932692602754886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5592932692602754886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/06/il-padre-della-gazzella-saga-parte-2.html' title='Parte 2: il padre della gazzella'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TCOZM6qHOJI/AAAAAAAAAl0/TGIwCKjKDoI/s72-c/Dubai_old.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-6334498087822277180</id><published>2010-06-12T18:38:00.003+02:00</published><updated>2010-07-03T13:45:57.724+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Parte 1: l’eredità del deserto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TBO1yZxB2eI/AAAAAAAAAls/-ptaTdLRxFo/s1600/bin+ghabaisha.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TBO1yZxB2eI/AAAAAAAAAls/-ptaTdLRxFo/s320/bin+ghabaisha.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Deserto d’Arabia: due milioni di chilometri quadrati che occupano quasi tutta la penisola. Novecento miglia dalle frontiere dello Yemen alle montagne dell’Oman e altre cinquecento dalle coste meridionali dell’Arabia Saudita fino al Golfo Persico. In mezzo è solo sabbia, &amp;nbsp;sabbia selvaggia, deserto nel deserto, tanto enorme e desolato che persino gli Arabi lo chiamano Rub al Khali: il Quarto Vuoto. (...)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;(...) Le nuvole si addensano, la pioggia cade, gli uomini vivono. Le nuvole si disperdono, terra senza pioggia, uomini e animali trovano la morte. Niente ritmo delle stagioni, non linfa che scorre, solo vuoto abbandonato dove è il cambio della temperatura che segna il passare del tempo, dei mesi e degli anni. Terra secca, aspra, mai facile e mai gentile. Eppure gli uomini hanno vissuto qui dall’alba del mondo. Hanno lasciato solo qualche pietra annerita dal fuoco dove erano gli accampamenti, solo sentieri invisibili tra i sassi, tutto il resto è sabbia, un mare di sabbia in movimento e un vento che spazza ogni impronta, quelle di ieri come quelle di migliaia di anni fa. Generazioni dopo generazioni hanno vissuto qui per il semplice e ineluttabile motivo che qui erano nati. Vite uguali a se’ stesse e a quelle degli antenati, difficoltà e privazioni accettate perchè non si è mai conosciuto altro modo di sopravvivere. Vite da beduini, strenue e terribili, non vita ma morte in vita. Nessuno può uscirne immutato, nessuno può sfuggire al marchio del deserto. (...)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;(...) La vita qui può raggiungere i più profondi abissi della sofferenza e del terrore. la nudità di queste terre spaventa più della foresta più oscura. Di giorno un sole senza pietà ci fa sentire insignificanti, come gli&amp;nbsp;scarafaggi che scivolano sulla sabbia delle dune. Solo la notte prendiamo a prestito qualche metro di terra per montare un accampamento e seduti attorno al fuoco possiamo provare un intensa sensazione di casa. Sopra di noi uno schermo familiare di stelle e il mistero immenso dello spazio. (...)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;(...) Nel deserto, dove ogni cosa non strettamente necessaria è semplicemente un ingombro. Nel deserto, dove ho imparato l’appagamento semplice della pancia piena, la ricchezza della carne, la purezza dell’acqua, la soddisfazione nelle difficoltà, il piacere nell’astinenza, l’estasi nel sonno e dove ho conosciuto la felicità nel calore di un fuoco al tramonto.&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;(Wilfried Thesiger – Arabian Sands)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Qui nessuno ha lasciato monumenti, perché tanto il deserto se li prende. Qui non si beve alcool e le donne vanno in giro coperte di nero, qui si tagliano le teste e lo si fa ancora a mano, da buoni artigiani. Perché il marchio del deserto rimane anche quando il deserto non c’è più. Perché è il vuoto in persona che te lo ha inciso dentro. La vita del deserto è semplice, ma non è facile. E le sue conseguenze sono qualcosa di profondo, che non sta a noi giudicare.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-6334498087822277180?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/6334498087822277180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/06/leredita-del-deserto-saga-parte-1.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6334498087822277180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/6334498087822277180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/06/leredita-del-deserto-saga-parte-1.html' title='Parte 1: l’eredità del deserto'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TBO1yZxB2eI/AAAAAAAAAls/-ptaTdLRxFo/s72-c/bin+ghabaisha.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-7282348714914999314</id><published>2010-06-10T20:50:00.001+02:00</published><updated>2010-06-10T20:51:36.825+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parigi'/><title type='text'>Una missione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TBEzz_s-AzI/AAAAAAAAAlk/60iyD4lDHPQ/s1600/image.axd.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TBEzz_s-AzI/AAAAAAAAAlk/60iyD4lDHPQ/s320/image.axd.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ho ancora mal di testa. Stamattina mi sono svegliato con i resti di un’emicrania. Prima di uscire ho &amp;nbsp;letto nello specchio gli anni che passano e mi fa incazzare pensare di non potermi rivedere giovane nel viso di mio figlio.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Mi sto riprendendo lentamente, come dopo un’influenza. Sono debole ma è bello respirare ancora l’aria fresca del mattino. Parigi è pigra, di sabato si sveglia lentamente, è presto e in strada c’è poca gente. in un sabato mattina di fine maggio dove la primavera ha finalmente deciso di uscire allo scoperto arrivare io mi sento rinascere come si rinasce solo a primavera.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;L’ufficio postale lo trovo subito, lo cercavo ma non ci speravo mica troppo. Invece è appena dietro l’angolo ed è pure aperto. Buon segno, credo alle coincidenze, in particolare a qu&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;elle positive. Devo spedire dei documenti, il commesso è gentile, chiacchieriamo un po’ mentre pesa la busta e alla fine mi augura buon rientro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il mercatino &lt;i&gt;de la Creation della Bastille&lt;/i&gt; in fondo a &lt;i&gt;Boulevard Lenoir&lt;/i&gt; non sarà niente di speciale ma anche quello è una piacevole sorpresa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Si prosegue, in piazza mi compro la &lt;i&gt;Gazzetta&lt;/i&gt;: non leggo un quotidiano italiano da mesi ed è meglio ripartire dai fondamentali. L’edicolante e un omone nero che ha tutta l’aria di un cliente abituale mi parlano dei prossimi mondiali, l’&lt;i&gt;Equipe de France&lt;/i&gt; e la &lt;i&gt;Squadra Azzurra&lt;/i&gt;&amp;nbsp;non godono dei favori del pronostico nelle rispettive patrie quest’estate.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Dò indicazioni in francese a una ragazza che mi sorride. Poi chiama al telefonino ed è italiana. Faccio finta di niente e scivolo via per la mia strada.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;So già che un poco più avanti i marciapiedi bagnati del &lt;i&gt;Quai de la Megisserie&lt;/i&gt; mi daranno il benvenuto tra i negozi di piante e di animali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ho una missione da compiere da&lt;i&gt; Shakespeare &amp;amp; Co. &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Qualcosa&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;che da un motivo a tutta la giornata, all’essermi alzato presto e con il mal di testa, uscito di mattino presto col cappello in testa nella primavera calda parigina.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ecco cosa ci vuole: una missione, qualcosa da compiere che dia un po’ di senso al tutto.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-7282348714914999314?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/7282348714914999314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/06/una-missione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7282348714914999314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7282348714914999314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/06/una-missione.html' title='Una missione'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TBEzz_s-AzI/AAAAAAAAAlk/60iyD4lDHPQ/s72-c/image.axd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-7402835783279825672</id><published>2010-06-04T22:38:00.005+02:00</published><updated>2010-06-08T19:09:44.323+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parigi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><title type='text'>Il tordo e il merlo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TAljcIfkUAI/AAAAAAAAAlc/V3yyXnyvs44/s1600/Bobos-in-Paradise_David-Brooks--199x300.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TAljcIfkUAI/AAAAAAAAAlc/V3yyXnyvs44/s1600/Bobos-in-Paradise_David-Brooks--199x300.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TAljcIfkUAI/AAAAAAAAAlc/V3yyXnyvs44/s320/Bobos-in-Paradise_David-Brooks--199x300.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Guardavo i &lt;i&gt;bateaux-mouche&lt;/i&gt; partire dal &lt;i&gt;Pont Neuf&lt;/i&gt;, leggevo&amp;nbsp;&lt;i&gt;la Gazzetta&lt;/i&gt; sulle panchine in &lt;i&gt;Square du Vert Galant.&lt;/i&gt; E osservavo la gente passare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Avete mai notato che oggi a Parigi chi fa veramente tendenza sono i&lt;i&gt; clochards&lt;/i&gt;? Sono loro gli intellettuali, l'&lt;i&gt;intellighenzia&lt;/i&gt; a cui si ispira apertamente la nuova classe sociale dominante, i &lt;i&gt;maschi-alfa&lt;/i&gt; di Parigi: i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;bourgeouis-bohemien&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Borghese e bohémien, avere ed essere, non sono più categorie inconciliabili: “Nel nuovo contesto sociale – scrive Brooks – le idee e la conoscenza sono d’un tratto divenute vitali per il capitalismo tanto quanto lo era l’aspetto economico negli anni Ottanta. Sugli aspetti finanziari, religiosi, morali e sessuali è quindi difficile oggi differenziare un borghese da un bohémien, un conformista da un ribelle”. Spendere non è un peccato, se i soldi sono guadagnati con un lavoro appagante e se l’acquisto viene fatto con consapevolezza. I bo-bo vestono Armani ma vanno in bicicletta, acquistano il top della tecnologia ma mangiano patate minuscole coltivate in quella specifica regione del nord della Francia, studiano filosofia orientale e spesso abbracciano la religione buddista, praticano lo yoga e dispongono i mobili dei loro lussuosi appartamenti secondo le regole del Feng-Shui. Consumismo sfrenato e cura dell’anima non sono più concetti antitetici ma gli interdipendenti capisaldi dello stile di vita bo-bo". (Da &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://bobochic.com/?tag=david-brooks"&gt;http://bobochic.com/?tag=david-brooks&lt;/a&gt;, che peraltro è anche un bel blog).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Sta di fatto che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;bo-bo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt; a Parigi oggi è &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;mainstream,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;per quanto anche di barboni quelli veri ce ne siano parecchi. A prima vista un &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;bo-bo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt; non è molto dissimile da un &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;clochard&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;: vestono più o meno allo stesso modo, se non che i primi sono griffati, per quanto di&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt; anti-griffes.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt; Dei &lt;i&gt;clochards&lt;/i&gt; i &lt;i&gt;bo-bo&lt;/i&gt; sanno persino imitare accuratamente gli atteggiamenti e i comportamenti &amp;nbsp;ma osservando meglio non è difficile distinguerli, come un merlo e un tordo. Un &lt;i&gt;bo-bo&lt;/i&gt; si ferma per rollare una sigaretta ma al posto del carrello scassato fregato al supermercato sta spingendo un passeggino (con marmocchio occupante, ovviamente). A gruppi mangiano pane e formaggio e bevono vino rosso per terra gambe incrociate sui marciapiedi del &lt;i&gt;Canal Saint Martin &lt;/i&gt;(posto &lt;i&gt;tres branché&lt;/i&gt; per quanto sia una roggia di scolo stile &lt;i&gt;Conca del Naviglio&lt;/i&gt;). Gli altri, i barboni veri, non suonano chitarre e non fanno&lt;i&gt; picnic&lt;/i&gt;. Stanno quasi sempre da soli, se stanno su un prato è invariabilmente per dormire e quando trovano da mangiare lo fanno &amp;nbsp;perlomeno seduti su una panchina, che è una delle poche comodità alla loro portata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt; &lt;br /&gt;E quindi quale è il senso dei &lt;i&gt;bourgeois-bohemiennes&lt;/i&gt;? Cosa mi stanno a dimostrare, con che diritto fanno gli esistenzialisti nel duemilaedieci? Li rispetto, anzi mi potrebbero pure piacere e comunque ognuno vive come vuole. Però proprio per questo voglio sentirmi libero di dire che secondo me c’è un po’ di ipocrisia in tutto questo. Magari sarò qualunquista ma un tassista mi ha raccontato che l’anno scorso i &lt;i&gt;bo-bo &lt;/i&gt;sono scesi alla Bastiglia un sabato mattina. Protestavano contro chi pensava di tagliargli alcuni dei privilegi che gli permettono di vivere a famiglie di cinque in pieno centro Parigi, in appartamenti che mi fanno sempre girare per la città col naso in su e che il 99.9% degli esseri umani che calcano questo mondo non riescono nemmeno a immaginarsi. E la cosa mi ha fatto pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che sono felice di vivere anni dove un uomo è libero di fumare, di non radersi, non tagliarsi i capelli, di rotolarsi un po' per terra per sporcarsi e stropicciarsi prima di uscire, di lasciarsi tagliare la fornitura d'acqua corrente, tanto esiste - e non a caso - la locuzione &lt;i&gt;“french shower”&lt;/i&gt;. E certo è meraviglioso essere liberi di non fare un cazzo e dormire sull’erba, particolarmente su quella dei parchi nel centro della più bella città del mondo. Ma avete mai visto i &lt;i&gt;workers&lt;/i&gt; pachistani quando dopo aver lavorato tutto il giorno sotto un sole a cinquanta gradi passeggiano al tramonto tenendosi per mano, tute blu e sorrisi larghi come cantieri? Avete mai smontato il motorino assieme a Luigi che in questo momento sta probabilmente catramando qualche provinciale della bassa Padana? Siete consapevoli della fortuna di essere&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;casualmente&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;nati a occidente e sopra il tropico, dalla parte giusta del mondo? Di conseguenza un &lt;i&gt;bo-bo&lt;/i&gt; a Parigi cosa mi sta a significare? Cosa mi devo aspettare, che lezione devo trarne?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt; &lt;br /&gt;Quanto ai barboni quelli veri, li rispetto. Rispetto il loro mal di vivere ma penso anche che tutto lo &lt;i&gt;spleen&lt;/i&gt; di questo mondo non sia un alibi valido per pisciare sulle scale del &lt;i&gt;Pont Neuf&lt;/i&gt;. Perché ci sono molti altri posti per farlo, perché lì di giorno ci passa un sacco di gente e perché io non gli ho mai fatto respirare l’odore del mio piscio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto anche cani e piccioni se è per quello. Ma pure loro cagano troppo, lo fanno spesso a sproposito e quasi sempre nel posto sbagliato.&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-7402835783279825672?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/7402835783279825672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/06/titolo-provvisorio-stanno-come-il-tordo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7402835783279825672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/7402835783279825672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/06/titolo-provvisorio-stanno-come-il-tordo.html' title='Il tordo e il merlo'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/TAljcIfkUAI/AAAAAAAAAlc/V3yyXnyvs44/s72-c/Bobos-in-Paradise_David-Brooks--199x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-412480832351630725</id><published>2010-04-29T21:12:00.010+02:00</published><updated>2010-08-20T22:58:50.037+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Colonne Sonore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>New York City Serenade</title><content type='html'>&lt;link href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cxp%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;&lt;o:smarttagtype name="Street" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;o:smarttagtype name="City" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;o:smarttagtype name="place" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;o:smarttagtype name="address" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;o:smarttagtype name="PersonName" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;style&gt;&lt;!-- /* Font Definitions */ @font-face	{font-family:Georgia;	panose-1:2 4 5 2 5 4 5 2 3 3;	mso-font-charset:0;	mso-generic-font-family:roman;	mso-font-pitch:variable;	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal	{mso-style-parent:"";	margin:0cm;	margin-bottom:.0001pt;	mso-pagination:widow-orphan;	font-size:12.0pt;	font-family:"Times New Roman";	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}a:link, span.MsoHyperlink	{color:blue;	text-decoration:underline;	text-underline:single;}a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed	{color:purple;	text-decoration:underline;	text-underline:single;}@page Section1	{size:612.0pt 792.0pt;	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;	mso-header-margin:36.0pt;	mso-footer-margin:36.0pt;	mso-paper-source:0;}div.Section1	{page:Section1;}--&gt;&lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: medium none; padding: 0cm;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S9qVaM5MxBI/AAAAAAAAAlE/_1pFLGgWdUM/s1600/Tramonto+su+SZR+Gen10.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S9qVaM5MxBI/AAAAAAAAAlE/_1pFLGgWdUM/s320/Tramonto+su+SZR+Gen10.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;Dallo svincolo del &lt;i&gt;Wafi  Center &lt;/i&gt;mi immetto sulle sei corsie della &lt;i&gt;Sheikh Zayed Road &lt;/i&gt;con la testa distratta e pendolare di  chi ha fatto quella manovra già abbastanza volte per mandarla a memoria. In quel  preciso istante parte l’&lt;i&gt;mp3&lt;/i&gt;. Un piano inizia quasi a stento, sembra non sappia bene cosa fare. L’introduzione sembra lunga perché non ha un  senso, fino a quando non te lo aspetti e si scioglie in una melodia dolcissima. Poi  entra una chitarra, che pure lei pare smarrita. La suona un brutto ceffo col  bandana che lo chiamavano &lt;i&gt;Little Steven. &lt;/i&gt;Pare stia strappandole le  corde a quella povera chitarra, prima che si decida a usare decentemente un plettro. Lui comincia, ed è una storia di due che scopano sul sedile posteriore di  una Cadillac.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;i&gt;“Billy is down by the railroad tracks, sittin' low in the  back seat of his Cadillac. Diamond Jackie, she's so intact, she falls so softly beneath him”&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;Su &lt;i&gt;“Jackie's heels are stacked”&lt;/i&gt; parte una linea di basso che ti  fulmina (mi sarebbe piaciuto saper suonare il basso) e una percussione languida sotto che mi piace immaginare la stesse suonando quel grande omone nero col  sassofono a tracolla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;i&gt;“It's midnight in &lt;st1:city w:st="on"&gt;&lt;st1:place w:st="on"&gt;Manhattan&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;, this is no time to get  cute, so walk tall baby. Or don't walk at all”&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;Entrano degli archi e  ti stracciano il petto e ti tirano fuori il cuore che batte ancora fiotti di sangue che pare una macelleria. Lui sta implorando &lt;i&gt;“Fish Lady”&lt;/i&gt; (che poi sarebbe una &lt;i&gt;puttana&lt;/i&gt;)  e non si capisce nemmeno tanto bene il perché. Ora c'è un sax e le percussioni rimangono, quindi non era &lt;i&gt;Clarence Clermons &lt;/i&gt;a suonarle visto che ora ha ben altro  di cui occuparsi. E ti accorgi che è un pezzo rock senza la batteria quindi  dev’essere quel bastardo di &lt;i&gt;Mad Dog Vinnie Lopez &lt;/i&gt;ad allungare i bonghi come in un lamento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;Di colpo la musica si ferma. Tutti cantano e battono le  mani come in una specie di gospel. Una banda negra e cialtrona che  ci tiene a dirci che &lt;i&gt;“she won't take the train, no she won't take the  train” &lt;/i&gt;perché la puttana deve restare nel vicolo a lavorare, ha paura dei  magnaccia e non può scappare. Tu pensi &lt;i&gt;oddio non andrà mica a finire cosi, non manderanno  tutto in vacca in questo modo proprio adesso&lt;/i&gt;. Loro ti lasciano giusto il  tempo di crederlo e poi riprendono a suonare, dolcissimi. E a farti a  pezzi il cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;i&gt;“So long, sometimes”&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;Gli strumenti abbassano la voce &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;discreti &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;e restano giusto due note di piano su una linea sottile di basso e percussioni. &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;i&gt;“He's singin', singin'…”&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt; Piano piano gli archi ricrescono e il grosso omone negro sfoga il suo sassofono e ti fa  pensare a un tempo quando internet non esisteva ma c’erano le cabine del  telefono, quando gli amplificatori avevano valvole e fusibili e la musica si faceva su quattro assi con gli elettricisti e non con l’ingegnere elettronico.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;Rallenta ancora e va a finire che lui mugola &lt;i&gt;“Watch out for your junk man” &lt;/i&gt;e  rimangono quasi solo gli archi. O sono tastiere ma a questo punto che importa, tu deglutisci, hai i crampi allo stomaco, le mani sudate, lo sguardo  fisso avanti e la testa chissà dove. E quella cazzo di uscita trentadue che è passata e  manco te ne sei accorto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: medium none; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: medium none; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: medium none; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: medium none; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border: medium none; padding: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;New York City  Serenade &lt;/i&gt;è un pezzo di Bruce Springsteen dal suo secondo album: &lt;i&gt;The Wild, The Innocent and the E Street Shuffle&lt;/i&gt;. E’ del 1973, lui aveva ventidue o ventitrè  anni quando l’ha scritta. &lt;i&gt;E Street shuffle &lt;/i&gt;si riferisce a quando una notte, di ritorno da una serata a New York, il loro pulmino a noleggio  rimase in panne nella neve proprio dalle parti della &lt;i&gt;E Street&lt;/i&gt; a &lt;i&gt;Belmar  &lt;/i&gt;nel &lt;i&gt;New Jersey&lt;/i&gt;. A quel tempo &lt;i&gt;Little Steven &lt;/i&gt;non suonava ancora con &lt;st1:personname productid="la E Street" w:st="on"&gt;la &lt;i&gt;E Street&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i&gt;  Band (&lt;/i&gt;che peraltro nemmeno si chiamava ancora così) però a me è piaciuto  immaginarlo. Se non la conoscevate e vi ho fatto venire voglia di ascoltarla &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=AWpv0aStofo"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=AWpv0aStofo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-412480832351630725?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/412480832351630725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/new-york-city-serenade-su-sheikh-zayed.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/412480832351630725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/412480832351630725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/new-york-city-serenade-su-sheikh-zayed.html' title='New York City Serenade'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S9qVaM5MxBI/AAAAAAAAAlE/_1pFLGgWdUM/s72-c/Tramonto+su+SZR+Gen10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-914262135118584046</id><published>2010-04-23T13:08:00.000+02:00</published><updated>2010-04-23T13:08:21.941+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Arabi oggi: Barack Al Obama</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S9F_fGG_lDI/AAAAAAAAAk8/_8NocVyjsi8/s1600/Obama_Arab_sm.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S9F_fGG_lDI/AAAAAAAAAk8/_8NocVyjsi8/s320/Obama_Arab_sm.gif" width="258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Fino ad oggi i risultati di &lt;i&gt;Obama &lt;/i&gt;qui nella penisola arabica sono giudicati un po’ deludenti. Dopo oltre un anno di nuova amministrazione a &lt;i&gt;Washington &lt;/i&gt;qui si sono visti pochi progressi verso il promesso e tanto atteso &lt;i&gt;new deal &lt;/i&gt;della questione araba e le aree critiche dell’impegno americano nel Golfo – il ritiro dall’&lt;i&gt;Irak&lt;/i&gt;, la soluzione della questione nucleare &lt;i&gt;Iraniana&lt;/i&gt;, la chiarezza sul successo o meno delle missioni antiterrorismo in &lt;i&gt;Pakistan&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Afghanistan&lt;/i&gt; – restano ancora largamente sabbiose. Soprattutto il processo di pace tra &lt;i&gt;Israele&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Palestina &lt;/i&gt;sembra ristagni a un punto morto, i portavoce americani in medio oriente non hanno preso posizione sugli ultimi insediamenti israeliani in terra palestinese e così facendo hanno avvallato il sospetto che l’America non abbia poi tutta questa gran voglia di rimettere in moto il processo come aveva invece promesso. Gli arabi si stanno chiedendo se ora che ha risolto l’astioso dibattito interno sulla sanità &lt;i&gt;Obama &lt;/i&gt;vorrà continuare a occuparsi di questioni medio-orientali come puro esercizio di retorica oppure inizierà a darsi concretamente da fare. Si rendono conto che la chiave di volta per cambiare davvero in questa complicatissima zona del mondo è il coinvolgimento personale del &lt;i&gt;Kennedy nero&lt;/i&gt;. Il quale a dire il vero, con la recente visita in &lt;i&gt;Afghanistan &lt;/i&gt;e la minore tolleranza verso gli abusi del governo &lt;i&gt;Netanyahu &lt;/i&gt;ha riacceso una piccola luce di aspettative e speranze. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Intanto l’&lt;i&gt;Europa &lt;/i&gt;fa la solita figura della fetta di salame schiacciata nel panino. Incapace o disinteressata a recitare qualsiasi ruolo e a intraprendere qualsiasi iniziativa. Nessun capo di stato europeo ha visitato un paese del Golfo nell’ultimo anno e il nuovo ministro degli Esteri della CEE, &lt;i&gt;Lady Ashton&lt;/i&gt;, ha pensato bene di inaugurare il suo mandato facendosi un giro in Israele e nei territori occupati, mossa che ovviamente non è stata apprezzatissima dai paesi arabi moderati che l’hanno interpretata – a torto o a ragione –fatta &lt;i&gt;“alla facciaccia loro”&lt;/i&gt;. E mentre l’accordo economico di libero scambio tra &lt;i&gt;Paesi del Golfo&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Unione Europea&lt;/i&gt; langue su qualche tavolino a Bruxelles gli arabi sviluppano proficue relazioni commerciali con le &lt;i&gt;tigri asiatiche&lt;/i&gt; (Giappone, Cina, India, Corea), i &lt;i&gt;leoni africani&lt;/i&gt; (Sudafrica, Kenia, Angola) e persino con i &lt;i&gt;puma sudamericani&lt;/i&gt; (Brasile, Argentina, Cile).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-914262135118584046?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/914262135118584046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/arabi-oggi-barack-al-obama.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/914262135118584046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/914262135118584046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/arabi-oggi-barack-al-obama.html' title='Arabi oggi: Barack Al Obama'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S9F_fGG_lDI/AAAAAAAAAk8/_8NocVyjsi8/s72-c/Obama_Arab_sm.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-8900864177565552249</id><published>2010-04-21T22:16:00.000+02:00</published><updated>2010-04-21T22:16:01.587+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Arabi ieri e oggi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S89bGUY7SbI/AAAAAAAAAk0/eCYA2tzMRh0/s1600/muhammadalbaqir1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S89bGUY7SbI/AAAAAAAAAk0/eCYA2tzMRh0/s320/muhammadalbaqir1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Word.Document" name="ProgId"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Microsoft Word 11" name="Generator"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Microsoft Word 11" name="Originator"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;link href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cxp%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;&lt;o:smarttagtype name="PersonName" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;style&gt;&lt;!-- /* Font Definitions */ @font-face	{font-family:Georgia;	panose-1:2 4 5 2 5 4 5 2 3 3;	mso-font-charset:0;	mso-generic-font-family:roman;	mso-font-pitch:variable;	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal	{mso-style-parent:"";	margin:0cm;	margin-bottom:.0001pt;	mso-pagination:widow-orphan;	font-size:12.0pt;	font-family:"Times New Roman";	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}@page Section1	{size:612.0pt 792.0pt;	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;	mso-header-margin:36.0pt;	mso-footer-margin:36.0pt;	mso-paper-source:0;}div.Section1	{page:Section1;}--&gt;&lt;/style&gt;    &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;i&gt;Arabia Felix&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Arabia Petrea&lt;/i&gt;, se le sono inventate gli antichi romani. L’&lt;i&gt;Arabia Felice&lt;/i&gt; correva lungo il Mar Rosso da &lt;i&gt;Jeddah &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;Makkah &lt;/i&gt;giù fino allo &lt;i&gt;Yemen&lt;/i&gt;, l’antico regno della Regina di Saba ai tempi in cui il Sultano dell’Oman dominava l’Oceano Indiano e decideva di piazzare la sua capitale a &lt;i&gt;Zanzibar&lt;/i&gt;. L’&lt;i&gt;Arabia Pietrosa &lt;/i&gt;serpeggiava tra le montagne del Levante, dai confini dell’Egitto per la penisola del Sinai attraverso Libano, Palestina, Siria, Giordania e da qualche tempo, a torto o a ragione, Israele. Su e giù tra terre difficili, ostili e profonde. Dove è nato l’uomo, da cui sono sorte civiltà, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;nazioni, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;eroi, miti e religioni. Tutto il resto -&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt; l’immenso resto - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;era &lt;i&gt;Terra Nullius&lt;/i&gt;, deserto inaccessibile, natura ostile, spazio proibito, &lt;i&gt;Quarto Vuoto&lt;/i&gt;, enorme distesa di sabbia d'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;Arabia, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;dune, cammelli, filiformi carovane beduine, mera nozione sulla carta geografica, distanza sconosciuta, mito e leggenda. Poi &lt;i&gt;Suleyman il Magnifico &lt;/i&gt;l’ha riunita sotto il regno Ottomano e tre secoli dopo gli Inglesi l’hanno ri-colonizzata, resettata, ricondizionata. Adesso la notte nel qui non planano più tappeti volanti ne’ geni delle lampade e tantomeno vola il &lt;i&gt;Profeta&lt;/i&gt; (PBUH) su &lt;i&gt;Buraq &lt;/i&gt;il cavallo alato. Oggi sono aerei carichi di &lt;i&gt;businessmen &lt;/i&gt;e sotto alti fuochi di pozzi di petrolio. Ma i moderni uomini del deserto continuano a vestire &lt;i&gt;kandura&lt;/i&gt;, a ritenere ineducato calpestare l’ombra di un uomo, a considerare ostile una stretta di mano troppo vigorosa e l’ospitalità araba rimane leggendaria dentro una tenda di pelli di capra o nel lusso sfrenato del &lt;i&gt;Burj Al Arab&lt;/i&gt;. Le scimitarre tagliano ancora le teste e &lt;st1:personname productid="la Shari" w:st="on"&gt;la &lt;i&gt;Shari&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i&gt;’a&lt;/i&gt;, anche quando non è più applicata direttamente, resta pur sempre alla base della cultura e regola la vita di tutti i giorni in una società dove non esiste una vera e propria separazione tra temporale e spirituale. Il nuovo che avanza per il momento si ferma alle donne che vivono vite separate dietro ai loro veli e dentro le loro &lt;i&gt;abbaya&lt;/i&gt;. E’ una contrazione dello spazio e del tempo in equilibrio tra oppressione e poesia. Per quello che mi concerne non ne faccio questioni di merito: semplicemente qui è così.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-8900864177565552249?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/8900864177565552249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/arabi-ieri-e-oggi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8900864177565552249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8900864177565552249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/arabi-ieri-e-oggi.html' title='Arabi ieri e oggi'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S89bGUY7SbI/AAAAAAAAAk0/eCYA2tzMRh0/s72-c/muhammadalbaqir1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-5344857957419116832</id><published>2010-04-18T19:53:00.004+02:00</published><updated>2010-05-09T18:49:14.439+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Yes sir, thank you, sir</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;(Parental Advisory – Explicit Lyrics)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;Il &lt;i&gt;Raffles &lt;/i&gt;sta proprio davanti al mio ufficio - ci sono stato anche oggi con degli iraniani - ed è uno degli hotel più lussuosi di Dubai. Una piramide di diciannove piani che fa un po’ &lt;i&gt;Giza &lt;/i&gt;e un po’ &lt;i&gt;Las Vegas&lt;/i&gt;. Più Nevada che Egitto a dire il vero. Gli interni sono meravigliosamente sfarzosi, la fontana a fili della lobby non mi stancherei mai di starla a guardare. Adoro i giochi d’acqua, mi ipnotizzano.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt; 248 tra camere e suites, un numero imprecisato di ristoranti, la &lt;i&gt;Amrita &lt;/i&gt;spa che si dice sia uno dei migliori centri benessere del Medio Oriente (e da queste parti di terme e bagni turchi se ne intendono), un ettaro di giardino botanico e l’immancabile centro commerciale: il &lt;i&gt;Wafi&lt;/i&gt;, enorme, guarda caso particolarmente lussuoso e ultimamente purtroppo spesso semideserto. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;Appena inaugurato nel 2008 il &lt;i&gt;Raffles &lt;/i&gt;è stato subito nominato &lt;i&gt;Miglior Nuovo Hotel del Medio Oriente&lt;/i&gt;, ora sta nella lista dei &lt;i&gt;Migliori 136 Hotel del Mondo&lt;/i&gt; e anche in quella dei &lt;i&gt;Migliori 65 Posti Dove Stare al Mondo&lt;/i&gt;. Chissà perché proprio centotrentasei e sessantacinque, mah.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt; Nei cessi del &lt;i&gt;Raffles &lt;/i&gt;ci sta perennemente un tizio, spesso un ragazzino. Le prime volte la cosa mi ha un po’ infastidito. &lt;i&gt;Chicazzo sono? Cosacazzo stan qui a fare?&lt;/i&gt; Il lavoro di questi sventurati consiste nell’aspettare che &lt;i&gt;“l’avventore”&lt;/i&gt; esca dal bagno e loro immediatamente te lo ripuliscono per bene in modo che il prossimo &lt;i&gt;“cliente”&lt;/i&gt; lo trovi sempre come nuovo. &lt;i&gt;Che vita di merda!&lt;/i&gt; Ma tutto sommato meglio che niente.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;La &lt;i&gt;hall &lt;/i&gt;è una scatola di &lt;i&gt;ferrero rocher &lt;/i&gt;piena di turisti e arabi più o meno locali vestiti da sposa nei loro &lt;i&gt;dishdash &lt;/i&gt;bianchi. C’è l’immancabile barista di colore che a parte i capelli potrebbe essere la reincarnazione di &lt;i&gt;Isaac di Love Boat &lt;/i&gt;e c’è la &lt;i&gt;gnocca &lt;/i&gt;bionda da sola al banco che è facile dire che è russa per noi che non distinguiamo tra una lituana, una lèttone, una kazhaka, una beluga (no, questa è una balenottera) o comunque una che arriva da qualche Repubblica dell’ex-Impero Sovietico tipo &lt;i&gt;Puttanakistan &lt;/i&gt;o &lt;i&gt;Trojakistan.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt; Poi ci sono i &lt;i&gt;boys &lt;/i&gt;e le &lt;i&gt;girls &lt;/i&gt;dell’ascensore, elegantissimi nelle loro uniformi (specialmente le &lt;i&gt;girls&lt;/i&gt;) che ti fanno sempre sentire un po’ malvestito e inadatto. Forse è per questo che quando si avvicinano e si propongono cortesi per aiutarti tu fai l’incazzato, &lt;i&gt;“so bene io dove voglio andare e come arrivarci, mica sono un rincoglionito”&lt;/i&gt;. Poi svolti l’angolo e ti accorgi che ti sei già perduto. Non ti eri accorto che esattamente da quel punto partono cinque corridoi a raggiera e vorresti tornare a chiedere ma non sai più nemmeno come fare. A questo punto il &lt;i&gt;boy &lt;/i&gt;o la &lt;i&gt;girl &lt;/i&gt;riappaiono materializzandosi come il &lt;i&gt;dottor Spock di Star Trek&lt;/i&gt;, sempre inumanamente gentilissimi, sorridono e si ripropongono come se non l'avessero mai fatto prima, tanto che anche tu stesso ti convinci che prima non è accaduto e non li hai praticamente mandati &lt;i&gt;affanculo&lt;/i&gt;. A questo punto, con solo un leggero imbarazzo, accetti di essere accompagnato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;E ti ritrovi sconfitto, rassegnato come un anziano &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;in una  casa di riposo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;nelle mani di un’infermiera sconosciuta. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;Dentro di te hai capito. Hai finalmente realizzato che qui non esistono hotel e centri commerciali ma solo enormi, inestricabili, invincibili labirinti ed è molto meglio cedere, abbandonarsi e lasciarsi servire.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-5344857957419116832?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/5344857957419116832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/yes-sir-thank-you-sir.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5344857957419116832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/5344857957419116832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/yes-sir-thank-you-sir.html' title='Yes sir, thank you, sir'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-8739180060021195592</id><published>2010-04-16T20:58:00.001+02:00</published><updated>2010-04-16T20:58:25.874+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Marco e la Dubai by night</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S8ioUiBd-0I/AAAAAAAAAkk/a5m5iWeL4mo/s1600/lily_allen-its_not_you-cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S8ioUiBd-0I/AAAAAAAAAkk/a5m5iWeL4mo/s320/lily_allen-its_not_you-cover.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Word.Document" name="ProgId"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Microsoft Word 11" name="Generator"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Microsoft Word 11" name="Originator"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;link href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cxp%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;&lt;o:smarttagtype name="PersonName" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;style&gt;&lt;!-- /* Font Definitions */ @font-face	{font-family:Georgia;	panose-1:2 4 5 2 5 4 5 2 3 3;	mso-font-charset:0;	mso-generic-font-family:roman;	mso-font-pitch:variable;	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal	{mso-style-parent:"";	margin:0cm;	margin-bottom:.0001pt;	mso-pagination:widow-orphan;	font-size:12.0pt;	font-family:"Times New Roman";	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}@page Section1	{size:612.0pt 792.0pt;	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;	mso-header-margin:36.0pt;	mso-footer-margin:36.0pt;	mso-paper-source:0;}div.Section1	{page:Section1;}--&gt;&lt;/style&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Servono sempre occhi nuovi per vedere bene le cose perché dopo un po’ ci si abitua, quello che era evidentemente interessante diventa solo parte del paesaggio e nemmeno più lo si nota. Per questo cerco sempre di prestare molta attenzione a cosa dicono gli amici che mi vengono a trovare. Marco, ad esempio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Marco è una persona che &lt;i&gt;“po’ essere fèro e po’ essere piuma”&lt;/i&gt;. Nel senso che sa essere leggerissimo quando si parla di &lt;i&gt;calcio &amp;amp; figa&lt;/i&gt; al bar ma cinque minuti dopo ti puoi trovare con lui in strada a discettare del ruolo delle religioni nelle società del sudest asiatico o dei conflitti bellici nello stretto di Hormuz dal millecinquecento a oggi. Entrambi sono soggetti che personalmente non conoscevo nemmeno per sentito dire. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Di Marco mi piace ricordare le cose semplici, che sono sempre le più geniali perché in fondo il mondo è semplice, le cose vanno generalmente per il verso più facile e non ci sono un miliardo di dietrologie e sovrastrutture da raccontare. Ad esempio la sua definizione di &lt;i&gt;“Gotham City”&lt;/i&gt; per la vista sui grattacieli di Dubai Marina a tarda notte quando non c’è più nessuno in giro è perfetta e la breve frase &lt;i&gt;“Ci stanno provando” &lt;/i&gt;riassume in tre parole la storia economica di Dubai dagli anni ottanta ad oggi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Marco aveva tempo libero e voglia di divertirsi quindi quella settimana abbiamo gironzolato più locali notturni di quanti ne avessi visti nei sette mesi da quando sono arrivato qui a Dubai.   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;In effetti, pur non rinnegando ne' il mio passato di giovinastro nelle peggiori discoteche del cremasco, &lt;i&gt;disco-roller&lt;/i&gt; compreso, ne’ il mio appena più presentabile periodo da trentenne pendolare tra i club di Milano e Desenzano del Garda, oggi la vita notturna mi interessa più o meno tanto quanto può interessare a una gallina. Lo dico visto che esiste un detto &lt;i&gt;“andare a letto con le galline”&lt;/i&gt; per cui si suppone che questi pennuti dallo sguardo idiota prima di diventare pollo al curry e quando non sono impegnati a produrre dolorosamente uova si vadano a coricare piuttosto presto. Comunque messo in questo contesto mi rendo conto che è un modo di dire che lascia anche un minimo di porte aperte visto che potrebbe contenere un simpatico doppio senso.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Vabbè lasciamo perdere vah... Stavamo dicendo che oggi per me andare in un locale dove dopo poche decine di minuti hai perso la voce a furia di urlare anche solo per chiedere come stai mentre libanesi nerboruti e puttane russe si agitano per mostrare chissacosa a chissachi in questa fase della mia vita mi interessa davvero pochino. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Lo ho fatto - anche parecchio - in passato ma ora per me &lt;i&gt;basta, grazie&lt;/i&gt;. Preferisco riuscire a mettere assieme un discorso di senso compiuto di almeno dieci minuti e essere me stesso senza preoccuparmi eccessivamente di come appaio. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Ma non sono il genere di ex-fumatore che smette e poi rompe le balle al prossimo suo nel raggio di cinquecento chilometri se solo si azzarda a tirare fuori una sigaretta quindi mi sta benissimo che ogni tanto si vada ad &lt;i&gt;sbattere un po' il culo da qualche parte&lt;/i&gt; (citazione da Ilario) e qualche settimana fa, supportato da un paio di birrette, ho accompagnato con piacere Marco. Adesso, dopo il post sui ristoranti, ne approfitto per farvi un po’ il punto della situazione sulla mia personale e dilettantesca vita notturna a Dubai. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Cominciamo dai posti sotto casa: qualche tempo fa sono stato all’&lt;i&gt;Aquara @ Dubai Marina Yacht Club&lt;/i&gt;, è una bella terrazza con vista sui motoscafi e sui grattacieli dove si può semplicemente bere qualcosa e chiacchierare in pace. Lo stesso panorama ve lo potete godere qualche decina di metri pi&lt;i&gt;ù &lt;/i&gt;indietro alla &lt;i&gt;Terrazza Martini @ The Address Marina&lt;/i&gt;. Qui però io preferisco fermarmi semplicemente sui fantozziani &lt;i&gt;puff &lt;/i&gt;a bordo piscina, quando non sono intrisi per la troppa umidità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Dall’altra parte del Marina, il lato mare, non si può mancare la serata &lt;i&gt;SoLo&lt;/i&gt; al &lt;i&gt;dehor &lt;/i&gt;dello &lt;i&gt;Splendido @ Ritz Carlton&lt;/i&gt;: aperitivo &lt;i&gt;relax chich &lt;/i&gt;all’italiana direttamente sulla spiaggia. Oppure, di tutt’altro genere, il &lt;i&gt;“nasty” Barasti&lt;/i&gt;, il bar capanna di foglie di palma sulla spiaggia che nelle sere del weekend è stipato di anglosassoni che non si capisce se abbiano alzato più la musica o il gomito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Sempre da quelle parti il &lt;i&gt;Grand Grill Bar @ Habtoor Grand&lt;/i&gt;, uno dei primi resort del Marina che nonostante le operazioni di chirurgia estetica ora è un po’ blasè. Il Grand Grill Bar è una terrazza non facilissima da trovare ma dalla vista molto bella. E sempre all’Habtoor c’è &lt;i&gt;Nozomi&lt;/i&gt;: sul presto ristorante di cucina giapponese moderna e dopo &lt;i&gt;lounge club &lt;/i&gt;ad alto volume. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Chiuderei il quadro della &lt;i&gt;nightlife &lt;/i&gt;di &lt;i&gt;New Dubai &lt;/i&gt;con l’immancabile &lt;i&gt;Buddha Bar @ Grosvenor&lt;/i&gt;. Insieme al &lt;i&gt;Just Cavalli è &lt;/i&gt;probabilmente  uno dei locali più conosciuti di Dubai e non c’è turista che nella sua settimana &lt;i&gt;dubaiota tutto-compreso &lt;/i&gt;non passi da qui. Il Buddha è in effetti molto bello, quasi-gemello dell’originale a Parigi con vista sul Marina dietro i vetri &lt;i&gt;fumé&lt;/i&gt;. Se siete fortunati può capitarvi di godere lo spettacolo dei baristi mangiafuoco in piedi sul bancone, ma non ditelo ai NAS ne' ai Vigili del Fuoco. E poi una delle chicche che rappresentano bene il livello di servizio che troverete in questa città:  nei cessi di solito ci sta uno schiavo (non saprei come definirlo altrimenti) il cui unico ruolo consiste nel porgervi l’asciugamano dopo che vi siete lavati. Ma vi rendete conto?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Vabbè dai, asciughiamoci le mani con calma però poi pigliamoci un taxi e usciamo da Marina, in direzione città.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Lascerei perdere il monumentale &lt;i&gt;Burj Al Arab &lt;/i&gt;che pure ha parecchi locali ma è decisamente meglio come panorama che come destinazione e andrei lì vicino, al &lt;i&gt;Jumeirah Beach Hotel&lt;/i&gt;, dove ci sono il &lt;i&gt;360°&lt;/i&gt; - terrazza a vista panoramica, come suggerisce il nome - o al &lt;i&gt;Dhow &amp;amp; Anchor&lt;/i&gt;, appena dopo lo splendido giardino in serra nella hall, per farmi una birra in pace&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Per vedere i giochi di luce sul &lt;i&gt;Burj Al Arab &lt;/i&gt;al tramonto il massimo resta sempre il &lt;i&gt;Bahri Bar @ Madinath Jumeirah&lt;/i&gt;, magari dopo una giornata in spiaggia privata e un rilassante fine pomeriggio di massaggi alla &lt;i&gt;Talise Spa&lt;/i&gt;.  &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Il &lt;i&gt;Roof Top @ One&amp;amp;Only Royal Mirage &lt;/i&gt;è la migliore alternativa: panorama sul Burj Al Arab forse non altrettanto perfetto ma posto decisamente molto &lt;i&gt;chich&lt;/i&gt;, stile &lt;i&gt;Armani&lt;/i&gt; per intenderci. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Conitinuiamo a risalire &lt;i&gt;Sheikh Zayed Road&lt;/i&gt;. Difficile non fare un cenno ai superclassici &lt;i&gt;Just Cavalli &lt;/i&gt;(chiedere di Lucio Luciano) e &lt;i&gt;400&lt;/i&gt;, entrambi&lt;i&gt; @ Fairmont Hotel&lt;/i&gt;. Qui ci si viene più che per la vista sul paesaggio per quella sulle avventrici (o gli avventori, a vostro piacere). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Ci possiamo fermare un attimo a &lt;i&gt;Old Dubai&lt;/i&gt;, che a dispetto del nome è l’ultimissimo insediamento completato in città, dominato dal &lt;i&gt;Burj Khalifa&lt;/i&gt; (ex &lt;i&gt;Burj Dubai&lt;/i&gt;), dal &lt;i&gt;Dubai Mall&lt;/i&gt; e dal &lt;i&gt;Souk al Bahar&lt;/i&gt;. Qui i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;l &lt;i&gt;Calabar @ The Address Downtown&lt;/i&gt; (dove peraltro fanno l’aperitivo italiano il sabato sera) è il posto perfetto per godersi le gigantesche fontane danzanti mentre l'&lt;i&gt;iKandy @ Shangri-La &lt;/i&gt;mi incuriosisce tantissimo: dicono che tenendo fede al suo nome da caramella sia un locale molto simpatico e tutto colorato di rosa. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;A chi piace la musica dal vivo deve andare il venerdì al &lt;i&gt;Wafi Rooftop&lt;/i&gt;, ovviamente&lt;i&gt; @ Wafi Center&lt;/i&gt; oppure all’&lt;i&gt;Irish Village @ Aviator Club&lt;/i&gt;. Non li ho ancora provati di persona ma prima o poi so che lo farò. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Non ci resta che arrivare a Bur Dubai e Deira: &lt;i&gt;il QD’s @ Dubai Creek Golf &amp;amp; Yacht Club&lt;/i&gt; e il &lt;i&gt;The Terrace @ Park Hyatt &lt;/i&gt;sono i locali con la migliore vista sul &lt;i&gt;creek &lt;/i&gt;mentre il &lt;i&gt;So Cho @ Dubai Marine Barch Resort&lt;/i&gt; all’inizio di &lt;i&gt;Jumeirah Beach Road &lt;/i&gt;era il posto più &lt;i&gt;in &lt;/i&gt;fino a qualche anno fa quando ancora Marina e Old Dubai non esistevano. E’ un &lt;i&gt;bar lounge &lt;/i&gt;con terrazza sul mare che dicono sappia sempre mantenere un certo qual fascino. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Insomma, alla fine con Marco abbiamo passato una settimana notturna piuttosto intensa. Tutto sommato perà credo che quello che ricorderemo con più nostalgia tra qualche anno, in qualche bar di Milano, saranno la chiaccherata con sottofondo di Bocelli da un cialtronissimo &lt;i&gt;Dean &amp;amp; Deluca &lt;/i&gt;alle fontane del &lt;i&gt;Burj Khalifa &lt;/i&gt;o il pranzo in una bettola durante il giro a &lt;i&gt;Musandam &lt;/i&gt;o ancora gli &lt;i&gt;shawarma &lt;/i&gt;agliatissimi ai baretti sul creek. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Breve parentesi finale sulle &lt;i&gt;disco &lt;/i&gt;all’aperto che in periodo invernale potrebbero essere una scelta carina. Il &lt;i&gt;Chi &lt;/i&gt;e l’&lt;i&gt;Ocean Club &lt;/i&gt;manco so dove siano ma la descrizione su &lt;i&gt;Time Out Dubai &lt;/i&gt;mi stuzzica molto visto che dovrebbero essere due posti dove si balla sull’erba o direttamente con vista spiaggia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;A proposito di musica pop, è da qualche tempo che vi voglio raccontare di un pezzo che non solo è molto carino sia da ballare che da ascoltare ma inoltre secondo me riassume tutta la storia recente di Dubai, dal &lt;i&gt;boom &lt;/i&gt;economico, periodo d’oro del &lt;i&gt;“work hard live hard”&lt;/i&gt; fatto di Ferrari, champagne e puttane d’alto bordo fino alla crisi, al &lt;i&gt;crack &lt;/i&gt;di &lt;i&gt;Dubai World, &lt;/i&gt;ai ridimensionamenti, all’esodo con le auto abbandonate in aeroporto, fino alle attuali disillusioni. Lo ascoltai per la prima volta quando venni qui lo scorso luglio a chiudere colloqui e contratti, lo ho scaricato quando ancora usavo &lt;i&gt;eMule &lt;/i&gt;a Milano e ancora adesso lo tengo tra i miei preferiti sull’&lt;i&gt;i-pod&lt;/i&gt;. E’ un pezzo buono per correre, come sottofondo per distrarsi mentre scrivo o lavoro, per coprire i rumori rilassarsi e dormire in aereo ed è anche un testo molto intelligente da fermarsi ad ascoltare. Lei è &lt;i&gt;Lily Allen&lt;/i&gt;, su cui ci sarebbe molto più da dire che non delle sue ubriacature moleste alle serate di gala di MTV. Il pezzo, famosissimo, si chiama &lt;i&gt;“The Fear”&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;"I want to be rich and I want lots of money, I don’t care about clever I don’t care about funny.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I want loads of clothes and fuckloads of diamonds, I heard people die while they are trying to find them. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I’ll take my clothes off and it will be shameless ‘cuz everyone knows that’s how you get famous. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I’ll look at the sun and I’ll look in the mirror, I’m on the right track yeah I’m on to a winner.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Life’s about film stars and less about mothers, it’s all about fast cars and passing each other. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;But it doesn’t matter cause I’m packing plastic and that’s what makes my life so fucking fantastic. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I am a weapon of massive consumption and its not my fault it’s how I’m programmed to function. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I’ll look at the sun and I’ll look in the mirror, I’m on the right track, I’m on to be a winner.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Forget about guns and forget ammunition cause I’m killing them all on my own little mission.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Now I’m not a saint but I’m not a sinner, everything is cool as long as I’m getting thinner.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;I don’t know what’s right and what’s real anymore, I don’t know how I’m meant to feel anymore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;When we think it will all become clear ‘cuz I’m being taken over by The Fear". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Vorrei mettervi qui il &lt;i&gt;link &lt;/i&gt;ma quei trogloditi dell’età della pietra della EMI lo rimuovono immediatamente da qualsiasi sito sul quale viene caricato. Visto che vale la pena sentirsi l’originale e non una delle miriadi di versioni che si trovano correntemente su &lt;i&gt;YouTube &lt;/i&gt;vi invito a scaricarvelo da qualunque &lt;i&gt;eMule, Torrent o PirateBay&lt;/i&gt;, tanto si trova dappertutto. Alla faccia della potentissima Electric and Musical Industries del cazzo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;________________________________________ &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;NOTA: questo pezzo è dedicato al mio amico Marco, a un corridoio di fronte all’Aula Magna della Bocconi alla fine degli anni ottanta, un corridoio che ora manco so se esista più. Al primo esame universitario sotto la minaccia del monumentale “Lavoro e Risparmio”, noto ai più come “Il Masini”, un incompresibile tomo mi auguro ora abbandonato che però cementò per sempre la nostra amicizia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Ma questa è una storia che vi racconterò un’altra volta, in un altro blog, in un'altra vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-8739180060021195592?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/8739180060021195592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/marco-e-la-dubai-by-night.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8739180060021195592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/8739180060021195592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/marco-e-la-dubai-by-night.html' title='Marco e la Dubai by night'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S8ioUiBd-0I/AAAAAAAAAkk/a5m5iWeL4mo/s72-c/lily_allen-its_not_you-cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-1963771372182257718</id><published>2010-04-10T15:08:00.003+02:00</published><updated>2010-04-10T15:15:07.814+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>Piccola personale guida al mangiar fuori a Dubai</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S8B5NHpuQTI/AAAAAAAAAkc/TJ2mWiGTwpQ/s1600/14113_403167611293_609811293_5507610_7686566_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S8B5NHpuQTI/AAAAAAAAAkc/TJ2mWiGTwpQ/s320/14113_403167611293_609811293_5507610_7686566_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;Qui a Dubai i ristoranti sono talmente tanti e variegati e i servizi a domicilio possono essere di talmente di buona qualità e ben organizzati che è difficile avere la motivazione per cucinare in casa. Io personalmente questa buona abitudine cerco di mantenerla però mi piace anche esplorare quindi ecco – ovviamente senza pretese di esaustività – la mia personale guida al panorama enogastronomico del posto, stilata secondo una altrettanto personale classificazione in sette gruppi. &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1. Salva tra i preferiti. &lt;/b&gt;Questi posti hanno per me qualcosa di speciale: a volte è il cibo, a volte l’atmosfera, a volte un ricordo, a volte amicizie; questi sono un po’ i &lt;i&gt;“miei”&lt;/i&gt; posti a Dubai e sono felice di condividerli con voi. &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo &lt;i&gt;Splendido &lt;/i&gt;al Ritz Carlton, per &lt;i&gt;chef Corrado&lt;/i&gt;, per il &lt;i&gt;dehor &lt;/i&gt;praticamente sulla spiaggia, per le nottate sulla stessa spiaggia fino a dopo l'orario di chiusura, per gli aperitivi italiani del sabato prima e per il SoLo del venerdì adesso. E – tra le altre cose - per quel capocollo cotto venti ore a basse temperature che poi si scioglie in bocca e mi fa venire l’acquolina solo a pensarci. Se non fosse per tutto questo Splendido starebbe comunque tra i Cari ma buoni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Bellucci &lt;/i&gt;al Wafi Center che secondo me è uno dei migliori ristoranti italiani qui a Dubai. La signora Livia sfornella cucina casalinga mentre suo marito legge il giornale al tavolo accanto. Ci si sente a casa e il conto che è all’incirca un quinto di quello dei blasonatissimi Bice o Certo. Non ci si viene certo per l’ambiente che è alquanto basico ne’ per la cantina visto che sta in un centro commerciale quindi non possono servire alcoolici. Però le melanzane alla parmigiana sono uno spettacolo e la pasta fatta in casa è deliziosa. Provate i &lt;i&gt;tagliolini ai moscardini &lt;/i&gt;ma non dimenticate di aggiungere la fatidica richiesta &lt;i&gt;“no garlic”&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Wafi Gourmet&lt;/i&gt;, sempre al Wafi Center è un ottimo esempio di libanese, paese che è un po’ la guida della cucina araba più in generale. Anche se il mio ristorante libanese preferito resta la  casa del mio collega &lt;i&gt;Houmam&lt;/i&gt;, dove sua moglie una sera fece toccare il cielo con un dito per mezzo di una specie di involtini primavera ripieni di pollo che devo ricordarmi di chiederle esattamente come si chiamano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;Il &lt;i&gt;Bateel &lt;/i&gt;in Marina Walk ha piatti abbastanza semplici e ingredienti di buona qualità a prezzi tutto sommato corretti. Se non fosse per quegli abusi di aglio e cipolle nei condimenti... Lo lascio comunque tra i &lt;i&gt;preferiti &lt;/i&gt;perché è proprio sotto casa e non si deve neanche uscire dal palazzo, cosa da non sottovalutare quando fuori fanno quaranta gradi con l’umidita’ a mille. In inverno poi è il posto ideale per una colazione tardi, godendosi le barche e il viavai di gente sul marina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fish and chips del &lt;i&gt;Barasti&lt;/i&gt; è perfetto e grazie a Corrado che me lo ha suggerito. Il Barasti è uno storico bar di canne sulla spiaggia proprio all’inizio del marina e a due passi da casa straconosciuto per le sue serate  nel &lt;i&gt;weekend &lt;/i&gt;con enorme casino all’anglosassone (&lt;i&gt;“the nasty barasti”&lt;/i&gt;) con annessi e connessi di alcool e gente che balla in spiaggia. Ma il posto è molto-molto meglio a pranzo in un giorno infrasettimanale quando tutto si impigrisce con la brezza di mare tra le palme. Può essere anche molto bello per un aperitivo al tramonto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E a proposito di aperitivi al tramonto, è meraviglioso quello al &lt;i&gt;Bahri Bar &lt;/i&gt;a Madinath Jumeirah, con vista sui giochi di luce del Burj Al Arab (mentre invece il &lt;i&gt;Rooftop &lt;/i&gt;al Royal Mirage One&amp;amp;Only è un posto certamente bello ma senza quel qualcosa di particolare). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;2. Cari ma buoni. &lt;/b&gt;Dubai è ricchissima di ottimi ristoranti di ogni genere e di ogni continente, spesso stanno dentro i grandi alberghi, il secondo livello è per chi è appassionato di cucina, ha qualche soldo in tasca e non disdegna di investire &lt;i&gt;una cento euro &lt;/i&gt;in una bella cena e un buon vino. &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo &lt;i&gt;Spice Emporium &lt;/i&gt;al Westin, per la cucina fusion asiatica, i suoi vini e per la piacevole scoperta di un’ottima compagnia nei miei primi giorni a Dubai. Per questo ultimo punto forse meriterebbe anche di salire tra i &lt;i&gt;preferiti &lt;/i&gt;ma se ricordo bene fu una seconda scelta dopo che ci sbatterono fuori dal &lt;i&gt;Certo &lt;/i&gt;(ristorante che per lo stesso motivo ora difficilmente salirà nel mio Olimpo). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;Mikayo, &lt;/i&gt;giapponese storico all’Hayatt Regency di Deira, per un’ottima cena giapponese insieme a Misci cucinata direttamente al tavolo, o meglio, al fornello incorporato (lasciate stare l’aglio però!). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre in campo giapponese il &lt;i&gt;Nozomi &lt;/i&gt;all’Habtoor qui a Marina, per quanto parecchio caro e nonostante a un certo punto faccia una scelta alquanto milanese diventando più che altro una discolounge con musica alta e le classiche frequentazioni stile &lt;i&gt;“guardatemi quanto sono figo/figa”&lt;/i&gt;. Se ci andate vi consiglio di pianificare gli orari in modo che possiate levarvi dai piedi nel giro di dieci minuti da quando alzano la musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Bice Mare&lt;/i&gt; a Souk Al Bahar. Per quanto odi le loro centraline telefoniche devo ammettere che la cucina è italiana di prima qualità e la cantina la segue con attenzione. E lo spettacolo delle fontane del &lt;i&gt;Burj Khalifa &lt;/i&gt;- soprattutto quanto danzano alla musica di Bocelli -&amp;nbsp; completa magnificamente l'esperienza rendendola davvero unica. Ma mi raccomando: fatevi assolutamente dare un tavolo sul terrazzo altrimenti se rimanete dentro ogni venti minuti ve ne pentirete amaramente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;Vu’s&lt;/i&gt; al cinquantesimo piano delle Emirates Towers, panorama adorabile, posto raffinato anche se odio le porzioni minuscole che negli &lt;i&gt;ameuse bouche  &lt;/i&gt;raggiungono davvero il ridicolo. E poi quella disavventura della bottiglia da 600 Euro ordinata per sbaglio (e poi onorata, nel senso di pagata, ovviamente)… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;3. Promesse mantenute (o limitati al compitino?).&lt;/b&gt; Questi sono buoni ristoranti, ne hanno la fama, in giro se ne parla e poi in effetti si viene a provarli, si prepara il portafoglio, si prende il menu, si ordina si gusta, si paga e alla fine si è ben mangiato e ben bevuto. Ma com’è che resta la sensazione che sia mancato qualcosa? Sapete quel piccolo particolare che prende di sorpresa e fa diventare un posto, un piatto, una cucina un’occasione un po’ speciale… &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;Certo &lt;/i&gt;al Radisson di Media City mi aveva lasciato la voglia di provarlo da quella volta che, appena arrivato qui e alla prima uscita con la mia amica Kiki all’epoca praticamente sconosciuta, ci avevano sbattuti fuori dal locale semivuoto per mancanza di prenotazione. Da casa mia sono dieci minuti a piedi verso l'entroterra, verso il deserto, ci sono tornato invitando Stefano con sua moglie: buono il cibo, buono il vino, conto caruccio ma non fuori dal mondo. Una cosa giusta, insomma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pizza da &lt;i&gt;Stefano's&lt;/i&gt; sotto casa in Marina Walk è buona, a condizione che non vi facciate tentare da gusti diversi dalla classica margherita altrimenti ve la trovate seppellita di peperoni o wurstel di pollo. Il posto è molto carino, soprattutto d’inverno quando si sta all’aperto tra i fumatori di &lt;i&gt;shisha &lt;/i&gt;e appena fa buio la gente in Marina inizia la passeggiata. E poi c'è la musica in sottofondo da perfetto italiano emigrante. Stefano l'ho conosciuto una sera: è un tipo simpatico, sempre che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;vi stiano simpatici &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;i milanesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nina&lt;/i&gt;, all’Arabian Court dell’One&amp;amp;Only Royal Mirage, fa cucina indiana contemporanea con un tocco internazionale. Non è male e potrebbe valere anche il suo prezzo se non fosse che in fondo in fondo la cucina indiana, anche se solo una volta al semestre, non mi va molto giù. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi anche il &lt;i&gt;Mumtaz Mahal &lt;/i&gt;all’Arabian Courtyard Hotel proprio di fronte al Dubai Museum, e che adoro per le coppe e i bicchieri di bronzo decorato che arrivano direttamente dal Pakistan e che fa una cucina indiana di buona qualità, potrebbe essere un &lt;i&gt;Caro ma Buono &lt;/i&gt;se non fosse che appunto non vado matto per polli al curry e compagnia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;4. Onesti lavoratori. &lt;/b&gt;C’è gente che si dà da fare e senza &lt;i&gt;troppissime &lt;/i&gt;pretese ti serve da mangiare a prezzi decenti. Questi al quarto livello sono un po’ l’equivalente delle trattorie in Italia o degli &lt;i&gt;hamburger restaurant &lt;/i&gt;negli Stati Uniti, sempre che non siate di quelli che si impantanano in inutili sciovinismi gastronomici: siamo nel ventunesimo secolo, viviamo in una città globale dove imperano il &lt;i&gt;business &lt;/i&gt;e le catene di ristorazione ma se aprite bene gli occhi, le papille e anche un po’ la mente a volte cenare a catena non è poi così male. &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli &lt;i&gt;Yo Sushi &lt;/i&gt;al Burjuman e al Marina Mall, fanno cucina giapponese da catena di montaggio. Mi piace il giochino del nastro e delle scodelline colorate per calcolare il conto, soprattutto se ci andate da soli almeno vi distraggono un po’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;Japengo &lt;/i&gt;ha diverse location, ce l’ho di fianco all’ufficio al Wafi: è decente e i prezzi sono quasi corretti ma oltre questo non va, anzi qualche volta mi viene voglia di declassarlo verso il gruppo 6 se non proprio il 7. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro che se la cava per un pelo è &lt;i&gt;Carluccio &lt;/i&gt;al Dubai Mall, un furbo (nel senso buono del termine) che non a caso è uno degli italiani più conosciuti a Londra e che qui a Dubai se la cava soprattutto perché il suo ristorante sta sul marciapiede a un metro dalle famose &lt;i&gt;superfontane &lt;/i&gt;danzanti del &lt;i&gt;Burj Khalifa&lt;/i&gt;. Fosse per il resto lo dovrei ricordare solo come uno degli innumerevoli ristoranti italiani che contribuiscono a far credere in giro per il mondo che la nostra cucina sia basata su &lt;i&gt;garlic bread&lt;/i&gt;, pesto sulla bistecca e spaghetti &lt;i&gt;bolognaise&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;Tornando invece alle cose che mi piace fare: quando un paio di volte al mese mi fermo a fare il pieno in qualche distributore adoro concedermi un hamburger al'immancabile &lt;i&gt;McDonald &lt;/i&gt;o &lt;i&gt;Burger King. &lt;/i&gt;Sto conducendo una personale ricerca se sia meglio il &lt;i&gt;BigMac &lt;/i&gt;o il &lt;i&gt;Whopper&lt;/i&gt;, sono ancora indeciso e mi fermerò solo quando avrò capito con certezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;5. Le chicche. &lt;/b&gt;Qui ci si viene per qualcosa in particolare, generalmente non sono locali lussuosi o cari ma posti particolari dove – vi avverto – correte il chiaro rischio che se non condividete i miei gusti potreste anche trovarvi parecchio delusi. &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno &lt;i&gt;shawarma &lt;/i&gt;al tramonto da uno dei baretti che si affacciano sul Creek è forse la chicca delle chicche, la cena più affascinante con 10 dirham (2 euro) per uno &lt;i&gt;shawarma &lt;/i&gt;- quello che in Grecia chiamano &lt;i&gt;pita gyros &lt;/i&gt;o in Turchia &lt;i&gt;kebab&lt;/i&gt; - e una Pepsi. &lt;i&gt;Street food &lt;/i&gt;perfetti passeggiando sul &lt;i&gt;lungocreek &lt;/i&gt;all’imbrunire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;The Noodle House &lt;/i&gt;alle Emirates Tower, farebbe parte degli Onesti Lavoratori (&lt;i&gt;noodles &lt;/i&gt;serviti a tavoli comunitari, servizio rapido e prezzi bassi) ma ha quelle deliziose biro a forma di &lt;i&gt;noodle &lt;/i&gt;che mi hanno letteralmente conquistato. Le lasciano sul tavolo a vostra disposizione: se ci andate non dimenticate di farvene regalare una. Non rubatela vi prego, non facciamo i soliti italiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;Nefertiti &lt;/i&gt;in Bur Dubai, per il &lt;i&gt;pelmeni &lt;/i&gt;cioè i ravioli di carne russi con la salsa di yogurt. Se fosse per il resto sinceramente farebbe un po’ fatica anche a stare anche tra gli &lt;i&gt;Onesti Lavoratori&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;Fish Market &lt;/i&gt;al Radisson, sul Creek a Deira. Qui vi scegliete il pesce e le verdure al mercato,&amp;nbsp; pagate a peso e poi ve li cucinano bolliti, arrosto, al barbecue o spadellati. In genere sempre tendendo un po’ a gusti alla tailandese. Il posto è deve essere un po' passato di moda perchè non è mai pieno e la clientela sembra messa li per caso comunque la qualità dei pesci è per forza di cose ottima (peraltro il &lt;i&gt;vero &lt;/i&gt;mercato del pesce è li a due passi quindi penso sia tutto freschissimo) e l'esperienza di fare la spesa tra le bancarelle è molto divertente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;800Pizza &lt;/i&gt;secondo me è la migliore pizza di Dubai: sottile, sottilissima e ben cotta va giù che è un piacere. Io adoro quella con la mozzarella di bufala anche se non è sempre facile far capire che la voglio &lt;i&gt;tutta &lt;/i&gt;alla bufala e non solo una fetta sopra una margherita normale. Fanno anche &lt;i&gt;home delivery &lt;/i&gt;ma quando ti arriva a casa i dieci minuti di viaggio le sono stati fatali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Subway &lt;/i&gt;al Wafi, dove mi rifugio all’ultimo piano quando voglio stare tranquillo e godermi dei succulenti panini a 20 dirhan (4 euro).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;E infine il tonno fresco spadellato in tre modi diversi oppure una semplice pasta al pomodoro col basilico del terrazzo a casa mia. Perché sono fatte con amore e proprio come piacciono a me. Vabbè ammetto questa è un po’ una presa in giro però cenare d’inverno con vista dall'alto sulle barche nel marina vi assicuro che non e’ per niente male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;6.  Non ci siamo. &lt;/b&gt;Ecco, questi sono posti che sarebbero tenuti a dare chiaramente qualcosa di più, sono i classici locali che ti fanno incazzare perché se è vero che devi essere consapevole non stai cenando da Gualtiero Marchesi però almeno il rispetto delle regole di base accidenti se lo esigo! &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;room service&lt;/i&gt; dell’&lt;i&gt;Oasis Court Hotel Apartment&lt;/i&gt;, per le lunghe attese e per gli hamburger e patatine costantemente freddi che mi chiedo cosa diavolo ci facciano per mezz’ora dopo che li hanno preparati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;Planet Hollywood &lt;/i&gt;vicino al Wafi Center, che a settembre aveva un senso solo perché era l’unico ristorante aperto nelle vicinanze in periodo di &lt;i&gt;Ramadan&lt;/i&gt;. Passi il posto, sempre deserto e passi pure il freddo polare. Passi anche il cameriere che va in crisi alla prima &lt;i&gt;comanda &lt;/i&gt;ma il loop di video anni ’80 sempre uguale ogni giorno con i &lt;i&gt;Thompson Twins &lt;/i&gt;che passano ogni venti minuti proprio non si può sopportare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Itso&lt;/i&gt;, sotto casa, si è pomposamente autodefinito &lt;i&gt;“modern japanese restaurant”&lt;/i&gt;. Ti attira con il suo acquario e i cibi sul nastro poi lo provi e scopri che la qualità è scadente, l’acquario sporco e i pesci sono orbi e deformi. Non certo la miglior presentazione per apprestarsi a ordinare un &lt;i&gt;sushi. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;7. Te le sei cercata. &lt;/b&gt;A volte si fanno esperimenti per la curiosità di vedere come va a finire: io sono un tipo molto curioso e questi sono i posti dove poi dietro l’angolo la maggior parte delle volte ci trovi la tua coscienza che ti sussurra &lt;i&gt;“te l’avevo detto”&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo girone ci sta &lt;i&gt;Pizza Hut&lt;/i&gt;, perchè una pizza ai frutti di mare non può essere una pizza ai peperoni con sopra due microscopici gamberetti da cercare con la lente. E poi anche perchè non riesco proprio a capire il senso del ripieno di formaggio nella crosta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;7bis. Qui si ruba. &lt;/b&gt;Vi è mai capitato di andare in un ristorante, spendere tanto e mangiare male? A me a Milano si, a Dubai per ora ancora no e questa sezione spero proprio di non doverla riempire per niente. Però intanto preparo un po’ di posto che non si sa mai...&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4681764809635043872-1963771372182257718?l=solobagaglioamano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/feeds/1963771372182257718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/piccola-personale-guida-al-mangiar.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1963771372182257718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4681764809635043872/posts/default/1963771372182257718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solobagaglioamano.blogspot.com/2010/04/piccola-personale-guida-al-mangiar.html' title='Piccola personale guida al mangiar fuori a Dubai'/><author><name>faustotazzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13716980159462310728</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/SJtwv3KAXKI/AAAAAAAAAMA/uyNFYbiEins/s1600-R/EOLIE%2B166.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lbqAv0xAWeg/S8B5NHpuQTI/AAAAAAAAAkc/TJ2mWiGTwpQ/s72-c/14113_403167611293_609811293_5507610_7686566_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4681764809635043872.post-189605705677501139</id><published>2010-04-02T17:48:00.002+02:00</published><updated>2010-04-02T17:50:11.712+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dubai'/><title type='text'>La Melevisione</title><content type='html'>&lt;meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Word.Document" name="ProgId"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Microsoft Word 11" name="Generator"&gt;&lt;/me
